giovedì 26 aprile 2018

RW EDIZIONI AL COMICON CON FRANK MILLER MA SONO TANTI I DUBBI SUL FUTURO DELL'EDITORE NAPOLETANO

Continua la crisi della DC in Italia. A fronte di una qualità delle storie altalenante, la infelice distribuzione degli albi da parte della Rw Edizioni per il tramite del suo ramo Pegasus, pone molte domande sul futuro di Superman e soci nella penisola e in particolare dell'editore napoletano che ne controlla i diritti di licenza dal gennaio 2012. I ritardi nelle uscite nel circuito delle edicole sono abissali. Gli albi escono almeno 20 giorni dopo la data nominale di copertina in modo quasi abituale. Sui social i pochi lettori rimasti non si meravigliano più ed accettano la precaria situazione di fatto. Per contro, l'editore ha ridotto di molto il numero delle sue uscite, oggi limitate alle nove serie regolari (alcune mensili e altre quindicinali) e qualche sparuto volume. Non ci sono comunicazioni ufficiali sulle ragioni dei ritardi, che perdurano da 6 anni. Sul forum di Comicus, in cui fino a non molto tempo fa interveniva il responsabile di redazione Rw, Lorenzo Corti, ivi conosciuto con il nickname Preacher, non ci sono notizie, né post di commento sulle varie storie a dimostrazione di una disaffezione costante che non può non far presumere un crollo delle vendite rispetto a 4-5 anni (quando già non erano molto esaltanti). Sul sito della casa editrice nulla viene detto in proposito. Uno sguardo ai credits degli albi (per leggere i quali in seconda di copertina serve la lente di ingrandimento) si apprende che oltre al citato Corti, la redazione sarebbe formata dal proprietario Pasquale Saviano, dal direttore responsabile Sergio Nazzaro e dal traduttore Stefano Visinoni. Seguono i vari ringraziamenti.
 

In questo elenco figura una decina di persone variabili che immaginiamo prestino la loro collaborazione al gruppo Saviano/Nazzaro/Corti/Visinoni per la cura degli albi. Non è dato sapere se questi rapporti di collaborazione siano prestati a titolo oneroso o gratuito. All'interno degli albi figurano articoli editoriali senza firma che descrivono i protagonisti delle storie e un sunto sugli eventi DC. La carta è di una buona qualità (migliore, secondo noi, di quella usata dalla Panini) e lo stesso vale per la resa della stampa. Oltre alla DC che Rw pubblica con il marchio Lion, vi sono le linee Goen e Lineachiara. La prima non ha un programma di uscito coerente. I manga escono ogni tanto senza una cadenza precisa. La seconda solo di recente ha ripreso le uscite dopo quasi due anni di stop con un paio di albi in formato bonellide. Tra qualche giorno prenderà avvio il Comicon di Napoli. Rw dovrebbe giocare in casa. Tra gli ospiti di un certo rilievo sono segnalati Frank Miller e Brian Azzarello. Il primo firmerà lo slipcase contenente la trilogia del Cavaliere Oscuro. Prezzo: 200 euro! La Rw spera di replicare il successo del 2016 quando Frank Miller firmò una edizione simile limitata al primo capitolo della saga. I fan continuano a porsi domande. Quale sarà il futuro della Rw? Nel 2015 il contratto con la DC è stato rinnovato, ma non si sa per quanto. Se esso è stato di quattro anni, esso dovrebbe scadere a fine 2018. Anche la tenuta come azienda ha destato perplessità dopo gli scossoni del 2015-16 hanno visto l'uscita di scena di storici collaboratori e la cessione di un ramo a Manicomix. Al Plano.

mercoledì 25 aprile 2018

LA TRAGEDIA DELLE FOIBE DI NORMA COSSETTO RIVIVE IN UN GRANDE FUMETTO DELL'EDITORE FERROGALLICO!!

Il 25 aprile è la data fin troppo strumentalizzata dalla sinistra italiana per rilanciare manifestazioni di odio ideologico che in un clima di pacificazione nazionale neppure dovrebbero esistere. L'amnistia concessa del ministro comunista Togliatti per i soldati della Repubblica Sociale Italiana operava in questa direzione. Si chiedeva ad entrambe le parti, finito il conflitto, di cooperare per ricostruire un Paese che non c'era più. L'Italia aveva allora tutte le carte in regola per ritornare grandissima, nonostante le umilianti clausole del Trattato di Pace del 1947 imposte al governo De Gasperi (la perdita dei territori d'Africa e in Libia soprattutto, dove il Governo Italiano aveva profuso miliardi in investimenti dopo la riconquista del 1930-31 ad opera del generale Graziani, che nel 1953 divenne presidente del MSI continuando la sua attività politica nel nuovo regime repubblicano). Bisognava voltare pagina e dimenticare. I comunisti, che furono scottati dal fatto che l'Italia non era finita nell'area di influenza sovietica, non vollero dimenticare e l'odio, da allora, viene rinfacciato di continuo dalla sinistra italiana. Oggi, in tempi in cui la storia può essere riscritta in modo fedele ai fatti, a cui va attribuito il giusto valore, si sa che i partigiani comunisti, a differenza di quelli cattolici, consumarono eccidi non meno gravosi di quelli commessi dalle formazioni militari straniere che operavano sul territorio. Essi combattevano per Stalin, che era un dittatore non meno feroce di quelli che egli avversava. Non importava quanta violenza, per quanto brutale, venisse sfogata contro le popolazioni, che per il solo fatto di avere prestato adesione al regime contro cui combattevano erano colpevoli e quindi dovevano pagare. Una logica basata sulla vendetta che in un Paese civile nemmeno dovrebbe esistere, anche se impegnato in una guerra. Dimenticati per diversi decenni, oggi i crimini commessi dai partigiani comunisti sono conosciuti. Chi combatte per la libertà non commette stupri o uccisioni di massa. L'onore sul campo di battaglia è sacro per quanto sbagliata sia la logica stessa della guerra. Eppure di questi episodi ce ne sono stati. Uno di questi fu quello che vide tragica protagonista una ragazza chiamata Norma Cossetto uccisa dai partigiani criminali jugoslavi nel 1943 nella foiba di Villa Surani. Quella che stiamo per narrarvi è una storia tragica da poco rivissuta in un fumetto.
 

Prima bisogna chiarire cos'è una foiba. Il territorio giuliano (oggi in parte ceduto agli Stati della Ex-Jugoslavia dal succitato trattato di pace del 1947) presenta in molti punti degli inghiottitoi, aperture nella terra rocciosa e profonde decine di metri. I partigiani jugoslavi, noti come assassini titini (dal nome del loro capo, il maresciallo Tito) li usarono per diversi eccidi compiuti in zona, gettando i corpi, a volte ancora vivi, delle vittime civili. Norma Cossetto era figlia del dirigente fascista del comune di Santa Domenica di Visinada (oggi in Croazia). Era una gran bella ragazza, piena di vita, studiosa e iscritta alla facoltà di lettere e filosofia all'università di Padova. Nel 1943 stava scrivendo la tesi e spesso girava in bici per i comuni vicini dell'Istria in cerca di documenti di studio. Non svolgeva alcuna attività politica né era impegnata in attività di sostegno bellico pur essendosi iscritta ai GUP (come allora era consuetudine per gli studenti universitari). Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 la famiglia Cossetto ricevette diverse minacce dai gruppi comunisti. La Norma venne convocata il giorno successivo presso il comando partigiano, composto da combattenti italiani e jugoslavi. Le venne chieste di aderire al movimento partigiano, ma ella si rifiutò. Il giorno dopo venne prelevata contro la sua volontà insieme ad altri civili inermi e trattenuti illegalmente presso il comando della Guardia di Finanza di Parenzo. Poiché le forze tedesche stavano occupando tutta la zona (in quel momento, la RSI non era ancora sorta), i partigiani fuggirono di notte portando con se i civili che ormai ritenevano loro prigionieri (come se fossero stati dei soldati!). Norma venne portata nella scuola del comune di Antignana adattata a centro detentivo. Separata dagli altri, durante la notte fu seviziata e stuprata da un gruppo di partigiani. Un atto vile che come altri ha macchiato in modo indelebile la storia. Norma era ancora viva, ma ciò nonostante, insieme agli altri, nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943 venne gettata nella foiba di Villa Surani. La foiba era profonda 136 metri. Il vero orrore a cui la giovane istriana era stata sottoposta venne a galla un paio di mesi dopo. Un orrore così grande che è difficile qui riportare in forma scritta.
 
Il giorno dopo il padre si recò sui luoghi per avere notizie di sua figlia, ma venne ucciso a sua volta insieme ad un suo parente, Mario Bellini, dai partigiani nel disperato tentativo di cancellare le tracce del loro crimine. Intanto, nelle regioni del centro-nord d'Italia si era ricostituito il Governo Mussolini con la nascita di un nuovo stato, la Repubblica Sociale Italiana, che nominalmente estendeva la sua sovranità a tutta la penisola (nonostante la occupazione americana della Sicilia). Il 10 dicembre 1943, nel corso dell'operazione Nubifragio (Operation Wolkenbruch), le forze germaniche guidate dal generale Hausser lanciarono una offensiva che nel giro di una settimana portò alla conquista della Venezia Giulia e dell'Istria, in tal modo sottratte al controllo delle bande criminali titine. Alla azione presero parte anche unità del ricostituito esercito italiano della RSI. Hausser, prode soldato, fu uno dei pochi generali tedeschi a non subire processi per crimini di guerra. Pacificati i territori fu quindi possibile recuperare i corpi dei civili inermi che i criminali titini insieme a complici comunisti italiani avevano trucidati e/o seviziato. Tra questi vi erano quelli di Norma Cossetto e di suo padre. Il cadavere della giovane, che non presentava dei segni di decomposizione, venne ritrovato con un palo di legno conficcato a forza nei genitali, segno della indicibile e feroce violenza a cui la giovane era stata sottoposta. Fu il maresciallo dei vigili del fuoco, Arnaldo Harzaich, a condurre le operazioni di recupero dei corpi. La sorella di Norma, Licia Cossetto, denunciò allora il fatto ai comandi tedeschi (la Venezia Giulia era stata di fatto annessa alla Germania, poiché a guerra finita avrebbe fatto parte del progetto di una ricostituita Grande Austria), che arrestarono sedici partigiani, di cui molti italiani. Secondo testimonianze raccolte e confermate dopo la guerra, a commettere gli stupri furono cani sciolti italiani della Resistenza. Il processo fu sommario, ma essenziale. I responsabili vennero riconosciuti e condannati a morte. Furono quindi obbligati a vegliare il corpo della giovane tutta la notte e l'indomani mattina fucilati. Norma Cossetto e suo padre Giuseppe riposano ora nel cimitero di Santa Domenica di Visinada.
 
In memoria della studentessa nacque nel 1944 a Trieste il Gruppo d'Azione Femminile Norma Cossetto, l'unico reparto paramilitare fascista femminile della RSI, alle dirette dipendenze del Partito Fascista Repubblicano Nel 1949, l'allora rettore dell'Università di Padova, Concetto Marchesi e il consiglio della facoltà di Lettere e Filosofia, proposero la laurea ad honorem per Norma Cossetto. Il 10 febbraio 2011 l'Università degli Studi e il comune di Padova, nell'ambito delle celebrazioni per la Giornata del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, hanno posto nel Cortile Nuovo del Palazzo del Bo' una targa commemorativa della morte di Norma Cossetto e della laurea honoris causa conferitale. Il comune di Gorizia ha una via a lei dedicata dal febbraio 2009, così come dal luglio 2011 il comune di Narni (TR) e dall'ottobre 2012 il comune di Bolzano e il comune di Fano (PU). Nell'aprile 2012 il comune di Limena (PD) le intitolò la biblioteca. Dal gennaio 2013, inoltre, anche il comune di Calalzo di Cadore (BL) rende tributo a Norma Cossetto avendole intitolato la propria sala consiliare. Nel 2017, anche da parte dell'amministrazione comunale di Latina le è stata dedicata una lapide commemorativa, che è stata vandalizzata già cinque volte da ignoti. Sulla tragedia di Norma Cossetto uscirà nel corso del 2018 un film diretto da Maximiliano Hernando Bruno dal titolo Rosso d'Istria che vede la partecipazione eccezionale di Franco Nero nel ruolo del professore di Norma e della bella attrice Selene Gandini nel ruolo di Norma Cossetto. L'editore Ferrogallico, editore che con fierezza manifesta le sue idee di destra, ha da poco dato alle stampe un volume a fumetti scritto da Emanuele Merlino e disegnato da Beniamino Delvecchio. Il formato è il 29x23, cartonato, 72 pagine e prezzo di 15,00 euro. Un volume che vi consigliamo di leggere e di regalare. E' uno di quei fumetti che magari non vedrete pompato sui social dalla solita cricca. Ma per tal ragione è un fumetto vero, che esprime una tragedia umana. Il volume è stato presentato, con tutti gli Alti Onori, alla Camera il 6 febbraio 2018. Per non dimenticare. Per mettere da parte l'odio. E forse anche per perdonare. Al Plano.

martedì 24 aprile 2018

FUMETTO ITALIANO: CRISI DEVASTANTE! I DATI DI VENDITA A CONFRONTO DI OGGI CON QUELLI DI 18 ANNI FA!

Chi è nato nel 2000 oggi ha 18 anni. Eppure tante cose sono cambiate. Il Paese è finito nel buco nero del malgoverno piddino, passando da Berlusconi per Monti e Renzi. Oggi c'è Gentiloni, ma è come se non ci fosse. I fumetti sono crollati come altri settori della produzione nazionale. Per dare l'idea di quanto sia disperata oggi la situazione per il mondo editoriale italiano, abbiamo pensato di mettere a confronto i dati di vendita delle principali collane della Bonelli dell'anno 2000 e quelli di oggi. Alcuni dati fanno impressione. Tex ha visto dimezzare le sue vendite. Quelle di Dylan Dog sono calate di quasi 5 volte. Quelle di Martin Mysteré sei volte. Viene naturale pensare a chi attribuire la responsabilità dei cali, ma sarebbe inutile. Se si può individuare la causa principale nella crisi economica, si deve anche prendere atto del fallimento delle strategie messe in campo dagli editori per fronteggiarla. Il fumetto, dopotutto, è un bene non indispensabile. Se i soldi nel portafoglio diminuiscono, i primi prodotti ad essere tagliati sono proprio i fumetti, che nei periodi di crisi disvelano tutte le loro debolezze. La Bonelli, che per decenni è parsa ballare in un ozioso immobilismo, si è svegliata solo negli ultimi anni, quando era troppo tardi. I dati rispecchiano la situazione.
 

Prendiamo Martin Mysteré. Nel 2000 il titolo vendeva 65.000 copie (che per l'epoca erano poche). Oggi vende, sempre secondo dati ufficiosi, circa 8.000 copie e ad avvalorare la prospettiva di una chiusura a breve milita la sospensione della produzione di nuove storie. Tiene bene Zagor. Il calo è più ridotto. In 18 anni ha perso la metà dei suoi lettori, ma tiene botta a dimostrazione del fatto che il pubblico abituale della Bonelli si estingue per raggiunti limiti di esistenza. Non per la passione, che è sempre alta. Il punto debole della casa editrice milanese sono i giovani. Ad un certo punto, nel 2013 avevano pensato di puntare su Recchioni e sulla sua serie Orfani per rimpolpare i loro ranghi. Niente da fare. Orfani è stato un flop come quelli che l'hanno seguito e preceduto. I giovani hanno altro per la testa oggi. Sono ignoranti. L'idea di leggere un fumetto in b/n di 96 pagine con nuvole piene di testo li farebbe impazzire. La Bonelli ha reagito puntando sul colore e quando ha capito che nemmeno questo avrebbe fatto la differenza, si è buttata su nuovi settori con le edizioni deluxe da libreria. Le cose non sembrano essere andate bene come indica il suo bilancio (utili calati del 79% negli ultimi due anni). Il fumetto italiano è in crisi e difficilmente si riprenderà. Al Plano.

LA SERIE ORFANI CHIUDE LA SUA CORSA TRA UN MESE! LA STRONCATURA DEGLI UTENTI DEL FORUM DI COMICUS

Pochi giorni dopo l'uscita di Orfani n. 1 nell'ottobre 2013, Recchioni (da pochi mesi nominato curatore editoriale delle collane di Dylan Dog) dichiarava al Fatto Quotidiano (che non fa mistero di sostenere i grillini tanto avversati dallo stesso Recchioni!): Politica, videogiochi, guerra, fantascienza. Strategia di produzione che ricalca quella delle serie tv. Albi tutti a colori, narrazione in “continuity” da un numero all’altro, oltre quattro anni di lavoro solo per la prima stagione: sarà l’investimento più importante mai compiuto dalla Bonelli, al culmine di un ventennio di crisi progressiva del mercato-fumetto. Oggi fa una certa impressione leggere di Recchioni nel sostenere che la Bonelli veniva da un ventennio di crisi progressiva del mercato. Qualche mese dopo l'allora direttore M. Marcheselli ripeté le stesse parole al sito Fumettologica, rivelando i dati di vendita della Bonelli, tra cui lo stesso Orfani di Recchioni, il quale pensava o riteneva allora che con questo fumetto avrebbe risollevato le sorti dell'editore milanese! Una aspettativa che oggi appare del tutto paradossale, tenuto conto del flop di Orfani. Se il primo numero vendette 49.000 copie, il secondo 42.000 copie e il terzo 29.000 copie, già allora si poteva pensare che l'operazione non sarebbe andata bene.
 

Ancora Marcheselli al Fatto Quotidiano in quell'ottobre 2013: Il genere è in forte crisi: 20 anni fa noi vendevamo circa quattro volte le copie che facciamo oggi dopo un’erosione nelle vendite che per ogni nostra testata è andata dal -3 al -7 per cento annuo. Tendenza preoccupante, per le nuvole, che Orfani potrebbe invertire: l’obiettivo è aprire un nuovo mercato, riconquistando i 12-18 enni, “una fetta di pubblico che per noi adesso è perduta, stante che Tex Willer, con le sue 200mila copie, resta il mensile più venduto al mondo. Marcheselli non fu preciso in quelle parole. All'epoca, Tex era calato a 190.000 copie e non costituiva (come anche oggi del resto) il mensile più venduto al mondo. Marcheselli ignorava che in Giappone i manga vendevano milioni di copie al mese! La vogliamo chiamare pure una grandeur tutta italian-fumettistica? Il fatto che anche lui, fervente sostenitore di Recchioni (fu lui, dopo che gli era stato presentato da Tito Faraci, a presentare Recchioni prima a Sergio Bonelli e poi a Sclavi nel 2005-06) fosse convinto che Orfani avrebbe risollevato la casa editrice lascia esterrefatti, tenuto conto del fatto che fino ad allora Recchioni non veniva da serie con grossi numeri (il suo John Doe all'Eura/Aurea arrivava al massimo a 18.000 copie).

Marcheselli, sicuro di sé, precisò ancora: Non per nulla proprio a Recchioni è stato affidato il rinnovamento di Dylan Dog: una scelta fatta dall’ideatore Tiziano Sclavi, che col 39enne autore romano condivide la passione per i videogiochi e la cultura pop in genere. All'epoca non si poteva sapere (ma forse si poteva prevedere) che il rilancio di Dylan Dog non sarebbe stato facile. Nel 2013 la serie mensile vendeva 120.000 copie. Oggi, mentre perdura la gestione Recchioni, le vendite sono calate fino a 78.000 copie. Lascia interdetti la giustificazione addotta: a Recchioni sarebbe stato affidato il rilancio di Dylan Dog, la seconda serie della Bonelli, sulla base dell'auspicio che una serie che trattava di politica e di guerra, avrebbe attirato nuovi lettori? A noi è parso che questo fosse il pensiero di Marcheselli (ex-curatore, a sua volta, di Dylan Dog dal 1993 al 2009 con vendite calate, nella sua gestione e per sua stessa ammissione da 530.000 a 190.000 copie). Così speravano di conquistare nuovi lettori? Con la politica? E che politica? Le simpatie di Marcheselli per la sinistra non sono un mistero e anche se Recchioni si è autodefinito un fascista zen, le sue opere e le sue storie trasudano di socialismo. Ok, anche Mussolini in gioventù era socialista (come Grillo!).

Ancora Recchioni: Noi stessi, oggi, nasciamo con una porzione di debito nazionale, poi se ci va bene siamo sfruttati solo come consumatori, oppure arriviamo agli estremi contemplati in Orfani. Sta di fatto che allora, i due erano convinti della bontà di quel prodotto. Marcheselli disse che sperava di avere una media di vendite di 50mila copie e Recchioni affermò che si sarebbe suicidato se non avesse riempito lo stadio San Paolo di Napoli, che ha 60mila posti. 50mila copie di media non ci sono mai state. Lo stesso Marcheselli confessò a Fumettologica qualche mese dopo che le vendite di Orfani erano di 29.000 copie. E il Recchioni non ha compiuto per fortuna il gesto estremo che aveva minacciato. Oggi quanto vende Orfani? Siamo a circa 10.000 copie di vendite medie. Un risultato che conferma non solo il flop del progetto recchioniano ma avalla la considerazione che si è trattato del più grosso flop della Bonelli, visto che per produrlo sono stati messi in preventivo per le sole prime due stagioni tre milioni di euro! Con 10mila copie non si può andare avanti, anche se la Bonelli ha abbassato di molto il punto di pareggio delle sue collane. Se non fosse stato così, non sarebbe stato possibile mandare avanti serie sorte negli anni successivi all'uscita di Orfani.

Serie come Mercurio Loi, che gira sulle 9.000 copie e Martin Mysteré che va sulle 8.000 copie circa (e con la produzione di nuove storie ferme da tempo), serie che se il punto di pareggio fosse stato di circa 30.000 copie (come era una quindicina di anni fa) non sarebbero nemmeno state prese in considerazione a livello di idee lanciate sul tavolo. Orfani chiude tra un mese con la fine della sesta stagione. Chiude perché con 10mila copie scarse non si possono mettere in cantiere nuove stagioni. Il Recchioni non sarà d'accordo, ma nemmeno lui può andare contro la realtà. Quale sarà il futuro di Orfani? Si parla di storie speciali con periodicità annuale (magari ci sono storie già realizzate che in qualche modo bisogna mandare in stampa per tentare di rientrare dell'investimento compiuto). Anche sui social il giudizio dei lettori è impietoso. Sul forum di Comicus l'utente Slum King parla del nulla, mentre l'utente Kool lamenta il caos dell'eccessivo numero di disegnatori coinvolti. Lonewolf 10 aggiunge: beh non direi "il nulla" ma in un certo senso sì, bella la sceneggiatura, tecnicamente, belli i disegni, ma è il soggetto ad essere stiracchiato e con ben poca "ciccia". Per quel che si può dire finora, il brodo mi sembra molto allungato per arrivare a 12 albi. E ancora.

Wretchik: Sarò retrogrado, ma non capisco la portata rivoluzionaria dei molti disegnatori per albo. Tutti di livello medio alto peraltro - secondo i miei gusti. Mi rimane però quella sensazione di tappabuchi tipo comics americano di seconda fascia. Se si tratta di una strategia di sopravvivenza rispetto alle scadenze, allora propongo, come si dice, GO BIG! Quarantacinque disegnatori (ce li ha a disposizione la Bonelli?), una settimana a disposizione, due tavole ciascuno. Con un po' di fortuna Orfani diventa bisettimanale. In bianco e nero, ovvio, ma poi si potrà rieditare l'albo colorato a parte! MInimo tempo, doppio guadagno. Brandino: Gli speciali annuali potrei anche prenderli, tanto, una volta all'anno. Altre stagioni complete proprio no, ma non credo si corra il 'rischio'. Nuvole Parlanti: Quando in una serie si resuscitano più e più volte personaggi che erano morti... a mio giudizio significa che siamo a corto di idee. Qui non si capisce più nulla, adesso li hanno resuscitati tutti e non sono zombie, grossa delusione anche questo numero, mi spiace che dovrò scucire altri 10 eurelli per finirla avrei dovuto mollare il colpo dopo NM che già preludeva al disastro poi le 2 mini mi avevano fatto sperare.... ma qui siamo al non-sense. Come non essere d'accordo? Al Plano.

lunedì 23 aprile 2018

IL NUOVO AMAZING SPIDER-MAN DI NICK SPENCER! I DISEGNI SONO STATI AFFIDATI A OTTLEY DI INVINCIBLE!!!

Il ciclo di Dan Slott sull'Uomo Ragno è arrivato alla sua fine naturale. Lo scrittore americano (uno dei più contestati degli ultimi anni) lascia un personaggio in condizioni infelici. Il suo ultimo numero sarà The Amazing Spider-Man n. 801. Dopo di che la serie verrà azzerata e ricomincerà dal numero 1 con i testi di Nick Spencer, uno scrittore che ha nel suo curriculum l'attività di attivista politico per la sinistra americana. Forse si tratta di una decisione presa dal vecchio editor-in-chief Alonso che il suo successore, Cebulski, non ha potuto modificare. Non dimentichiamo che al vertice della Marvel c'è ancora Joe Quesada, longa manus delle lobby multiculturaliste sulla House of Ideas. Per diffondere l'oscuro verbo del socialismo Nick Spencer non guarderà in faccia a nessuno. Se si è servito di Capitan America (trasformato in un agente dell'Hydra) per attaccare Trump nel 2017 con Secret Empire, c'è solo da preoccuparsi per quello che potrebbe fare sull'Uomo Ragno. Come disegnatore è stato chiamato Ryan Ottley, l'artista di Invincible della Image! Non proprio una primissima scelta, come si suol dire.
 


Se Spider-Man è il personaggio portabandiera della Marvel, che senso ha puntare su un disegnatore molto comune e il cui stile è molto cartoonesco? I lettori italiani, o almeno quei pochi che leggono la versione italiana di Invincible pubblicata dalla Saldapress, lo sanno bene. Forse sarebbe stato meglio chiudere Amazing e presentare questo nuovo Spider-Man con una collana ad hoc. Nel primo numero, Peter dovrà fronteggiare una invasione aliena di New York! Oltre a ciò, vedremo Peter con un nuovo coinquilino e nuovi amori (dimenticatevi la reintroduzione del matrimonio nella continuity della serie). Sarà peggio di Slott? Vedremo. Il primo numero avrà 56 pagine e costerà 5,99 $. La Marvel presenterà l'albo con 8 copertine diverse, che i comic store saranno costretti ad ordinare a loro rischio. La data di uscita è prevista per l'11 luglio. In Italia questa storia si vedrà a gennaio 2019. I collezionisti sono sul piede di guerra. Prima riprendete la numerazione originale di Amazing e poi la chiudete di nuovo dopo pochi mesi? Tutto pur di lanciare un nuovo numero uno dell'Uomo Ragno. Jack Santorum.

domenica 22 aprile 2018

FANTASTIC FOUR: RETURNS! LA PANINI RIPRENDE LA PUBBLICAZIONE DELLA COLLANA ITALIANA CON IL N. 381!!!

Il ritorno della serie dei Fantastici Quattro domina le discussioni nei gruppi americani e la Marvel ha pensato di sfruttare a dovere l'occasione per diffondere la copertina speciale realizzata dall'artista Esad Ribic, cioè colui che realizzò la loro ultima avventura vista in Secret Wars n. 9 del 2015. Qualche giorno fa abbiamo espresso perplessità sulla scelta del disegnatore per questa nuova serie del Quartetto, l'italiana Sara Pichelli, che non fa parte della top ten dei disegnatori più famosi del mondo americano. Esad Ribic invece si. Poteva essere lui il disegnatore regolare della testata. Un motivo in più per i fan di riavvicinarsi alla collana. Il disegno mostra un barbuto Reed Richards e alle sue spalle la moglie Sue e l'amico di sempre, Ben Grimm. All'appello manca solo Johnny Storm.
 

Reed sembra invecchiato e anche Sue dimostra qualche annetto in più. Fantastic Four n. 1 uscirà negli Usa il 1 agosto 2018. In Italia si vedrà a febbraio 2019. Non è ancora chiaro se la Panini aprirà una serie nuova di zecca o se continuerà ad utilizzare la testata storica (che sotto la bandiera della Star Comics iniziò la sua corsa editoriale nell'ottobre 1988). Si sa invece che la serie Marvel Two-in-One apparirà in Italia su questa testata che riprenderà la sua corsa con il numero 381 a luglio 2018 (interrompendo così la sospensione che durava dal maggio 2016). Il formato, poco economico, sarà quello solito: 48 pagine a 3,20 euro (il primo numero avrà una variant di Alex Ross al prezzo di 5,00 euro). Tutto lascia credere che sarà qui che a febbraio 2019 tornerà la serie di Fantastic Four. Al Plano.

sabato 21 aprile 2018

FELTRINELLI COMICS: LA STRONCATURA DEL GIORNALE DI MAURIZIO BELPIETRO DELLA LINEA DI GRAPHIC NOVEL

Una delle ragioni, forse la più importante, che spiega il fallimento del progetto di rilancio di Dylan Dog avviato nel 2013 da Roberto Recchioni (sotto la regia di Tiziano Sclavi) è l'eccessiva matrice politica dei contenuti che sono stati inseriti a forza nelle storie con appiattimento definitivo di tematiche horror. Anche se Roberto Recchioni si è sempre definito non di sinistra, ma un fascista zen, dal 2013 le avventure dell'Indagatore dell'Incubo sono parse la traduzione in campo fumettistico del programma politico del Partito Democratico di Matteo Renzi. Buonismo nei confronti dei musulmani (tanto da usare il termine puramente di fantasia, islamofobia, che detto in un contesto in cui i musulmani vanno compiendo attentati in vari paesi del mondo è tutto dire), anti-trumpismo, pro-UE, pro-Immigrazione, anticlericalismo, contro la famiglia, contro il Cristianesimo, contro la Fede in generale, contro il nazionalismo, contro i valori di patria, ordine e sicurezza, ecc. Ad un certo punto, è sembrata (mercé il massiccio contenuto massonico di certe simbologie usate nelle storie) che tutto fosse stato orchestrato per veicolare nel campo del fumetto messaggi a sfondo esoterico. Recchioni si è difeso prima sostenendo che le idee del rilancio sarebbero state concepite da Sclavi (che a sua volta ha smentito il curatore) e poi che lui non è di sinistra. Recchioni può non essere di sinistra, ma la sua gestione di Dylan Dog è nel segno puro della sinistra e delle ideologie socialiste che ne costituiscono la base. La verità è sotto gli occhi di tutti. A conferma di ciò, Recchioni nel 2017 ha firmato un contratto con la Feltrinelli (casa editrice schierata a sinistra) per la realizzazione di graphic novel sotto la direzione editoriale di Tito Faraci, altro fumettista da sempre schierato a sinistra! La prima uscita di questa collana comics riflette tutte le tematiche tanto care al mondo della sinistra italiana e piddinista.
 

Il messaggio che arriva da queste opere a fumetti è che il mondo com'è oggi è del tutto sbagliato. Dovrebbe essere aperto agli immigrati e allo schiacciamento dei valori nazionali. In altri termini, sarebbe aperto a quei messaggi di entità oscure come la Open Society del discusso finanziere ebreo George Soros il quale per conto della famiglia Rothschild sarebbe dietro progetti volti alla destabilizzazione di intere nazioni finanziando programmi destinati ad una distorta idea di giustizia sociale e corrompendo politici vari. E' stato anche finanziatore del partito democratico americano per sostenere la Clinton ed in questi giorni è nella lista nera del premier ungherese di destra, Orban. Soros è sostenitore del PD, è vicino ai radicali italiani della Bonino e al finanziere ebreo Carlo De Benedetti, proprietario del gruppo CIR (editore di Repubblica) e nemico della destra italiana capeggiata dal partito di Forza Nuova. La Feltrinelli si è sempre manifestata di sinistra, almeno dal 1946 ad oggi. Uno dei suoi proprietari, Giangiacomo, aderì alle Brigate Rosse e perse la vita nel tentativo di compiere un attentato nel 1972. Il giornale di Maurizio Belpietro ha evidenziato questi aspetti in un articolo mirabile, definendo la collana delle graphic novel un prodotto di tipo giovanilistico ma estremamente politicizzato. E infatti, i nomi degli autori impegnati, come chiarisce l'articolo, non hanno mai nascosto simpatie per la sinistra. Il tutto per descrivere in termini positivi le ong, che sono al centro di inchieste per favoreggiamento della immigrazione illegale. La critica più pesante è quella rivolta al volume di Recchioni. Poi chiosa con un libretto rosso per categorizzare queste opere e osserva come vano sia il tentativo di far apparire grandi le stesse come se prima di loro non ci fossero mai stati i Crepax e i Pratt! Il pezzo, infine, evidenzia le difficoltà in cui si dibatte la Feltrinelli come gruppo editoriale. Al Plano.

venerdì 20 aprile 2018

IL RITORNO DEI FANTASTIC FOUR! LA SCELTA CADUTA SU DAN SLOTT E' STRUMENTALE PER LA NUOVA CHIUSURA?

La recente notizia del ritorno della serie a fumetti dei Fantastici Quattro dopo tre anni di stop ha fatto felici i tanti fan del Quartetto, che chiedevano a gran voce che la Marvel si decidesse a riproporli al grande pubblico. Dopo che si è saputo che a scrivere le nuove avventure sarebbe stato Dan Slott (colui che ha devastato l'Uomo Ragno per dieci anni) qualche dubbio è venuto ai lettori: la Marvel ha riproposto di malavoglia gli FQ? Perché se vuoi rilanciare una testata storica non chiami lo scrittore più criticato degli ultimi anni e soprattutto punti su un grande nome come disegnatore. La italiana Sara Pichelli, pur nota, non rientra nella top ten dei disegnatori della House of Ideas. Perché non è stato chiamato il grande maestro brasiliano Mike Deodato Jr o George Perez? Se si voleva puntare su uno stile più originale, perché non è stato contattato Mike Mignola? E visto che viviamo tempi di scambi tra le major, perché non è stato messo sotto contratto Dan Jurgens della DC Comics? Ciò alimenta il sospetto che la Marvel abbia collocato sulla serie del Quartetto non il meglio del momento. Continua sotto.
 

Fantastic Four non è stata cancellata nel 2015 perché vendeva poco. Collane che vendevano meno e spacciate per testate di qualità dall'ex e-i-c A. Alonso hanno continuato ad uscire. Fantastic Four è stata cancellata perché le lobby di sinistra che controllano l'entertainment americano per conto delle associazioni dedite all'esoterismo lo hanno imposto. Il satanismo costituisce un fenomeno tanto pericoloso quanto diffuso negli States. Il peso del pubblico ha avuto la meglio, ma è nostra opinione che la Marvel non abbia schierato su questa serie le forze migliori. Slott viene dal floppone di Spider-Man, mentre la Pichelli viene dalla non esaltante collana dello Spider-Man di colore Miles Morales, che non si può considerare un campione di vendite. Dalle poche rivelazioni di D. Slott, si è appreso che il cast della serie sarà quello storico. Franklin e Valeria avranno l'emblema FF sulle loro tute anziché quello di F4. Il dottor Doom sarà restituito al suo ruolo classico di cattivo. Si è appreso che Cebulski avrebbe dichiarato che il ritorno degli FQ è stata la cosa maggiormente voluta da lui dopo la sua nomina a e-i-c.
 
Ha aggiunto Cebulski: so quanto siano importanti i personaggi per i fan e per la compagnia e riportarli indietro è stata la prima cosa di cui ho parlato con Tom Brevoort. Sono il cuore pulsante dell'universo Marvel, la prima famiglia del MU, un elemento che permette a tutti di relazionarsi con il gruppo. Come in tutte le famiglie, ci sono i momenti belli e quelli più difficili. Il fatto che nella cover del primo numero non si vedono in costume sta ad indicare che la Marvel guarda alle persone e non ai costumi che li rappresentano. Il fulcro del MU è che i personaggi sono umani prima che supereroi. Slott ha aggiunto che i suoi FQ non lotteranno contro criminali comuni, rapinatori di banche o società segrete. Però se qualche mostro gigante volesse farsi un giro per New York, troverebbe sulla sua strada gli FQ. Cercheranno nuovi pianeti e nuovi universi. In parole povere, Slott si rifarà ai classici temi della collana. Farà ciò che ha fatto con Spider-Man. Inventiva zero, novità zero. Idee trite e ritrite presentate per novità. O ciò fa parte di un progetto per avere la scusa di chiudere di nuovo i Fantastici 4? Al Plano.