sabato 9 settembre 2017

TEX N. 683! MEGA-RECENSIONE! SI CONCLUDE LA VICENDA DI LUPE VELASCO IN UN CRESCENDO DI EMOZIONI!!!

Non vedevamo l'ora di leggere la conclusione della storia di Lupe Velasco e dobbiamo riconoscere che, come da attese, Mauro Boselli ci ha soddisfatti ancora una volta. Una storia che potrebbe essere al centro di un kolossal americano. Una storia in cui c'è tutto quello che prevede il manuale del perfetto scrittore di fumetti. Una storia che dovrebbe fungere da oggetto di studio per quanti desiderino avvicinarsi a questo settore. Cominciamo dalla copertina di Claudio Villa, che svela un grosso spoiler. Nell'ultima pagina del numero scorso, Lupe era caduta in un fiume e si era persa tra le onde impetuose. Eravamo sicuri che dovesse essere in qualche modo sopravvissuta e così è stato, ma perché svelarcelo dalla cover? E il titolo? La prigioniera del deserto? Non poteva che riferirsi a Lupe! E ragionando sul fatto che la figlia Luz era scappata attraverso il deserto in cerca di aiuto, non era difficile capire come si sarebbe svolta l'avventura. Poi abbiamo letto la storia e Boselli si è fatto perdonare di questi vizi. L'editoriale di Frediani è tutto per Aurelio Galleppini, creatore grafico di Tex. Nel 2017 ricorre infatti il centenario della sua nascita. Qui aggiungiamo alcune note biografiche omesse nel pezzo. Nel 1940, poco dopo l'entrata in guerra dell'Italia venne chiamato sotto le armi ma l'anno dopo, a causa di un lutto in famiglia, venne messo in congedo provvisorio permettendogli di proseguire il lavoro di fumettista per vari editori nonostante la rigida censura del regime. Al momento dell'armistizio si trovava ancora nella sua Sardegna e ciò lo agevolò poiché i tedeschi, giudicando indifendibile l'isola, la lasciarono agli Alleati e Galep venne tolto dall'imbarazzo di doversi schierare. Torniamo alla storia di Tex. Luz racconta cosa è successo alla madre dopo la caduta nel fiume Gila. Un uomo misterioso, che ha l'aria di vivere come un eremita, la salva e la conduce presso la sua casa. Tra di loro nasce la passione. Qualche tempo dopo apprende che il suo misterioso fidanzato è il figlio di un ricco proprietario terriero noto per la sua crudeltà e le vessazioni ai danni dei contadini. Dopo la morte del padre, il suo salvatore, che scopre chiamarsi Ricardo, torna con lei alla hacienda. Per Lupe inizia un periodo molto felice.
 

Dopo qualche settimana Lupe recupera i suoi figli, Luz e Ruben, che nel frattempo erano stati condotti presso un monastero. Gli anni trascorrono lieti. Ricardo la sposa e tratta i suoi figli come se fossero propri. Poi, senza un motivo apparente, le cose iniziano a cambiare. Ricardo assume un temperamento simile al padre dispotico e ben presto entra in contrasto con Lupe. Anche i suoi figli entrano in conflitto. Luz si schiera per la madre, mentre Ruben sostiene la posizione del padre. Una notte, Luz viene costretta a fuggire ed in quel momento incontra Kit Willer e quindi il padre di questi. Racconta che Lupe è tenuta prigioniera in un luogo segreto e che Ricardo ha posto di nuovo la regione sotto il giogo violento del padre. Montales è lontano e non può aiutarli. Tex non può fare a meno di venire in aiuto della sua amica e organizza il piano per la liberazione di questa. Kit e Tiger si insinuano tra gli uomini di Ricardo. Kit cerca di convincere Ruben, divenuto suo amico, a far domande al patrigno circa la sorte della madre. Messo alle strette, Ricardo confessa che Lupe è tenuta in custodia in un certo luogo, giustificandosi con la necessità di proteggerla. Durante il percorso verso tale luogo, alcuni degli uomini del drappello cercano di farlo fuori. Il tempestivo intervento di Tex, che seguiva da lontano i loro spostamenti, li trae fuori dai guai. Ora Ruben sa che il patrigno è marcio e si unisce a Tex per liberare la madre. Ma Ricardo è davvero il cattivo della situazione? Così sembra. Verso la fine le cose cambiano. Il soprastante di Ricardo, Rodrigo, è il vero genio malefico. E' stato lui, all'insaputa del padrone continuando la diabolica gestione del padre di questi, a compiere gli atti gravi che agli occhi di Lupe sembravano opera di Ricardo. Il duello finale è dunque tra gli uomini di Rodrigo e Tex Willer. Nell'ultima scena Ricardo, che nel frattempo è passato dalla parte dei buoni, è colpito a morte. Lupe è la nuova padrona della hacienda, ma Tex non può concedersi in divagazioni amorose. Una bella storia, ricca di azione e colpi di scena. La migliore di quest'anno scritta da Boselli e quindi la migliore di Tex del 2017 finora. Una storia che la matita magica di Piccinelli rende ancora più preziosa. Hans von Klopp.

venerdì 8 settembre 2017

ATTACCHI AD ALESSANDRO BOTTERO CHE CONDIVIDE I NOSTRI ARTICOLI! LA REAZIONE SCOMPOSTA DEL SISTEMA

E' un po' di tempo che Alessandro Bottero, redattore della Play Press dei tempi d'oro, scrittore, traduttore ed editore con la Bottero Edizioni, è al centro delle attenzioni poco felici di un gruppo di utenti sui social che lo attaccano in modo sistematico ogni qual volta condivide i nostri articoli. I suoi detrattori, se così li possiamo definire, si possono dividere in due categorie: quelli che gli ricordano in modo pressante che condividere i nostri articoli equivale a screditare la sua immagine; quelli che, senza mezzi termini, passano agli insulti veri e propri. In entrambi i casi, tali condotte possono essere definite una espressione d'insieme della Macchina del Fango, ossia il martellante, ossessivo e persecutorio atteggiamento nei confronti di una persona da parte di un gruppo più o meno coeso di individui il cui fine è quello di intimidazione. Al dott. Bottero abbiamo consigliato di sporgere querela per diffamazione e stalking nei confronti di questi figuri. Essi infatti intervengono solo quando Bottero cita o condivide i nostri articoli. Non negli altri casi. Alcuni di questi soggetti sogliono diffondere odio contro il nostro sito su altri gruppi, pagine e profili attribuendoci fatti e situazioni assurde. Negli ultimi tempi hanno preso ad associarci nomi di soggetti estranei istigati da un autore che passa molto del suo tempo sui social network e si lamenta se qualcuno, constatando il tanto tempo libero di cui sembra poter disporre che, in realtà, il suo peso nel comparto editoriale di provenienza si è quasi del tutto dissolto. Uno di questi tipi si era perfino proposto al nostro sito come collaboratore, affermando di essere bravo nello scrivere e amante di generi vari. Il nostro rifiuto ha gettato scompiglio nel già precario equilibrio della sua mente e da allora passa il suo tempo a intervenire nelle discussioni al solo scopo di attaccarci, sfogando una malsana ossessione Se ne stanno occupando i nostri legali. Bottero, la cui intelligenza, pacatezza, cultura ed equilibrio già conoscevamo ai tempi della Play Press e che ancora ringraziamo per le interviste concesse al nostro sito, ha reagito più che bene prendendosi beffa di questi figuri, rispedendo al mittente gli attacchi e dando il ben servito a certi autori (o presunti tali) che volevano sopraffarlo. Solo chi non vive nel mondo reale può pensare di danneggiare una persona scrivendo farneticanti stupidaggini sul suo conto nei gruppi Facebook.
 

Perché il Sistema, ossia quel gruppo di intelligenze (siamo ironici) che sta creando problemi al mondo del fumetto, ha scatenato la macchina del fango contro Bottero? I nostri articoli sono davvero così micidiali per loro? Provate a pensare ad un gruppo di persone che si sono associate per offrire al pubblico in rete una immagine di se e del loro lavoro che nella realtà non esiste. Un lavoro certosino costellato di Like e commenti falsi realizzato per far cadere qualche editore nella rete e disposto a investire su di loro. Quando la realtà esce fuori e ci si rende conto di avere puntato su dei coglioni è troppo tardi. Ma bisogna reggere il gioco. I soldi si possono perdere. La faccia no. Qui entriamo in scena noi. Non siamo legati ai loro gruppi editoriali. Nessuno di noi opera nel campo del fumetto e lo scopo che ci siamo prefissi è liberare il mondo del fumetto dalla sinistra. Il Sistema è fragile. Poiché gli editori hanno investito su queste mezze cartucce, è facile dimostrare, dati alla mano, che l'esito di ogni sforzo riposto su di loro è un fallimento! In rete i dati di vendita ci sono eccome. Bottero non è l'unico che li fornisce. Però è l'unico che ne parla senza problemi. Ogni volta che diffonde dati, il Sistema scricchiola. E noi costruiamo su quei dati articoli molto analitici che consentono di capire che non solo gli investimenti su certi soggetti sono stati sbagliati, ma che non vi erano possibilità di esiti diversi. Bottero diventa quindi un problema per il Sistema, che reagisce inviando contro di lui altri autori, addetti ai lavori, gestori di pagine e semplici fanboy usati come carne da macello. E il problema assume proporzioni vaste quando Bottero condivide i nostri pezzi. Siamo l'unico sito che offre del mondo del fumetto la sua immagine vera. La critica politica rafforza il nostro dire. La crisi economica ci dà una mano. Mette a nudo le debolezze di un settore che non ha saputo costruire solide basi di sviluppo. Se un tizio si pone come una star e poi si rivela una mezza sega, la colpa non è nostra. La sua serie chiuderebbe comunque. L'editore avrebbe perso soldi lo stesso. Ed è qui che emerge l'utilità di Comix Archive. Agli editori diciamo: fate storie di destra, liberatevi degli autori comunisti, liberatevi del peso dei gruppi segreti di potere. E ritornerete nella credibilità perduta. Il fumetto di qualità si fonda su valori come famiglia, fede e patria. I lettori vogliono questo. Kristoffer Barmen.

giovedì 7 settembre 2017

PANINI COMICS: CHIUDE LA COLLANA DEGLI INUMANI! L'INIZIO DELLA FINE DELL'EPOCA MARVEL IN ITALIA?!!!

Spesso ci attribuiscono la seguente critica: parlate solo delle collane Bonelli che chiudono. E gli altri? Siccome non ci piace infierire, preferiamo non toccare i piccoli editori, che hanno già i loro problemi. Di recente, abbiamo apprezzato la scelta della Edizioni IF del sig. Gianni Bono di proporre la ristampa di un grande fumetto di destra scritto da Andrea Lavezzolo e disegnato dalla EsseGesse, Kinowa! E gli altri che fanno? In questi giorni abbiamo appreso della chiusura degli Inumani da parte della Panini. Qual è il problema? In fondo, anche in America la serie è andata a puttane. La collana italiana chiude per mancanza di materiale originale. Per gli stessi motivi la Panini ha chiuso la testata dei Fantastici Quattro (che usciva dal 1990) e tutte le serie della linea Ultimate Comics (che uscivano dal 2000). Un bel po' di serie chiuse nel silenzio generale. I membri del gruppo Lupoi, il gruppo di fanzinari cresciuto in quel di Bologna intorno alla fumetteria di Alessandro Pastore, fanno attenzione a non calcare troppo su questo tasto. Nulla possono fare sui cambiamenti che hanno devastato la Marvel in America da Secret Wars in poi. Una gestione bocciata dai lettori. In Italia è vietato parlare di questo argomento. Guai a dire che la Marvel Comics sta andando male e che le sue serie sono in caduta libera. Tanto hanno i film. Ci fanno un botto di soldi grazie ai loro nuovi padroni, i manager della Disney. Finché il genere tira (in verità oggi tira di meno, ma tant'è). Quando la bolla finirà la Disney si libererà della Marvel. Per ora la sfruttano bene. Ora non divaghiamo e torniamo agli Inumani.
 

Perché ne parliamo? Negli anni hanno chiuso e aperto centinaia di serie. Per gli Inumani il discorso è diverso. Quando chiusero la serie dei Fantastici Quattro per fare contente le lobby gay (non credete alla storia dei diritti dei film ceduti alla Fox. Trattasi di una cazzata), quella degli Inumani rimase l'unica famiglia propriamente detta del MU. Faremo degli Inumani la serie cosmica per eccellenza! Faremo degli Inumani quello che abbiamo fatto con gli Avengers aprendo tanti titoli! Non hanno fatto un cazzo. O meglio. Hanno cercato di farlo, ma è andata male. Molte nuove collane, tutte o quasi chiuse. Allora riaprite la collana dei Fantastici Quattro che con Hickman nell'ultimo periodo non era male. Macché. Poi le lobby gay si lamentano che non facciamo titoli dove le donne si fanno inseminare artificialmente per avere figli (è successo a quella puttana di Jessica Drew). No, dobbiamo puntare su eroi di colore (e così hanno messo al posto di Capitan America e Iron Man, cioè i protagonisti di Civil War, due negri: Sam Wilson e Riri Williams). E che c'è di male? Finché le storie sono buone, va bene. E qui casca l'asino. Storie pessime e vendite in caduta libera. Non basta. Mettiamoci eroi islamici così facciamo un dispetto a Trump, che li vuole cacciare dagli Usa. Loro fanno i dispetti a Trump. Il pubblico risponde ignorando la serie di Ms. Marvel, che va male. Gli americani sono impazziti? Cari signori, per cortesia, studiate un po' di storia, cazzo! Dopo Pearl Harbour, chiusero centinaia di migliaia di cittadini americani di origine giapponese in campi di concentramento.
 
E in Italia? Silenzio assoluto. Le strategie di casa Marvel non si discutono. Non si può parlare di vendite, anche se negli Usa i dati sono pubblici. Loro mandano il MU a puttane? Pazienza, noi ci limitiamo a tradurre ciò che producono. Pochi sanno che la Panini gestisce i diritti della Marvel nei mercati esteri. Significa che se uno a Singapore vuole pubblicare fumetti Marvel nel suo Paese deve alzare il telefono e chiamare l'ufficio licensing a Modena! Come possono i redattori Panini criticare le scelte di quelli che, in sostanza, sono i loro datori di lavoro? Ok, la Panini gestisce i diritti esteri della Disney, della Bonelli, di Diabolik! Un filo sottile lega i principali editori italiani alla Disney! Non ci avevate fatto caso? Ora lo sapete e sapete perché in Italia non esiste concorrenza. Il 90% del mercato è in mano alla Panini che controlla tutto. Torniamo alle collane che chiudono. Dopo la fine di Secret Wars la Panini ha aperto molte collane. A quelle già esistenti della linea di Star Wars, si sono aggiunte serie di Gwen Stacy, del dott. Strange, dei Campioni, ecc. Non abbiamo dati di vendita, ma da alcune strategie Panini (che ha rispolverato gli abbonamenti con robusti sconti) possiamo immaginare che le cose non vanno molto bene. E di pochi giorni fa la notizia che i prezzi di copertina degli albi da 48 pagine saliranno da 2,90 a 3,20 euro. Secondo noi, è la conferma del fallimento delle nuove strategie Panini Comics di presentazione del nuovo MU. Per questo motivo, abbiamo chiesto le DIMISSIONI IMMEDIATE di Marco Lupoi e del suo storico gruppo di redattori emiliani. Dimitri Temnov.

mercoledì 6 settembre 2017

SUPERMAN DALLA PARTE DEI CLANDESTINI? LA LEGALITA'? FORZA NUOVA APRE UNA SEZIONE NEGLI STATI UNITI

Alla DC Comics piace soffrire. Un masochismo latente come quello di alcuni editori italioti, che hanno la abitudine di assumere coglioni come collaboratori per restituirli alla cloaca dei forum quando è tardi e il danno è fatto. Lo scorso anno l'editore di Superman, Batman, Flash e altri noti character chiuse il bilancio con un passivo di oltre due milioni di dollari. Erano le fosche conseguenze del New 52, l'evento più assurdo della storia della DC nel suo tentativo di replicare quella ciclonica gag nota come Universo Ultimate! Nel 2016 è arrivato Rebirth con propositi di tornare alla antica essenza nazionale repubblicana degli anni '40. Buoni inizi e cattivo esito. La vittoria di Trump alle elezioni ha irretito le inquietanti lobby lgbt e socialiste americane e gli eroi DC sono tornati al livello di mediocrità. Qualche giorno fa, è stata diffusa la tavola di una storia di Action Comics n. 987 in cui l'Uomo d'Acciao protegge con il suo corpo invulnerabile un groppuscolo di immigrati clandestini contro i proiettili del Sistema Repubblicano! Espressione colorita che descrive ciò che volevano comunicare, secondo noi. Superman è un alieno. In teoria, quindi, è un immigrato illegale come i criminali messicani che ogni giorno passano il confine per commettere ogni genere di scelleratezza ai danni del popolo americano. Chi è che fomenta l'odio? Oz, un misterioso individuo che alimenta i pregiudizi e gli impulsi peggiori della gente. Non è difficile vedere in ciò una trasposizione falsa che i capi della DC, schierati per la sinistra al servizio delle lobby mondialiste, vogliono trasmettere di Donald Trump.
 

Alla Marvel ci sono andati giù pesante. Trump vince le elezioni? Per loro è un fatto inaccettabile. Così creano un evento, Secret Empire, per dimostrare che al vertice del potere Usa si è insediata una organizzazione criminale! Le cattive vendite stanno bocciando questi ridicoli tentativi di fermare l'ondata della Grande Destra Mondiale. In America è nata una sezione di Forza Nuova, cioè Forza Nuova Usa con il compito di diffondere gli ideali che in Italia stanno crescendo a dismisura, tanto che il PD, nella sua allucinata sofferenza prima della fine, sta cercando di varare leggi per colpire la destra. Adesso sarà più difficile negare che gli editori usano i personaggi dei fumetti per fare politica. Non è una novità. In Action Comics n. 900 dell'aprile 2011 Superman rinunciò alla cittadinanza Usa onoraria come reazione della politica americana contro l'Iran. Superman ha fatto politica fin dall'inizio. Quando gli Usa scesero in guerra contro la Germania, venne lanciato in Europa contro i panzer tedeschi. La propaganda nazista lo attaccò per le sue origini. Chissà come se la sarebbe vista contro gli Uber di Kieron Gillen. Il punto più basso si è toccato il mese scorso con un secco -21% rispetto alle vendite dell'agosto 2016! Un risultato terribile. Se il giro di affari cala di quasi un quarto in un anno significa che qualcosa non va! E' arrivato il momento di fare piazza pulita della politica di sinistra e sposare le tesi scritte nel programma politico del partito di Forza Nuova? Senza dubbio. Prima DC e Marvel proporranno storie di Destra, prima le vendite torneranno a salire. Jack Santorum.

martedì 5 settembre 2017

DYLAN DOG N. 372! LA MEGA-RECENSIONE! IL CAMMINO ESOTERICO IN UNA STORIA CONFUSA MA BEN DISEGNATA

Una storia deludente che non offre alcuno spunto, se non quello di ammirare le tavole di Corrado Roi, che con il suo stile preciso e attento ai particolari ripaga, in parte, i soldi spesi per l'acquisto dell'albo. In parte, perché comprare un fumetto solo per i disegni è inutile. Un fumetto è una storia che deve essere letta e in questa occasione Paola Barbato, che pure sembrava avere compiuto grandi passi avanti l'ultima volta che l'abbiamo vista su Dylan Dog con il numero 363 circa un anno fa. La storia di questo mese sembra, invece, provenire dal passato, un passato remoto in cui la scrittrice non era aveva ancora raggiunto certi livelli. Si tratta davvero di una storia che la Bonelli teneva chiusa in un cassetto o che magari era stata scartata? Se si, lo capiamo bene. Quello che non capiamo è come abbia fatto Recchioni (se è ancora lui il curatore, perché secondo alcuni potrebbe essere stato già messo da parte) ad avallare una storia come questa senza né capo né coda. Una storia senza una trama. 96 pagine di testo senza capire dove la scrittrice volesse andare a parare. Una storia in cui Dylan affronta una sorta di entità padrona delle sue paure in una lotta nella quale l'Indagatore, alla prospettiva di liberarsene, cade in disperazione! Boh! Non vorremmo essere cattivi, ma la coppia Barbato-Roi ricorda la loro recente miniserie nota come Ut (definita evento dalla macchina della propaganda della Bonelli), molto contestata perché la storia è stata capita da pochi (con i conseguenti effetti sulle vendite. Secondo Bottero, mentre il numero 1 vendette 31.000 copie, il secondo era precipitato a 19.000 copie) o almeno è stato questo il giudizio più ricorrente nelle discussioni su forum e social. Anche in quella occasione, furono esaltati di disegni di Roi.
 

La copertina di Gigi Cavenago si presta a molteplici interpretazioni. Dal punto di vista grafico, viene fatto un uso abbondante di masse colorate con indovinati abbinamenti, che all'occhio inesperto del lettore sprovveduto dylaniato contribuiscono a celare le stilizzazioni lontane dai canoni bonelliani. Il contesto è il classico richiamo all'esoterismo seguito negli ambienti massonici. Dominano la scena due occhi, uno grande al centro e uno piccolo a destra. Nella simbologia massonica l'occhio compare per la prima volta in una pubblicazione del 1797 di Thomas Webb. L'occhio indicherebbe quello di Dio che tutto vede ed un monito per il massone: ogni suo pensiero o azioni sono osservati da Dio. In realtà, secondo diversi studi la Massoneria costituisce una setta satanica e il Dio a cui si riferisce l'occhio non è certo quello del Bene. L'occhio si ritrova anche in molti simboli americani, la nazione massonica per eccellenza. Secondo il loro credo i massoni, attraverso l'occhio, devono ricevere l'illuminazione luciferina e aprire il cosiddetto terzo occhio. Dylan Dog si ritrova così al centro di un cammino iniziatico tra due schiere di dannati. Lo scenario è quell'inferno qui molto simile alle descrizioni contenute nei vari segreti di Fatima. La figura dell'occhio si ritroverà ovunque in questa storia, come a dire che Dylan, nel suo cammino esoterico, è sempre sotto lo sguardo vigile di una divinità malvagia. Il titolo della storia è il Bianco e il Nero. La luce e la Tenebra. Quello che ci colpisce è la costante affermazione di Dylan nel corso della storia che lui non desidera separarsi dalle sue paure. Un chiaro messaggio satanico. Nella luce di Dio non c'è paura. Perché Dylan vuole invece restare sotto il giogo del Male? Ha fatto la sua scelta?
 
Gli editoriali di Recchioni sono curiosi. Nel primo paragrafo esalta il bianco e il nero, simbolo della tradizione italiana! Ma se la Bonelli sta facendo uscire molte serie a colori? La stessa serie Orfani di Recchioni (fermata per basse vendite) è a colori! Definisce la Paola Barbato regina del Terrore e Roi il re delle ombre! Andiamo a memoria ma è la prima volta che la Barbato viene definita così da Recchioni, qui in veste di gran cerimoniere della casa dylaniata. Ci dice anche che Ut tornerà in veste di speciale! La storia è molto semplice. All'improvviso Dylan inizia a vedere macchie nere ovunque. I suoi amici, preoccupati, lo portano dall'oculista, che gli consiglia di fare visite più approfondite presso un centro medico. Qui cade nella dimensione dell'Uomo Nero, che nella storia, dal punto di vista esoterico, potrebbe simboleggiare Caronte. Dell'Uomo Nero si è parlato nel numero 186 del marzo 2002 su testi di Mignacco e disegni di Piero Dall'Agnol. Questa entità vuole che Dylan lo aiuti a svezzare il figlio, che non sembra volere proseguire il lavoro di famiglia, cioè il terrorizzare la gente negli incubi. Se riuscirà in ciò, Dylan potrà tornare a casa. Sembra un lavoro facile, ma in realtà nella dimensione dell'Uomo Nero i gesti gentili provocano orrore, il contrario di ciò che avviene nel mondo reale. E' un riferimento a ciò che avviene nel mondo massonico, che rifiuta il bene e abbraccia il male? Verso la fine Dylan Dog incontra un essere femminile che simboleggia la Paura e scopre che è la vera autorità di quella assurda dimensione. Convince il figlio dell'Uomo Nero a fare il suo dovere e alla fine è libero. Se sperano di affascinare nuovi lettori con una storia così introspettiva, sarà davvero dura fermare il calo nelle vendite. Al Plano.

lunedì 4 settembre 2017

LA PANINI AUMENTA I PREZZI DEGLI ALBI! LETTORI FURIOSI! NOI CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DI MARCO LUPOI!

Lo sviluppo era nell'aria da parecchio tempo. Le ultime strategie messe in campo dalla Panini in questi mesi per fare fronte alla devastante crisi delle vendite si potevano leggere come conferma della difficoltà dell'editore delle figurine di reggere una situazione divenuta ormai insostenibile. Prima con la creazione dei Panini Point (che si sono concretizzati in una pugnalata nella schiena delle fumetterie) e poi con gli abbonamenti (dimostrando, quindi di non credere più nelle edicole) hanno cercato di riavvicinarsi ai lettori traditi da anni di politiche di sfruttamento (tra tutti, la divisione delle testate dei Vendicatori tra più collane ovvero il mantenimento della quindicinalità dell'Uomo Ragno quando era chiaro che non vi era il materiale di qualità per riempire almeno 160 pagine al mese). L'aumento del prezzo di copertina è stato inevitabile. E così è stato. Noi lo sapevamo da mesi! Con vendite in continuo calo e un mercato che si assottigliava alla velocità della luce, a meno di non fallire, Panini doveva aumentare i prezzi. Il comunicato è di quelli tragici, con delle espressioni che richiamano il lettore alla prospettiva dell'avvicinarsi di tempi duri. Della serie: questo è solo l'inizio. Il peggio deve ancora arrivare. Da dicembre gli albi spillati di 48 pagine passeranno da 2,90 euro a 3,20 euro! I volumi aumenteranno di 1,00 euro, mentre gli albi di 80 pagine, che oggi costano 3,50 euro, spariranno nei prossimi mesi!
 

Il comunicato, uscito sul catalogo AD Anteprima (stampato dalla medesima Panini!), prosegue laconico indicando le cause: erosione del mercato, aumento dei costi, diminuzione dei punti vendita (edicole e fumetterie). Avete capito? Non menzionano i loro errori catastrofici! Si sono autoassolti. La situazione è quella che è, ma non è colpa nostra! Se, da un lato, il peso della crisi economica e dei terribili effetti delle politiche del PD volte all'annichilimento della cultura, sono innegabili, dall'altro, è pur vero che la Panini ci ha messo del suo per aggravare una situazione già molto compromessa. Non è questa la sede per fare l'elenco di tutti gli errori commessi dal gruppo di ex-fanzinari che fa capo a Marco Marcello Lupoi, che dal 1987 (passando sotto vari editori) regge in Italia le sorti delle serie Marvel e che hanno portato a questa situazione. Il comunicato conclude con quella che ci è parsa una inutile provocazione: si afferma che negli Usa per comprare un albo Marvel di 32 pagine (di cui 12 di pubblicità) servono 3,99 $ cioè 3,30 euro! Confrontare le economie e le situazioni sociali di due Paesi molto diversi (Italia e Usa) suscita più di un dubbio sulla capacità dei vertici della Panini di comprendere una situazione che è sfuggita di mano. Quando nel maggio 1987 uscì nelle edicole l'Uomo Ragno n. 1 (ed. Star Comics) aveva 48 pagine e costava 1.500 lire. Un prezzo che all'epoca era considerato già molto alto.
 

Nello stesso periodo in America un albo Marvel di 32 pagine costava 0,75 $ cioè circa 1.500 lire! Gli italiani erano avvantaggiati. Con gli stessi soldi leggevano due storie anziché una! Poi il mercato negli Usa è crollato e gli editori hanno aumentato di molto i prezzi fino agli attuali 3,99 $ (la DC si è mantenuta su livelli di poco più bassi: 2,99 $). Ciò non giustifica gli aumenti di prezzo della Panini e le scelleratezze, secondo noi, commesse. E' inutile nascondere il fatto che coloro che adesso sono ai vertici della Panini, in quel momento erano semplici amatori che scrivevano sulle fanzine e ciò che scrivevano arrivava dalla traduzione di riviste americane (tra cui Wizard!). Ottimi conoscitori del cosmo Marvel e del mondo Usa, ma a digiuno delle conoscenze necessarie sul funzionamento di una azienda editoriale. Secondo noi, quelle lacune non sono mai state colmate e la situazione attuale (con vendite diminuite di 4-5 volte rispetto a 20-25 anni fa) è la conferma che abbiamo ragione. Nel 1993 l'Uomo Ragno vendeva 30.000 copie. Oggi non arriva a 5.000 copie! E UR è la serie più venduta! Figuratevi le altre! Di chi è la colpa di tutto ciò? Della crisi economica o delle strategie sbagliate messe in campo per affrontarla? Noi riteniamo che la seconda sia la risposta esatta. Il comunicato non dice molte cose. E che ora noi vi diremo perché siamo liberi e perché, molto sommessamente, non ce ne frega un cazzo. I fatti!
 
Fino a pochi anni fa lo standard Panini era dato dal formato delle 80 pagine a 3,50 euro. Le collane di 48 pagine, che avevano dominato la scena nei primi anni del duemila, erano poche. Per evitare aumenti a 3,80 o 4,00 euro, i paninari superarono loro stessi: tolsero di mezzo il formato di 80 pagine e lo sostituirono con quello di 48 pagine. Il prezzo scese da 3,50 a 2,90 euro! I fan ne furono felici! 60 centesimi in meno! Poi capirono: cazzo, paghiamo 60 centesimi in meno ma leggiamo la metà delle pagine di prima! Il rapporto pagine/prezzo risultava addirittura aumentato: da 0,04 centesimi a pagina a 0,06 centesimi a pagina! Si trattava di un aumento mascherato del prezzo. Ora si passa ad un aumento diretto: da 2,90 a 3,20 euro! Paradossalmente, i lettori pagano quanto pagavano 5-6 anni ma per leggere la metà delle pagine! Pagano cioè un albo di 48 pagine allo stesso prezzo di un albo di 80 pagine! Il comunicato cela un ulteriore sviluppo catastrofico: gli albi di 80 pagine spariranno! Il motivo? Facile. Dovrebbero portarli a 4,00-4,50 euro (un prezzo che nessun lettore mai pagherebbe oggi). Loro lo sanno e preferiscono toglierli di mezzo in attesa di tempi più propizi (tempi in cui, magari, pagare un albo di 80 pagine 4,50 euro sia considerato normale). La prima vittima sarà l'Uomo Ragno, che passerà a 48 pagine! Alcuni hanno gioito alla prospettiva: non vedranno più serie orrende come Silk o Spider-Woman!
 
Poco male: Silk e Spider-Woman sono destinate a chiudere in America per basse vendite! Perché qualcuno dovrebbe comprare la serie di una stronza egoista che si è fatta inseminare artificialmente per procreare togliendo al figlio il diritto di avere un padre come tutti? Ma non divaghiamo. E' il momento di affrontare la situazione. Alla luce della gestione, che secondo noi è stata disastrosa, del Marvel Universe in Italia, chiediamo le dimissioni immediate di Marco Marcello Lupoi e di tutti i membri del suo storico gruppo di redattori. Non vediamo altra soluzione. E' arrivato il momento di passare la mano e di affidare la gestione della Panini ad un gruppo di manager di provata esperienza, che sappiano mettere in campo le strategie per riportare il prezzo degli albi Marvel a condizioni e formati degni della loro tradizione. Temiamo che le scelte dell'attuale gestione porteranno ad una ulteriore diminuzione della quota di mercato dei titoli e delle vendite, racchiudendo il parco-lettori ad una piccola nicchia di appassionati. Siamo convinti che il prezzo aumenterà ancora fino a 4,00 euro per le 48 pagine. Tanto loro diranno sempre che in America per leggere 20 pagine si pagano circa 4 dollari! E questo li assolverà come del resto hanno scritto nel comunicato di cui sopra. Ingenui i lettori americani che non imparano l'italiano per leggere più storie! Sarà dura seguire l'universo Marvel d'ora in avanti! Dimitri Temnov.

domenica 3 settembre 2017

IL VERO CURATORE DI DYLAN DOG E' FRANCO BUSATTA COADIUVATO DA MARCHESELLI? QUESTO E MOLTO ALTRO...

Gli echi dei proclami fatti nella estate del 2013 con l'arrivo di Roberto Recchioni alla cura editoriale di Dylan Dog risuonano ancora nelle orecchie dei fan. Oggi, dopo tre anni e mezzo, assistiamo ad uno spettacolo triste. Dicevano che avrebbero puntato sulla qualità, sulle grandi storie, su di un rilancio che avrebbe avuto Sclavi come eminenza grigia e che l'operato di Recchioni sarebbe consistito nell'eseguire le direttive di Sclavi. In seguito, però, abbiamo appreso, sulla base di dichiarazioni pubbliche rese dai diretti interessati, che Sclavi nemmeno legge tutte le storie che escono in edicola (che senso ha la sua qualità di supervisore?), che decide tutto Recchioni e che a questo punto (dando per buono quello che dichiara Sclavi) tutte le scelte bocciate dai fan (dal pensionamento di Bloch alla introduzione di personaggi di colore e islamici) fanno o farebbero capo a Recchioni. Negli ultimi tempi la collana è stata usata per far esordire dei nuovi autori, alcuni dei quali amici o collaboratori di Recchioni presso altri editori, aumentando le perplessità dei lettori, che hanno visto degradare la seconda collana più venduta della Bonelli a titolo ove condurre esperimenti. Adesso il ciclo di Recchioni come curatore di Dylan Dog è arrivato alla fine l'occasione è quella giusta per formulare un bilancio della gestione, con particolare riguardo ai risultati, ai dati di vendita ufficiosi che spesso abbiamo citato nei nostri mega-articoli. Nel frattempo, la situazione della Bonelli da un punto di vista economico è molto cambiata. Grazie soprattutto all'aumento del prezzo di copertina nel 2014 hanno totalizzato nel 2015 un utile pari a 1.845.874,00 euro. Nel 2016, in assenza di aumento di prezzo e con vendite in continuo calo, hanno registrato utili pari a 724.212,00 euro (-61,39%). Se la tendenza si manterrà nel corso di questo ultimo scorcio del 2017, il prossimo anno il bilancio potrebbe chiudersi in perdita, cioè senza utili. Per questo motivo, per evitare la catastrofe, dovranno aumentare il prezzo di copertina di almeno 30 centesimi, portando gli albi da 3,50 a 3,80 euro.
 

Ricordiamo che nel gennaio 2016 è arrivato alla Bonelli (dalla Panini Comics) Simone Airoldi per affiancare Davide Bonelli in qualità di co-direttore generale ed è facile concludere che le scelte della nuova gestione si siano rivelate fallimentari. Non abbiamo dati alla mano per affermarlo, ma prima d'ora un crollo degli utili così eclatante non era stato registrato. Una situazione difficile implicherebbe scelte drastiche da attuare in tempi brevissimi. Invece, apprendiamo che Recchioni è ancora saldo al suo posto di curatore di Dylan Dog. Il sig. Giorgio Lo Bianco, intervenuto sulla nostra pagina Facebook, ha dichiarato che: il ruolo di Recchioni alla Bonelli è sempre più marginale e legato alla sua influenza su Sclavi. Quello che è certo è che, secondo la versione ufficiale, è stato Sclavi a volere Recchioni alla direzione di Dylan Dog, anche se nei primi tempi si parlava di un ruolo non meno importante assegnato a Paola Barbato. Prosegue Lo Bianco: Recchioni resta quindi il frontman del personaggio. A questo punto, pare legittimo interrogarsi sulla questione di fondo: il peso di Recchioni nella gestione di Dylan Dog. Non dimentichiamo che in un post sul suo profilo, il fumettista romano affermò il suo lavoro veniva approvato da Scalvi. Quindi, il vero curatore di Dylan Dog sarebbe un altro? Nei credits c'è anche Franco Busatta come coordinatore di redazione. Un fatto eclatante che forse spiega perché la promozione di Dylan sul profilo di Recchioni sia così floscia. Quello che sappiamo oggi è che la scelta di affidare la cura editoriale di Dylan Dog a Recchioni è stata sbagliata. La Bonelli teme colpi di testa di Sclavi? Fino a quando la Bonelli continuerà a pubblicare la collana in edicola, Sclavi potrà fare ben poco. La scadenza del contratto è vicina? Sclavi porterà Dylan presso un altro editore? E chi, se non la Bonelli, è in grado di garantire tante uscite ogni mese? Può darsi che la Panini si impegni, ma già la produzione degli albi Disney l'ha svenata. Dylan ha iniziato alla Bonelli e finirà lì. Giorgio Lo Bianco continua nelle sue affermazioni e precisa ancora:

Recchioni salterà in un altro settore, cinema o televisione, appena ne avrà l'occasione. Anni fa annunciò che stava realizzando un film di John Doe. Credo ci sia ancora la scheda sul sito imdb. Era un modo ingenuo ma potenzialmente efficace per attirare reali investitori. E non ci riuscì. Ci ha riprovato con Ivan Silvestrini con Monolith insieme al suo ex migliore amico Mauro Uzzeo e la pellicola non è stata il successo che si sperava. Non proprio un flop, ma quasi. Credo che abbia anche la sua serie zombie western opzionata da un canale tivù spagnolo, ma bloccata li. Insomma, ci sta provando in tutte le direzioni, forte della notorietà acquisita sul web e su carta. Il problema è che nel cinema contano i risultati. Al momento Recchioni non può portarne alcuno. Le velleità di Recchioni nel mondo del cinema sono note come si evince dagli articoli che scrive per alcune riviste e che posta sul suo profilo social. Ma come dice Lo Bianco, il mondo del cinema ruota intorno ai risultati. Poi su Orfani dice: Ora, l'ultima stagione, verrà interrotta per alcuni mesi perché le sceneggiature non sono state realizzate in tempo. È la prima volta che accade nella storia della Bonelli ma Recchioni la farà apparire come una cosa calcolata e fatta apposta per stupire e meravigliare i lettori, attualmente scesi sotto i 15mila. In realtà, le vendite sono calate fino a 10.000 copie (fonte: Bottero). A questo ci eravamo arrivati anche noi. Orfani si è rivelato il flop più clamoroso della Bonelli negli ultimi anni. Ne abbiamo parlato spesso, indicando fonti e dati. Il primo numero vendette 50.000 copie circa (dato confermato dallo stesso Recchioni in questa intervista). Il sito, qualche mese dopo, riportò un dato aggiornato di Orfani che indicava in 29.000 copie. Quindi, una soglia ben lontana dalle cinquantamila copie di media che auspicava. E oggi, secondo i dati ufficiosi forniti da Bottero, le vendite sarebbero calate a 10.000 copie. Una soglia che in casa Bonelli è considerata di pericolo, tale da determinare la chiusura di una collana e Orfani chiuderà a breve. Al Plano.

sabato 2 settembre 2017

KINOWA N. 2! MEGA-RECENSIONE! LA SVOLTA DI SAM BOYLE! UNA STORIA ECCEZIONALE DI ANDREA LAVEZZOLO!

Questo numero di Kinowa è un vortice continuo di emozioni. Di rado un fumetto è in grado, in sole 96 pagine, di scuotere l'animo del lettore come avvenuto in questo caso eppure Lavezzolo ci è riuscito in 96 pagine che possono essere considerate, a buon diritto, esempio del perfetto autore di fumetti. Non solo perché Kinowa è un fumetto di Destra, ma perché i valori che tracimano dalle sue pagine sono quelli di una società perfetta. Alcuni lettori hanno osservato su di alcuni siti che le copertine realizzate da Michele Benevento, noto per la maxiserie Lukas, sono tra quelle più belle in circolazione. In effetti, ci sentiamo di condividere questo giudizio. Che l'artista sia stato ispirato dai valori che promanano da questa mirabile opera? Si può notare la maestria di Benevento, che non ha bisogno dei giochi di colore realizzati al pc per impressionare i lettori come avviene per le cover di Dylan Dog. Il disegno è sublime e il colore è la sua cornice. Del resto, Kinowa non è indirizzato al pubblico che segue l'Indagatore abituato alla lettura di contesti semplici da decodificare per la loro mente scoppiata. Nell'articolo redazionale in seconda di copertina Gianni Bono quasi si scusa per i contenuti della serie giudicati politicamente scorretti! Kinowa, però, è uscito nel 1950, cinque anni dopo la fine della II guerra mondiale. Ammette che la collana è il riflesso dei fermenti culturali della sua epoca, quella di una DC quale partito di Destra asservito ai voleri dei vincitori, gli americani con buona pace dei comunisti di Togliatti! Poveretti! Nella loro follia erano davvero convinti di precipitare il popolo italiano nell'orrore della dittatura staliniana. Sul fatto che Kinowa sia ancora un fumetto attuale siamo pià che d'accordo. Aggiungiamo che gli ideali si rivelano molto vicini ai punti del programma politico del partito di Forza Nuova. E la lettura di questo secondo capitolo lo conferma pienamente, secondo noi. Il giudizio ci sta tutto se si considerano gli avvenimenti narrati e l'incredibile cambio di atteggiamento del protagonista! Uno sviluppo davvero impensabile.


Il volumetto si può dividere in due parti. La prima completa il racconto delle vicende del primo numero ma già si notano le grandiose premesse per il secondo, quello principale. Sam Boyle sfugge per miracolo all'inseguimento dei musi rossi di Toro Muggente. E' suo figlio Jack, che qui si presenta come Silver, a trarlo d'impaccio. Fin dal primo incontro tra i due qualcosa è scattano. Entrambi capiscono che l'altro non è un suo nemico. Silver, che i suoi fratelli indiani chiamano Penna Rossa, si è prefissa la missione di uccidere Kinowa, il killer della sua gente. Sam Boyle si è posto come fine quello di ammazzare più musi rossi possibili. Ci sono momenti in cui Silver si vede capitare l'occasione per eliminare il nemico della sua gente, ma la sua mano viene trattenuta all'ultimo momento. Silver è il figlio di Sam, che il capo indiano dei Pawnie, Bisonte Nero, decise di allevare come un figlio dopo che i suoi guerrieri avevano ucciso la madre e tolto lo scalpo allo stesso Sam. Entrambi, senza saperlo, sono mossi da un medesimo intento di giustizia. Nelle vicende raccontate nella storia Sam si avvede infine che Silver è il suo perduto figlio Jack e lo riconosce da un neo a forma di stella sul suo corpo! Una trovata forse ingenua, ma il turbinio di eventi messo in moto è così forte che non vi era altra via di uscita. Ora Penna Rossa, alias Sam Boyle, ha ritrovato il padre perduto, ma il suo affetto verso il padre putativo, Bisonte Nero, lo spinge al ritorno al publo di questi mentre giace in agonia. Prima di spirare lo nomina gran capo dei Pawnie. Una fazione di musi rossi non accetta la volontà del loro vecchio capo. Un bianco non può comandare i rossi, essi pensano. Ne nasce un lungo conflitto feroce che si conclude con la vittoria di Sam e Jack. Il secondo ha ritrovato anche l'amata perduta, la figlia di Bisonte Nero. Sam muta il proprio sentimento verso gli indiani, ma alla fine una freccia avvelenata pone fine alla sua vita. I suoi amici lo seppelliscono sotto un cumulo di pietre. E' la fine di Kinowa? Non vediamo l'ora di leggere il terzo capitolo per saperlo! Gabriel Piazza.