giovedì 19 ottobre 2017

UBER (VOL. 2): INVASION N. 3! EXCLUSIVE PREVIEW! GLI OLTREUOMINI TEDESCHI ATTACCANO LA COSTA OVEST!

L'America è in fiamme. Il grande piano di attacco tedesco si dispiega in tutta la sua forza nel cuore di ciò che resta del fronte alleato. La costa Ovest brucia come l'Europa e la speranza che alimenta chi è ancora vivo è che questo conflitto abbia a terminare al più presto. Gli Uomini Corazzanti Pesanti germanici sembrano inarrestabili. O qualcuno riuscirà a fermarli? Abbiamo notato che in una delle copertine variant si nota il grande generale Douglas MacArthur. Avrà un ruolo nella campagna americana? La serie concepita da Kieron Gillen ha sorpreso il mondo. Questa volta a vincere sono i tedeschi, non più dipinti in modo negativo, bensì vittoriosi su tutti i campi grazie all'arma segreta suprema, gli Uber. Fino a questo momento, non sono emersi particolari illuminanti sulla loro origine. Il trattamento sembra di matrice aliena e trasforma gli esseri umani in esseri con i poteri semidivini. Se i supereroi possono esistere, gli Oltre-Uomini Tedeschi, rappresentano ciò che più si avvicina ad essi. Ai disegni Daniel Gete, non efficace come il veterano della serie Canaan White, ma l'effetto è sempre notevole.
 





E in Italia? La serie è stata pubblicata dalla Panini Comics e finora sono usciti 5 volumi contenenti i 27 numeri della prima stagione. Sui vari siti e portali se n'è parlato poco per i contenuti politici di Destra della collana. Contenuti che provocano fastidio nella massa incolta di lettori di sinistra. Anche gli editoriali interni sono molto moderati, quasi che si avesse timore di affrontare un argomento scomodo, una verità che è sempre stata lì, specie in questo momento con la Destra che avanza in tutto il mondo e non solo negli Stati Uniti, dove è diventato presidente Donald Trump. Ma anche in Austria, con una Destra marcata e schierata a difesa dei valori nazionali ed europei. E in Italia? Il partito di Destra di Forza Nuova avanza sempre di più. Il consenso cresce per la Forza delle Idee, per l'Azione dei militanti, ma perché gli italiani hanno capito che il Partito è dalla loro parte. In un momento in cui la sinistra è allo stremo e senza un leader, con Renzi e il gruppo dei bolognesi in piena rotta, anche il mondo del fumetto schierato a sinistra avverte la disfatta imminente. Uber rompe la tradizione. Jack Santorum.

lunedì 9 ottobre 2017

LA MARVEL TOPPA DI BRUTTO CON GLI EROI NERI! LA DC COMICS LA IMITA E FA TORNARE LA LINEA MILESTONE!

Con Rebirth la DC Comics avrebbe dovuto riportare, secondo le intenzioni, i suoi personaggi storici alla loro antica essenza, cioè quella nazionale repubblicana degli anni '40. Un Superman invincibile, un Batman che stroncava il crimine con modi spicci alla Punisher, una Wonder Woman sadica e cattiva, un Flash eroe patriottico che usava l'elmetto dei soldati sotto il comando del generale Pershing nella I guerra mondiale e una Lanterna Verde alimentata dalla magia. Un vero e proprio universo nazionale repubblicano, anche se gli ideatori di quei personaggi erano in gran parte ebrei (sol perché gli autori altri non trovavano spazio). Dopo il crollo nelle vendite conseguente all'era New 52, l'idea non era male! Anzi! Rivedere il vecchio Batman che spaccava la testa ai criminali di Gotham ed il Superman inarrestabile dell'era pre-Crisis avrebbe riacceso l'interesse di tanti lettori diventati adulti. E invece, hanno mandato tutto a puttane. Donald Trump diventa presidente sull'onda crescente della Destra nel Paese, che non riusciva più a vedere una America resa debole dalle politiche obamiane. E che ti fanno le major? Si ergono a baluardo di quelle idee perdenti. Idee di sinistra. Idee vicine alle direttive delle lobby massoniche e del sistema bancario-finanziario. E che ti fanno i fan? Li mandano a... farsi un giretto in un Paese cantano in una canzone di Alberto Sordi. E ora l'ultima genialata: un universo formato da eroi di colore!
 

Ci avevano già provato nel 1993 con la nascita della linea Milestone. Eroi neri scritti e disegnati da autori neri! Sol che i neri in America non leggono fumetti. Un paio d'anni e la linea andò a puttane. Un flop di quelli davvero clamorosi. Peggio del crac della Defiant, una piccola etichetta che in quegli anni la vecchia gloria Jim Shooter provò a lanciare. Come se vivessero su un mondo alternativo in cui la realtà è molto diversa da quella di Terra 1, rilanciano nomi che credevano dimenticati. Come Static. Le storie arrivarono anche in Italia. La DC ebbe la bella idea di fare un crossover tra eroi classici ed eroi Milestone, Worlds Collide, in italiano Mondi in Collisione, di cui alcuni episodi apparirono sul quindicinale di Superman all'epoca diretto dal dinamico duo formato da Alessandro Bottero e Andrea Materia. Le storie avevano un senso, tutto sommato. I disegni no. Lontani anni luce dallo stile classico degli artisti delle serie supermaniane e colorati in un modo che la carta riciclata degli albi italiani rendeva più odioso. Che senso ha riesumare la linea Milestone? La Marvel ci ha già provato, sostituendo eroi classici e bianchi con eroi neri e/o islamici. Nelle vendite è stato un disastro. Alla DC non se ne sono accorti? Da quando si sono trasferiti sulla Costa Ovest non hanno più la percezione di quello che succede a New York. E ora torna Static, il Superman nero! Il Superman cinese aveva un senso, ma questo? Sven Blomqvist.

domenica 8 ottobre 2017

FERROGALLICO PRESENTA: LA VITA E LA LEGGENDA DEL GIORNALISTA ALMERIGO GRILZ! AMA LA TUA PATRIA!!!

In un momento storico in cui la vera Destra, quella dei sacri valori di Patria, Fede, Famiglia, Ordine, Legalità e Sicurezza ha ripreso la guida del mondo intero (e non solo perché Trump è diventato il nuovo presidente nazionale repubblicano in America), è venuto il momento di riscoprire gli eroi, quelli veri, quelli che la stampa venduta alla sinistra vorrebbe cancellare, perfino nel ricordo e nel mondo del fumetto la situazione non è molto diversa. Gli editori si lamentano che non vendono. Ovvio, producete contenuti socialisti, comunisti e anticlericali. Come cazzo sperate che la gente compri i vostri titoli editoriali? Ma ecco che esce allo scoperto un editore di Destra, che pone al centro del palcoscenico concetti, personaggi e situazioni della grande tradizione della Destra italiana, quella che non si è piegata al denaro americano, specie negli anni settanta. In questo pezzo ci siamo occupati del grande volume sulla tragedia di Sergio Ramelli, giovane militante del Fronte della Gioventù trucidato da assassini comunisti nel 1975. Oggi parliamo di un altro grande eroe, Almerigo Grilz! Nato a Trieste nel 1953 nei fervori che ancora oggi permettono a quel lembo estremo della Nazione di chiamarsi Italia, difeso fino all'ultimo dai criminali titini, Grilz è stato in gioventù un dirigente del Fronte della Gioventù (FdG) e del Movimento Sociale Italiano, nonché consigliere comunale a Trieste. Alternò sempre militanza politica di destra con l'altra sua passione, il giornalismo, che lo portò a collaborare con testate di destra come Il Dissenso per il FdG. Si laureò poi in giurisprudenza, ma alla fine scelte la carriera di giornalista e per questo si allontanò dalla militanza politica, senza però dimenticare quelle sue idee di Destra in cui era cresciuto e formato.
 

Almerigo Grilz è stato testimone di tutti i fronti di guerra dalla fine degli anni settanta alla morte: dall'Afghanistan in lotta contro l'Armata Rossa all'invasione israeliana del Libano e il conflitto tra Drusi e maroniti a Beirut, dalle guerriglie etiopiche contro Menghistu al conflitto in Mozambico. Nel 1984 documentò il conflitto in Cambogia tra i guerriglieri di Pol Pot e l'esercito ufficiale appoggiato dai vietnamiti. Raccontò, al confine tra Birmania e Thailandia, la guerra tra la minoranza etnica Karen e le truppe di Rangoon. Le sue immagini fecero il giro del mondo e vennero acquistate anche dalla CBS, da France 3 e dall'NBC. Con Gian Micalessin e Fausto Biloslavo, con i quali condivideva la militanza nel Fronte della Gioventù, Grilz fondò nel 1983 l'agenzia giornalistica Albatross Press Agency, che produsse servizi da gran parte delle aree del mondo interessate da fenomeni bellici, di guerriglia o rivoluzionari. Il 19 maggio 1987, in Mozambico, nella provincia di Sofala, mentre con una cinepresa stava documentando una battaglia fra i miliziani anticomunisti di RENAMO e i fedeli al governo in carica, cadde colpito da un proiettile vagante. A trent'anni dalla morte, il Secolo d'Italia gli ha dedicato un articolo che rievoca la sua leggenda, ma anche il Giornale con un titolo che non lascia spazio ai dubbi: Di Destra, quindi dimenticato! In realtà, il ricordo di Grilz è sempre vivo. L'editore Ferrogallico gli ha dedicato uno splendido volume in formato 24x17 disegnato da Francesco Bisaro e scritto da autori vari per 128 pagine in uscita il 21 ottobre 2017. Prezzo: 12,00 euro. Fatevi un favore e compratelo. Il volume presenta uno scritto introduttivo di Toni Capuozzo. Una grande storia. Una storia vera di un grande italiano. Gabriel Piazza.

sabato 7 ottobre 2017

EDITORIALE COSMO RISTAMPA LA COLLANA DI SPRAYLIZ: SECONDO NOI SI TRATTA DI UN GRAVISSIMO ERRORE!

Ci siamo spesso intrattenuti sui contenuti discutibili di alcuni fumetti a sfondo politico, cioè di storie che celavano messaggi anticlericali e contro valori etici e morali di comune accessione. Storie in cui i protagonisti manifestano delle tendenze sessuali disordinate sono aumentate nel corso degli ultimi anni in quel disegno, folle e aberrante al tempo stesso, di organizzazioni storicamente guerreggiate dalla Destra ed in particolare dal partito noto come Forza Nuova. E' noto che l'omosessualità, il lesbismo, la pederastia, la bisessualità costituiscono disordini del comportamento con una componente biologica ed una psicologica. La prima si riflette sul funzionamento degli organi genitali, che non si attivano con membri del sesso opposto rendendo impossibile il concepimento; la seconda si riflette nel cattivo funzionamento dell'area del cervello interessata, che invia messaggi sbagliati agli organi riproduttori. Solo per ragioni politiche nel 1974 l'omosessualità e gli altri disordini del comportamento sessuale furono rimosse dall'elenco di patologie. Il fumetto non ha perso tempo e serie con protagonisti lgbt non mancano. Per fortuna, si tratta di collane che non hanno fortuna editoriale e sono considerati capolavori solo dalla sinistra più estrema ed aggressiva nei confronti dei sacri valori incarnati dalla Nuova Destra Mondiale. Nel 1992 viene pubblicato il personaggio di Sprayliz sulle pagine dell'Intrepido, rivista che dopo i fasti degli anni settanta (in cui arrivò a vendere circa 500.000 copie) in quel periodo vivacchiava sulle 19.000 copie (ma il pareggio era a 40.000!). C'era bisogno di autori nuovi e giovani. Le vecchie scorie comuniste non facevano più presa sui lettori, dopo che la gente aveva capito gli inganni della sinistra. Gli anni settanta furono cruciali per svelare il grande inganno della sinistra e del PCI servile di quelle logiche, da cui sono derivate le leggi sul divorzio, sull'aborto e sulla riforma del diritto di famiglia che hanno indebolito la tenuta morale ed etica del Paese. Gli autori comunisti non facevano più vendite clamorose.


L'Intrepido si segnalava come una rivista di sinistra, non molto sbilanciata per gli estremismi di quella corrente politica, ma pur sempre vicina al socialismo. E agli inizi degli anni novanta, dopo il crollo del muro di Berlino e la fine del comunismo, cercò di adeguarsi ai nuovi tempi con le solite strategie: ossia fumetti di sinistra, comunisti, anticlericali, contro la famiglia e basati su personaggi ottenebrati da perversioni sessuali. Non capirono che la gente non leggeva più il loro materiale perché nel frattempo il vento ideologico era cambiato. Sprayliz andò male sull'Intrepido. Una protagonista lesbica, che dipinge graffiti sui muri della città ove denuncia quelli che, ai suoi occhi, appaiono soprusi del potere e a favore della legalizzazione degli stupefacenti! Sullo sfondo l'idea di ribellione alle leggi e alle Istituzioni. Nell'insieme ciò che per un giovane lettore può essere considerato un insegnamento negativo con tutto il suo portato di conseguenze nefaste per il suo sviluppo psichico e in linea con gli obiettivi delle logge massoniche che avversano la Chiesa e le ideologie della Destra loro nemica. Il Grande Inganno consiste nel far passare per conquiste civili delle leggi che mettono in crisi i concetti di ordine, normalità sessuale, legalità, sicurezza, fede, famiglia e patria. Privato di questi valori, l'uomo viene svuotato della sua forza ed energia e diviene uno schiavo nelle mani dei controllori. Ecco perché sarebbe opportuno che le case editrici di fumetti inizino a produrre collane che, al contrario, esprimano di nuovo quei sacri valori intorno ai quali la civiltà si è sviluppata. Ciò nonostante, Sprayliz venne pubblicata dalla Star Comics in volumetti 12x18. Fu un bagno di sangue. Una manciata di numeri, vendite poco superiori alle 6.000 copie in media e chiusura dopo pochi mesi. Ora è stato annunciato che la Cosmo vuole ristampare la serie! Che senso ha? Abbiamo notato che negli ultimi tempi la Cosmo sta spostando molto l'ago della bilancia delle sue strategie a sinistra con molte serie dai contenuti dichiaratamente e marcatamente politici.

Perciò, quando leggiamo che gli editori di fumetti e gli autori non fanno politica ci viene da ridere. La Cosmo, tra l'altro, ha pubblicato una serie realizzata da Roberto Recchioni che ha parlato di Mussolini, Ciano, Pasolini, la Democrazia Cristiana e di Berlusconi! Non abbiamo dati sulle vendite, ma è davvero difficile pensare che un buon successo editoriale possa essere fondato su storie di un certo ordine politico quando tale ordine è in netta recessione. In tutta Europa vince la Destra Vera e in Italia si parla ancora di Berlusconi, che ha fatto parte della loggia massonica P2 di Licio Gelli sciolta per associazione sovversiva? La nostra tesi è che le scarse vendite siano dovute ai contenuti dei fumetti ben lontani dagli interessi e dalle idee politiche dei lettori. Sulla pagina Wikipedia di Sprayliz c'è scritto così: Sprayliz non ha più una testata propria, anche a causa degli altri impegni dell'autore per Sergio Bonelli Editore. Non sappiamo chi sia l'autore di questa frase, ma ha scritto proprio quello che leggete. Ora, se una serie ha successo gli editori dovrebbero fare a gara per pubblicarla. Ma questo è un nostro pensiero. L'ultima volta che Sprayliz si è visto in edicola è stato nel 2000 con Macchia Nera, che ha ristampato alcuni episodi degli anni precedenti. E ora, dopo 17 anni, la Cosmo la ritira fuori. Non sappiamo chi siano i membri della redazione cosmica. Nei credits degli albi essi vengono nell'insieme chiamati cosmonauti. Niente nomi. Sappiamo però che il proprietario della Cosmo è Francesco Meo (fino al 2012 collaboratore di Lupoi alla Panini) e il redattore-capo da qualche mese è Giulio Gualtieri, membro dello studio artistico di Recchioni. Auguriamo alla Cosmo di avere successo, ma riteniamo che la linea scelta sia errata. Non solo perché si tratta di fumetti lontani dai gusti e dall'ideologia dei lettori, ma anche perché basare una linea di fumetti sulla provocazione non porta frutti. Ricordiamo un loro volume con una descrizione di Padre Pio non molto bella. Cosmonauti, perché non ristampate Lazarus Ledd invece? Al Plano.

venerdì 6 ottobre 2017

BONELLI E L'ASTUTA POLITICA DEI PREZZI ARTIFICIALMENTE BASSI: MERCATO IN CRISI E SENZA VIA DI SCAMPO!

In un pezzo recente ci siamo occupati di alcune storiche dichiarazioni di Max Bunker, alias Luciano Secchi, l'ex-responsabile della Editoriale Corno, creatore di Alan Ford e di Kriminal, fondatore di MBP e altre cose, su Sergio Bonelli. Il tutto in un editoriale pubblicato su Alan Ford n. 493 nel 2010. Senza ripetere concetti già esplicitati in quella sede, ci limitiamo a ricordare il succo del discorso: Sergio Bonelli, per il periodo in cui ha diretto la sua casa editrice, avrebbe mantenuto artificialmente bassi i prezzi dei suoi fumetti per mettere in difficoltà la concorrenza, costretta, quindi, a praticare i medesimi prezzi senza averne le possibilità. Scopo ultimo: indebolire gli altri editori al punto di spingerli fuori dal mercato! In un contesto normale (non nel mercato italiano, però!) se un fumetto vende meno di un altro, dovrebbe costare di più! Esempio per chi non ha capito: se la serie Alfa vende 100.000 copie e costa 3,50 euro, la serie Beta, che vende 50.000 copie, dovrebbe costare di più, diciamo circa 4,00 euro, per pareggiare le perdite derivanti dalle sue vendite rispetto a quelle maggiori della serie concorrente Alfa. Nel nostro pezzo abbiamo riportato anche alcune dichiarazioni di Maria Grazia Perini alias MGP, redattrice Corno fino al 1978 e nota ai lettori bolognesi del tempo! Ancora oggi molti editori seguono questa strategia, mettendo in difficoltà i concorrenti che vendono meno e che, in teoria, dovrebbero offrire le loro serie a costi maggiori ma non lo fanno per paura di perdere lettori diretti verso i prodotti di editori che costano meno. Una eccezione a questa regola è la Rw Edizioni! Ve lo sareste mai immaginato? Batman costa meno di Superman perché il primo vende di più! E probabilmente ha anche una tiratura minore.
 

Il concorrente diretto della Rw è la Panini Comics, che però segue la strategia bonelliana (diciamo, che lo ha sempre fatto). Non tutte le serie della linea Marvel vendono allo stesso modo eppure le serie di 48 pagine hanno tutte lo stesso prezzo: 2,90 (anche se a dicembre il prezzo salirà a 3,20 euro). Come si spiega questa cosa? Chi segue i supereroi sa bene com'è la situazione. Seguire le serie della Marvel è più conveniente. Costano di meno, sono stampate meglio e curate con più attenzione (anche se la mancanza di Luca Scatasta sulle serie mutanti si fa sentire!). Seguire la DC è più difficile. Le serie costano di più e non hanno tutte le stesso prezzo. L'editore italo-arzanese modula il costo in base alle vendite e alle tirature: più è basso il prezzo più alte sono le vendite rispetto alle altre collane il cui prezzo, a parità di pagine, è più alto. Lo scopo di tutto ciò? Se costringo il concorrente che vende meno a mantenere bassi i prezzi delle sue serie, venderà di meno, avrà meno utili e magari fallisce e si toglie dai coglioni. La Bonelli, che oggi è gestita da Simone Airoldi (ex-direttore della Panini) fa la stessa cosa: le sue collane regolari hanno tutte lo stesso prezzo: 3,80 (ma vedrete che fra qualche mese ci sarà un ulteriore aumento a 3,80 euro), ma la differenza di venduto tra di esse è enorme. Secondo i dati ufficiosi del 2016: Tex vendeva 170.000 copie, Dylan Dog 90.000 copie e Zagor 28.000 copie. Domanda: come cazzo è possibile che Tex, Dylan Dog e Zagor sono offerte ai lettori tutte allo stesso prezzo, ossia 3,50 euro? Questa strategia, nel corso del tempo, ha determinato l'uscita dal mercato di molti editori, tra cui la Dardo. I pesci piccoli per restare concorrenziali con l'Editore Bonelli, praticavano prezzi bassi pur senza poterselo permettere.
 
Con il passare dei decenni questa strategia ha avuto effetti benefici per la Bonelli, ma si è rivolta contro di essa come un boomerang. Non solo gli editori del suo segmento di mercato sono spariti, ma anche i lettori. Senza più un concorrente da distruggere, non c'era nemmeno bisogno di aumentare la qualità dei propri prodotti, che nel corso del tempo sono calati parecchio sotto questo profilo. I lettori lo hanno capito e progressivamente si sono allontanati dalla casa editrice milanese, che oggi sconta gli effetti devastanti dei suoi errori. Errori madornali. Negli ultimi due anni gli utili netti di bilancio sono calati del 79% passando da tre milioni e mezzo a poco più di 700mila euro. E la Bonelli cosa fa per sistemare le cose? Anziché aumentare la qualità delle sue collane punta sulle strategie che hanno causato negli anni passati il dissesto delle case editrici americane: cover speciali, gadget, volumi, ecc. Chi ha letto il numero di Dylan Dog uscito questo mese sa di cosa parliamo. C'è da dire che la gestione Airoldi non ha dato i frutti positivi: rispetto al bilancio 2015, il bilancio 2016 ha fatto registrare utili netti in calo del 61,39%. La Bonelli ora punta sempre di più sul colore, sui formati vicini ai comic book Usa, alle storie per un pubblico giovane, ma così facendo impallina la sua tradizione. Eppure durante gli anni novanta, la Star Comics, una piccola casa editrice che stampava edizioni economiche dei supereroi Marvel, provò a fare concorrenza alla Bonelli producendo la collana di Lazarus Ledd, il secondo bonellide della storia del mercato italiano (il primo fu Ronny Balboa di Sauro Pennacchioli). Lazarus Ledd fu creato da Ade Capone. Oggi c'è la ristampa di Kinowa, in formato bonellide, che la If propone a 2,90 euro! Al Plano.

giovedì 5 ottobre 2017

DYLAN DOG: UNA COVER DA URLO SCATENA IL PLAUSO DEL GAYOSO E GAUDENTE PUBBLICO DELL'INDAGATORE!

Molti lettori hanno trovato bizzarra (e a tratti anche provocatoria) l'iniziativa della cover variante di Dylan Dog n. 374, che sarà presentata a Lucca Comics 2017 al prezzo di 7,00 euro. Nel contesto di un forum, secondo la vecchia scuola comicussinapopolarfanzinara, sarebbe stata definita una trollata. Altri ci hanno visto un tentativo malcelato di spremere soldi ai collezionisti (che rappresentano circa la metà degli attuali 86.000 lettori di Dylan Dog). La moda delle cover speciali è nata in America in un mercato abbastanza sensibile a questo tipo di iniziative. Un numero con una cover speciale è niente altro che un albo uguale a quello con cover ordinaria, salvo che per la copertina, che presenta un disegno diverso o un effetto speciale. Il prezzo è quasi sempre doppio. Il prodotto è indirizzato ai collezionisti e/o ai fanatici disposti a comprare qualsiasi cosa che richiami, anche in maniera indiretta, il personaggio tanto amato. Per l'editore è l'occasione di raggranellare soldi e fare fronte alle perdite della collana. Molti lettori sono attirati da queste iniziative nella speranza che quel numero acquisisca un carattere collezionistico e aumenti il proprio valore di mercato. Alcuni comprano più copie di questi albi variant per rivenderli su eBay nella speranza di farci soldi. Cosa c'entra il lettore bonelliano con una moda tipicamente americana, che per giunta negli ultimi anni è in via di scomparsa? I più giovani ignorano che quando a metà degli anni novanta scoppiò la moda delle cover speciali, gli editori americani, Marvel e DC in testa, sfornarono una quantità industriale di questi prodotti. Le fumetterie ne acquistavano un numero elevato. La bolla esplose verso il 1997. La Marvel, anche in conseguenza di investimenti sbagliati (tra cui l'acquisto della Topps e della Panini), finì in amministrazione controllata, mentre la DC si ritirò in buon ordine limitando i danni. Oggi le cover speciali escono, ma in numero molto ridotto. I casi più eclatanti riguardano il famoso X-Men n. 1 di Claremont e Jim Lee del 1991 stampato con otto cover diverse, ognuna delle quali vendette 1 milione di copie cadauna per un totale di 8 milioni di copie vendute! Di recente, ci ha provato la Image con il numero 100 di Walking Dead uscito con un numero ancora maggiore di cover varianti, mentre Avatar Press propone per ogni numero di Uber 3 cover speciali divenute oggetto di culto tra i lettori della Destra americana. Le cover speciali decretarono anche la scomparsa di migliaia di comic store, che non erano riusciti a rivendere tutti quegli albi.
 

Cosa c'entra tutto questo con la Bonelli, che per tradizione si è sempre dimostrata aliena da certe strategie facendo valere la forza delle sue storie e il talento dei suoi fumettisti? Negli ultimi anni anche la casa editrice milanese è finita nel vortice della marvelizzazione fin da quando, nel marzo 2010, ha affidato la gestione dei suoi diritti esteri alla Panini! Da allora il processo di progressiva americanizzazione ha cancellato, uno per uno, i tratti distintivi della casa editrice, che oggi non è diversa da una qualsivoglia casa editrice americana. Nuove serie sempre più a colori, dai contenuti semplicistici ed immediati (tipo Orfani), formato americano (15x23 o 17x26) e un numero di pagine che oscilla tra 48 e 64. E cover speciali a profusione! Uno strillo sulla rete annunciava una cover da urlo. Una mano suona al campanello di Dylan Dog. Tutto qui? No, perché pare che se si apre l'albo esce un suono come le cartoline musicali o i libri per i bambini! Non era importante come rendere speciale questo albo, ma renderlo speciale in qualche modo. I collezionisti sono delle creature particolari. Sono dipendenti di un prodotto e comprano tutto ciò che lo richiama. L'editore lo sa e ne approfitta. Perché farlo con un albo di Dylan Dog e non con altri? Con Tex non si poteva farlo. Il pubblico di Tex è composto da gente adulta e matura, che avrebbero riso davanti ad una iniziativa di questo genere su un numero di Aquila della Notte. Per il pubblico che segue Dylan Dog il discorso è diverso. I lettori dylaniati sono, per la gran parte, persone dotate di scarsa cultura e di poca maturità. Una cover speciale, che farebbe gridare allo scandalo un lettore texiano, davanti al pubblico dylaniato suscita l'idea di qualcosa da avere ad ogni costo, anche se si tratta di una cosa sciocca e trascurabile come un albo che suona quando viene sfogliato! La scarsa cultura del lettore dylaniato, pertanto, provoca plausi a iniziative di questo genere, che servono all'editore per risolvere il grave problema delle scarse risorse che affluiscono nei suoi forzieri. Negli ultimi due anni, infatti, gli utili netti sono calati del 79% passando da tre milioni e mezzo a poco più di settecentomila euro. In casi del genere, si potrebbe tentare di invertire la rotta puntando su autori di qualità, grandi professionisti, che però costano parecchio. Si punta allora sulle stelline del web, che però al di fuori di esso sono sconosciuti, mentre l'americanata di turno serve vendere qualche copia in più. Tutto fa brodo in un momento difficile come questo. Anche una cover che urla! Sven Blomqvist.

mercoledì 4 ottobre 2017

BLOODSTRIKE RETURNS IN 2018 WITH MICHEL FIFFE! LIEFELD CONFIRMS NEWS ON TWITTER! FAN IN DELIRIO!!!

Bloodstrike fu la serie più potente dell'universo Extreme creato da Rob Liefeld ai tempi della prima ondata di supereroi Image. Bloodstrike era la squadra rivale della Brigade di John Stone altrimenti detto Battlestone. A capo di Bloodstrike c'era Cabbot Stone, fratello di John. All'inizio John era il capo del super-gruppo di Youngblood, ma avendo toppato nella prima missione venne estromesso dal progetto Rinascita e così fondò un suo gruppo privato operativo, la nota Brigade. I membri di Bloodstrike avevano una peculiare caratteristica: erano tutti caduti in azione per poi venire resuscitati in un progetto governativo segreto. Oltre a Cabbot, che ne era il capo, facevano parte del gruppo: Fourplay, Deadlock, Shogun, Tag e Chapel. Il fatto di poter essere resuscitati ogni volta che morivano sul campo, li rendeva praticamente immortali. Negli Usa la serie uscì nei comic store per la prima volta nell'aprile 1993 e come tante collane Image di allora andò a ruba nelle fumetterie italiane che acquistavano prodotti in lingua originale. Nel nostro archivio segreto fa bella mostra una copia di questo grande fumetto di Destra! La serie durò 25 numeri, ma i numeri 23 e 24 non furono mai prodotti. Nel 2012 si sono aggiunti altri 8 numeri per cui oggi si contano in tutto 33 uscite.
 

In Italia la prima apparizione di Bloodstrike si ebbe con il volume Speciale Image n. 3, che presentava i primi numeri della serie nel crossover con la Brigade dal titolo Fratelli di Sangue. Il supervisore delle collane Image di allora in Italia per Star Comics, Paolo Accolti Gil, affermò che la scelta fu dettata dalla necessità di presentare il grande crossover tra le due mega-squadre in un'unica soluzione. In caso contrario, i sette episodi avrebbero dovuto essere spalmati in 5 numeri mensili della testata Extreme Youngblood (quarta serie Image prodotta dalla Star Comics). In realtà, quella scelta fu un errore, a nostro avviso. Azzoppò la serie Extreme Youngblood, che infatti chiuse con il numero 12 nonostante presentasse testate di primo livello come Prophet e i New Men. Ora lo scrittore cubano-americano Micael Fiffe, noto per la serie Copra, ha annunciato che nel 2018 una nuova serie di Bloodstrike uscirà, ancora una volta per Image Comics. Liefeld ha confermato la notizia su Twitter. Il tratto di questo cubano non è che ci entusiasma parecchio. Se Liefeld disegnasse e scrivesse le storie sarebbe il massimo. Magari impiegando la Bloodstrike per fare piazza pulita dei movimenti comunisti in Europa! Chi presenterà queste storie in Italia? La Panini? Jack Santorum.

martedì 3 ottobre 2017

DYLAN DOG N. 373: MEGA-RECENSIONE! STORIA MOLTO CONFUSIONARIA! NOI NON CI ABBIAMO CAPITO UN CAZZO

Da quando è cominciato il Rilancio di Dylan Dog (ma secondo noi, trattasi di sfascio) abbiamo letto molte storie di scarso contenuto, criticabili dal punto di vista politico a causa dei ripetuti messaggi socialisti diffusi, inconsistenti come tecnica narrativa, irrilevanti in fatto di caratterizzazioni dei personaggi, banali come trame, pregne di contenuti esoterici/satanici/massonici, ma questa è la prima volta che leggiamo una storia che non ha nulla di tutto questo. Una storia che al suo interno non ha proprio nulla. Nemmeno la storia. Nemmeno un barlume di trama. Una vaga traccia di qualche idea buttata qua e là. Niente. L'abbiamo letto alcune volte. Il risultato è stato sempre lo stesso. Niente. Non ci abbiamo capito un cazzo. Verso la fine abbiamo avuto l'impressione che lo scrittore (ennesimo esordiente a queste latitudini) volesse lanciare un messaggio contro l'indifferenza delle masse. Se lo ha fatto, a nostro giudizio, lo ha fatto male. Non vorremmo essere cattivi, ma questa storia ci è sembrata una trollata. Uno scherzo ai lettori? Un motivo in più per criticare il rilancio, le tante promesse non mantenute? Le grandi storie che non sono mai arrivate? Una storia che voleva lanciare il solito pistolotto comunista? Se è così, il tentativo è fallito in pieno. Non per i suoi contenuti (che non ci sono), ma perché non ci abbiamo capito un cazzo. Se c'era un pistolotto da qualche parte, sarà rimasto nel fodero di qualcuno. Come si scrive una storia, una qualsiasi storia? In primis, si costruisce una idea intorno alla quale tutto il resto sorge. Un soggetto, quindi. Una trama costituita da eventi in successione secondo un certo ordine. Una sceneggiatura che descriva situazioni, fatti, persone, soggetti, ecc. In questa storia non c'è nulla di tutto questo. Non sappiamo in che modo Recchioni, curatore della serie, abbiamo approvato questa storia e di quali criteri si è servito. L'unica cosa che sappiamo è che in queste pagine viene mostrato un enorme caos, in cui i personaggi si muovono come trottole impazzite, in cui poliziotti vengono fatti bersaglio senza un motivo apparente. Ad un certo punto, abbiamo pensato che lo scopo fosse quello di attaccare qualche politico, magari il primo ministro inglese. Niente. E così alla fine dell'albo ci siamo chiesti: e ora che cazzo scriviamo nella mega-recensione? Migliaia di persone aspettano lì fuori. Vogliono avere il nostro giudizio su questa storia. E noi non abbiamo un cazzo da dire. Ma siccome qualcosa dobbiamo scrivere, uno sforzo maggiore è quanto meno necessario per descrivere il caos che abbiamo letto. Se, da un lato, la storia non ha offerto nulla, dall'altro abbiamo notato una certa fibrillazione negli editoriali firmati dal curatore Recchioni.
 

Nel primo paragrafo Recchioni parla del rapporto tra Dylan Dog e i poliziotti e viene subito al punto: far rispettare la legge e lottare per la giustizia non è sempre la stessa cosa. Chiaro il messaggio: se la legge è contro la giustizia è giusto ribellarvisi? La storia, in tutto il suo caos, parla infatti di una rivolta. Ci ha colpito il modo in cui ha descritto gli autori di questa storia con termini che qui non possiamo ripetere. Magari il suo scopo era quello di essere ironico. La copertina di Cavenago è il solito gruppo di colori messi in bella mostra. Colori vivaci, con il solito occhio onnipresente, come si nota sotto il casco del poliziotto. Sul casco c'è il numero 407. Una veloce ricerca ha portato al messaggio 407 trasmesso a Don Stefano Gobbi, in cui si parla di Anticristo, marchio della Bestia e Drago rosso. E ora passiamo alla storia. Qui viene il difficile. Si apre con Dylan che parla con una ragazza. Ma non era cotto di quella islamica, tale Rania Rakim? Questa tizia è aggressiva e ribelle. Senza una apparente spiegazione lo scenario è quello di una sommossa nata dall'avversione dei cittadini di un quartiere per una discarica. I poliziotti in tenuta anti-sommossa intervengono. Il colmo si raggiunge a pagina 41 quando si legge sui poliziotti che avanzano: Trump, Trump, Trump, Trump! Dopo qualche pagina sostituito da Tump, Tump, Tump, Tump! La ragazza fa strani discorsi. Cerca di esortare Dylan Dog di uscire dalla maggioranza silenziosa, quella che non si oppone contro le ingiustizie, ecc. E così fanno anche altri suoi amici. In una scena si nota perfino un suo tentativo di colpire il poliziotto con un idrante! Ovvio il riferimento al caso Giuliani del G8 del 2001. Uno dei poliziotti è più grosso degli altri e sembra molto cattivo. E' lo stesso Recchioni che negli editoriali cita il film Maniac Cop del 1988, un film horror noto solo ai fan del genere. Alcune scene sono terribili. I poliziotti usano i manganelli per massacrare la gente. Il motivo non si capisce. Il caos regna infatti sovrano in tutte le pagine. Né si capisce il motivo per cui Dylan vada dietro questa ragazza di cui sembra essere invaghito. Alla fine nessuno saprà della sua esistenza. La storia finisce con un vago messaggio contro l'indifferenza. I disegni ci sono sembrati sufficienti. In alcuni tratti molto confusi, ma con buone anatomie e ottime espressioni. Buone anche le inquadrature e l'uso delle ombre. Ed è tutto. Non c'è altro, salvo che una molto vaga critica verso chi si disinteressa di quello che avviene nel mondo e perde tempo nelle cose futili. Dylan Dog, però, è una serie horror. In questa storia, come in altre, non lo abbiamo visto. Sclavi ha dichiarato di non leggere tutte le storie di Dylan. Magari non ha letto nemmeno questa. Al Plano.