mercoledì 23 maggio 2018

ROBERTO RECCHIONI: "NON ANDRO' ALL'ARF FESTIVAL 2018"! IL MONDO DEL FUMETTO ROMANO SOTTO SHOCK!!!

Un paio di anni fa in questo articolo parlavamo dell'MFR, ossia del Mondo del Fumetto Romano, il gruppo di fumettisti che operano nella Capitale che hanno in Roberto Recchioni, curatore delle serie di Dylan Dog per Sergio Bonelli Editore, il loro vertice rappresentativo. Recchioni ha fondato nello stesso periodo uno studio artistico a Roma in cui nascono vari progetti per vari editori (Bonelli, Bao, Star Comics, Feltrinelli Comics, Ed. Cosmo). La pagina Facebook de Lo Studio in Rosso, per motivi non meglio precisati (una semplice burla?) ha dal 23 maggio 2017 come immagine sulla testata il simbolo della Massoneria (per sicurezza abbiamo fatto lo screen dell'immagine, ove la cancellassero dopo la pubblicazione del nostro pezzo). MFR ha dato vita ad una sua mostra di fumetto nota come ARF, che si materializza per alcune peculiarità che la differenziano da altri eventi similari. Non sono ammessi i cosplay (non certo un fatto negativo!) ma sono offerte sessioni a pagamento dove gli autori insegnano elementi di scrittura e disegno. Recchioni oggi ha scritto sul suo profilo di FB che non andrà all'edizione 2018 dell'Arf (che si terrà tra qualche giorno). Dice: Io non ci vado, come non ci sono andato l'anno scorso, perché dopo le prime due edizioni ho capito che era una manifestazione che non mi piaceva, nonostante fosse fatta da amici e colleghi con cui ho lavorato o lavoro. Recchioni, quindi, non partecipa ad una mostra di fumetti organizzata dai suoi amici/colleghi??? Il MFR si è frantumato e/o Recchioni ne ha preso le distanze? Non che sia obbligato ad andarci ma il fatto di scriverlo su Facebook non aiuterà ARF 2018. I fan vorranno sapere il motivo di questo scazzo, che Recchioni elenca in tre punti nel suo lungo post social.
 
 
Divieto dei cosplay; posizionamento culturale errato; testi di presentazione di incontri e masterclass che, secondo Recchioni, sembrano menù di un ristorante che esalta alimenti comunissimi. Dice Recchioni: capisco perché ai fumettisti piace l'ARF. Lì si parla solo di fumetto e non di altro. Recchioni mette il coltello nella piaga ed ammette, sia pure per implicito, che oggi il fumetto da solo non tira se non in una realtà dove ci sono cosplay, games, informatica, concerti, ecc. I fumettisti romani dell'MFR non lo hanno ancora capito. A parte questo, perché Recchioni non va all'ARF? Il fatto che sia una manifestazione sui generis non implica che lui non ci vada, specie se si tratta di sostenere le iniziative dei suoi colleghi. O Recchioni vuole allontanarsi da una dimensione troppo riduttiva del fumetto che, secondo le sue parole, l'ARF esprimerebbe? E soprattutto: perché dirlo su Facebook? Cosa possono pensare coloro che leggono? Ci sono problemi personali tra Recchioni e l'MFR? E conclude: Quindi, il mio problema con l'Arf non è l'Arf ma sono io. Voi andateci e sostenetela, che si fanno il mazzo per fare una bella manifestazione a tema fumettistico e organizzano splendide mostre e incontri (ma non leggete i titoli). Recchioni è diventato troppo importante per essere presente ad una piccola manifestazione locale? Anche così però qualcosa non torna. A Recchioni l'ARF non piace anche se è organizzata dai suoi amici dell'MFR. Ma perché scrivere ai quattro venti su FB che non solo non gli aggrada ma che non ci andrà nemmeno? Nel 2016, però, aveva idee diverse sull'ARF. Le potete leggere in questo nostro articolo con tutti gli screenshot e con il caso-Bottero. Resta la domanda di fondo: il MFR si è sfaldato? Werner von Hauser.

martedì 22 maggio 2018

L'UOMO RAGNO N. 697! LA MEGA-RECENSIONE! LO SHIELD VUOLE ARRESTARE PETER PARKER! TESTA DI MARTELLO!

Dopo una sfilza di numeri di ottima qualità, arriva il punto in cui il livello si abbassa con l'inevitabile passo falso. L'Uomo Ragno n. 697 contiene diversi elementi che suffragano questo giudizio. Cominciamo dalla collana The Spectacular Spider-Man. Zdarsky/Murray con fatica riesce a mantenere le aspettative intraviste negli scorsi numeri. E' il limite di molti scrittori: tanta carne al fuoco con tanti elementi narrativi che poi, per vari limiti intrinseci, non riescono a gestire nella articolazione della trama. L'Avvoltoio, sebbene potenziato da diversi gadget ad alta tecnologia, è un vecchio coglione inacidito che per un supereroe di serie A come l'Uomo Ragno non dovrebbe rappresentare un problema. Eppure la storia occupa grande spazio nello sconto tra i due. In una scena si nota un omaggio ad una celebre copertina di Steve Ditko, che vede il protagonista sostenere il peso di tonnellate di macerie sulle sue spalle. Lo scontro era stato determinato dalla scoperta, da parte del Riparatore, che il fratello Ophni è tornato nel giro e mentre lui sostiene supercriminali, quest'ultimo aiuta i vari supereroi! Messo alle strette Peter decide che la cosa migliore da fare è nascondere Ophni presso sua zia May (che ipercazzata!) e Teresa fuori del Paese. Il cerchio intorno a lui si sta stringendo. L'agente dello Shield che dirige la Lama Grigia, Mintz, vuole arrestarlo per crimini federali visto lo stretto legame tra lui e l'Uomo Ragno. I disegni di Adam Kubert continuano a migliorare ma siamo lontani da uno standard accettabile di sufficienza. La collana di Zdarsky/Murray si fa apprezzare parecchio perché, dopo tanti anni persi in trame ridicole slottiane, le storie di Spidey tornano ad una dimensione più tradizionale secondo il classico cliché del supereroe con superproblemi. La patetica imitazione di Tony Stark nata dalla mente di D. Slott si può mettere da parte. Ora siamo curiosi di vedere come Zdarsky/Murray risolverà le varie sottotrame di questi ultimi mesi. La seconda storia dell'albo vede il ritorno della serie del Ragno Rosso del grande maestro Peter David.
 

Anche qui abbiamo notato un evidente calo del ritmo furioso degli ultimi episodi. Il che ci può stare perché un momento di calma è utile per raccogliere le idee e mettere a posto le varie sottotrame. Il primo elemento negativo è costituito dalla presenza di Will Sliney come artista al posto di Mark Bagley! Il pessimo disegnatore dell'Uomo Ragno 2099 qui proprio non lo dovevano mettere. Sappiamo che lui e David sono amici, ma questo non giustifica una scelta sbagliata. La storia si mantiene su buoni livelli e i colpi di scena non mancano. Abigail, la figlia di Cassandra Mercury, muore. Gli sforzi del Ragno Rosso di salvarla trovando una cura si sono rivelati vani. Ora il clone di Ben Reilly, ex Nuovo Sciacallo, ha due grossi problemi: Cassandra vuole ucciderlo; Kaine Parker vuole ammazzarlo. La figura che spicca nella storia è però quella di Marlo Chandler, moglie del defunto Rick Jones. David le taglia il ruolo più adeguato, ossia quello di un angelo redentore del clone. Sfruttando gli input della personalità di Peter Parker nella sua mente, cerca di portarlo sulla strada del bene, ma egli è pur sempre un folle con un equilibrio mentale molto instabile. Checché ne dicano, quella dello Scarlet Spider è la migliore testata della collana italiana. Quella di Spectacular se ne differenzia in termini quantitativi giocando su uno scenario più ampio e principale, ma David è solito compiere miracoli con pochi elementi da utilizzare. E veniamo al vero tallone d'Achille di questo albo: Spider-Man Miles Morales. Bendis aveva fatto buone cose negli ultimi numeri, polarizzando l'attenzione sui tormenti di Miles che debole psicologicamente non è in grado di affrontare con maturità il ruolo di supereroe. Lo sceneggiatore ebreo di Cleveland spreca più di venti pagine in inutili quanto noiosi dialoghi. Bendis dovrebbe chiedersi cosa cazzo se ne frega il lettore medio di un negro con crisi esistenziali. L'unico lato positivo la buona caratterizzazione di Testa di Martello, il protagonista della storia. Ancora pessimi i disegni del messicano Oscar Bazaldua. Dimitri Temnov.

lunedì 21 maggio 2018

L'UOMO RAGNO N. 696! MEGA-RECENSIONE! IL FALLIMENTO INEVITABILE E MALICONICO DI J. JONAH JAMESON!!!

E' già insolito che Wilson Fisk, alias Kingpin, ex boss del crimine newyorchese, stringa una alleanza con il Riparatore, un vecchietto a cui piace creare gadget per criminali di serie z, ma vedere l'Uomo Ragno che riesce a fatica a sistemarlo è ancora più strano. Il pezzo forte dell'episodio di Spectacular Spider-Man (il n. 4) è però un altro. Jameson, una volta potente capo del Daily Bugle, cerca di piazzare quello che ritiene uno scoop al suo amico Robbie Robertson, oggi il nuovo capo del giornale. Il vecchio Robbie lo aiuterebbe, ma si rende conto che il suo amico è di nuovo preda della sua ossessione per l'Uomo Ragno e lo manda via. E' un momentaccio per il Bugle e Robbie non può permettersi di pubblicare stronzate. Betty Brant, una volta la sua timida segretaria, si schiera dalla sua parte. E' una reporter e non è chiaro se nel presunto scoop di Jonah Jameson veda qualcosa di realistico o solo un modo di ricambiare quanto fatto dal vecchio per lei in passato. Jameson e Betty vs. Spider-Man? Quest'ultimo, nel frattempo, è in un mare di guai. Da quando ha iniziato a proteggere quella che credere essere la sua presunta sorella, lo Shield è sulle sue tracce. Teresa Durand, infatti, ha sottratto importanti segreti che un ufficio deviato dell'organizzazione, conosciuto come la Lama Grigia, avrebbe potuto usare contro la comunità dei supereroi. Lo scrittore Zdarsky/Murray chiarisce finalmente il risultato con la continuity ufficiale. In Spectacular Peter è ancora il capo delle Industrie Parker e ora che quelli che tutti credono sia la sua guardia del corpo, Spider-Man, protegge una criminale, la situazione si fa incandescente. L'attacco all'edificio di Fisk e lo scontro con il Riparatore ha avuto una terribile conseguenza. Il Riparatore ha riconosciuto nei gadget di Teresa la tecnologia del fratello. Quando si recano alla base di quest'ultimo scoprono che l'Avvoltoio lo ha preso. Notiamo un piccolo miglioramento nelle tavole di Adam Kubert. La seconda storia dell'albo è tratta dalla serie principale, Amazing Spider-Man, di Slott. E qui la qualità buona vista finora precipita.
 

Norman Osborn riflette sulla sua situazione e si rende conto che senza la follia di Goblin nella sua mente, non sarà mai più come prima. Ecco l'immagine di uno sano di mente che desidera diventare pazzo perché altrimenti non avrebbe il coraggio di fare ciò che vorrebbe fare. Nel suo sangue ci sono naniti che bloccano la pazzia. Quando capisce che nessun rimedio ufficiale potrà fermarli, tenta il tutto per tutto recandosi presso il gruppo mistico sulle pendici dell'Himalaya (lo stesso dove anni prima era andato il dottor Strange). Solo un pazzo potrebbe pensare che dei vecchi saggi lo aiuteranno a tornare più pazzo come una volta. Si salvano solo i disegni di Greg Smallwood. Brighel negli editoriali lo definisce un astro nascente. Il ragazzo originario del Kansas ha delle buone potenzialità, ma la strada è ancora lunga. E veniamo al pezzo forte dell'albo. In mancanza della testata dello Scarlet Spider, la palma d'oro va alla collana di Miles Morales Spider-Man. Qui, bisogna ammetterlo, Bendis supera se stesso con una sensibilità mai vista prima. Miles come possibile Uomo Ragno non vale un cazzo. Quando aveva la sua età Peter era migliore di lui. E Miles se ne rende conto. Una sua amica, Bombshell attacca Testa di Martello mentre questi sta facendo da taglieggiatore per la Gatta Nera. Il criminale la invita a girare a largo. Bombshell da perfetta stupida non lo ascolta e Testa di Martello, che prima l'aveva avvisata che lui non picchia ragazzini e donne, la manda all'ospedale. Miles, furioso, si getta contro di lui e finisce al tappetto con diverso costole rotte. Se non fosse stato per Palle d'Oro, ci avrebbe rimesso le penne. Palle d'Oro: il supereroe che chiunque vorrebbe avere come amico. Il suo potere consiste nel creare sfere d'oro. Dopo aver messo ko Testa di Martello, si forma una folla di persone che raccogliendo l'oro al suolo ha risolto i suoi problemi economici! Ancora insoddisfacenti i disegni del messicano Oscar Bazaldua. La Marvel dovrebbe smetterla di puntare su artisti latini e affidarsi ad disegnatori angli, europei o russi. Jack Santorum.

domenica 20 maggio 2018

L'UOMO RAGNO N. 695! MEGA-RECENSIONE! PETER DAVID GIGANTEGGIA NELLA GRANDE SERIE DEL RAGNO ROSSO!

Avevamo lasciato la trama di Spectacular Spider-Man con la convinzione che Teresa Durand non fosse in realtà la sorella di Peter Parker perché una forma di condizionamento mentale orchestrata da Kingpin glielo aveva fatto credere, ma Max Brighel negli editoriali iniziali ci informa che invece Teresa è proprio sua sorella. Questo sviluppo è già di dominio pubblico negli Usa, dove storie ancora inedite in Italia hanno mostrato una foto della ragazza in fasce tra le braccia dei genitori di Peter. O anche la foto è un falso e tutto questo altro non è che una macchinazione di qualche super-criminale? Teresa è ricercata dalle autorità per avere tradito degli obblighi che aveva verso lo Shield. Un interessato J. Jameson lo viene a sapere e una foto che la raffigura con l'Uomo Ragno disegna nella sua mente un piano la cui attuazione vedremo nei prossimi numeri. Dietro gli hacheraggi dei cellulari Stark si cela Kingpin per creare una rete di comunicazione irrintracciabile. Quando l'Uomo Ragno e la Torcia Umana lo attaccano scoprono che l'ex zar del crimine sta conducendo una attività in apparenza non illegale. La vera sorpresa si rivela quando i due si rendono conto che ad aiutare Kingpin nell'affare c'è il Riparatore. La trama concepita da Zdarsky/Murray migliora di storia in storia. L'unico neo sono i pessimi disegni di Adam Kubert. Nella seconda storia dell'albo vi è ancora spazio alla collana del Ragno Rosso, il vero gioiello della testata attualmente. Gran parte della storia è dedicata allo scontro tra Kaine e il clone di Ben Reilly, l'ex Sciacallo II. Kaine sospetta che il suo nemico stia sfruttando la credulità di Cassandra Mercury, che è davvero convinta che lui possa aiutare la figlia a guarire. Lo scoop arriva alla fine. Cassandra, che gestisce un importante casinò, vuole affrontare colui che da qualche tempo sta minacciando la sua attività: Thorpe. Nel numero scorso aveva inscenato una finta rapina al suo casinò. Insieme al fidato Slate, si reca da lui, al casinò rivale che gestisce, la Città Proibita. Dopo uno scontro con una squadra di ninja, arriva lo scoop!
 

Thorpe è suo fratello! Tra di loro non corre buon sangue! Resta da svelare il mistero di Slate! Chi è e in che rapporti è con la Mercury? Nel frattempo, lo scontro tra Kaine e l'ex Sciacallo si conclude con una tregua. Mark Bagley dà il meglio di se in questo episodio caratterizzato da molta azione e che permette di mostrare tutto il suo talento artistico. Il genio è però Peter David, che mantiene alta la sua fama di re mida del fumetto, trasformando in oro ciò che tocca, anche collane di basso profilo come questa del Ragno Rosso. Nella terza storia dell'albo spazio anche a Miles Morales Spider-Man di Bendis. La madre di Miles si sente tradita dalla mancanza di fiducia che il figlio gli ha manifestato non rivelandogli la sua identità segreta. Il dialogo è toccante e dimostra tutta la sensibilità del ragazzo. Torna in scena la Gatta Nera, ora alleata di Testa di Martello, che mette a segno un altro colpo contro l'organizzazione del suo rivale per il controllo della mala cittadina, D. Unica pecca della storia i pessimi disegni di Oscar Bazaldua. Questo messicano deve fare ancora moltissima strada. Il tratto incerto visto in questo episodio lascia perplessi: tra lui e il disegnatore dello scorso episodio, il polacco Szymon Kudranski, c'è un abisso. Ora veniamo alla notizia più lieta: dopo tre anni di tormenti, la serie di Silk finisce qui! I lettori possono festeggiare. D'ora in avanti sarà difficile trovare una collana più scarsa di questa. Se pensate che si tratti di una nostra opinione soltanto e non di una voce generalizzata, vi basti sapere che nelle note finali Brighel conferma che dopo questa passerella, Silk è scomparsa dal Marvel Universe! Cosa significa questo se non che il personaggio di Cindy Moon non valeva niente? Ora si merita la sua giusta fanculizzazione. Si ha perfino il coraggio di mostrare una scena lesbica nelle ultime pagine! Brighel riporta le parole di Tana Ford, disegnatrice di Silk di questi ultimi numeri: Silk è la mia prima serie regolare a fumetti! Hey, Tana. E' meglio che ti dai da fare. Dopo gli orrori grafici visti, devi farne molta di strada. Gunnar Andersen.

sabato 19 maggio 2018

KINOWA CONTINUA! DA AGOSTO SULLA COLLANA REPRINT DELLA IF APPARIRANNO LE STORIE INEDITE TURCHE!

Era una delle promesse iniziali della ristampa di Kinowa proposta dalla Edizioni If di Gianni Bono nel giugno 2017: presentare tutte le storie dello sterminatore di indiani, comprese le storie turche inedite in Italia. Le cose non sono andate bene all'inizio e la collana ha zoppicato. I primi sei numeri sono stati proposti in albi di formato bonelliano 16x21 di 96 pagine a 2,90 euro. I testi molto precisi e dettagliati di Andrea Lavezzolo si sono rivelati di eccessiva difficoltà per i lettori d'oggi che certo non brillano per intelligenza. In realtà, ogni nuvoletta con quelle sceneggiature poteva essere considerata un manuale di scrittura di fumetti. Testi così dettagliati da ricostruire la scena e agevolare il disegnatore nella sua realizzazione. Il primo numero ha venduto 3.000 copie e il secondo circa 1.800. A diffondere tali dati mr. Bono negli editoriali del n. 4. Ed è stato lì che abbiamo temuto che il progetto potesse fermarsi. Però, lo abbiamo sostenuto invitando anche altri a farlo. Se il desiderio era leggere un buon fumetto, Kinowa soddisfaceva perfettamente questa esigenza con quel tocco classico di avventura e quella drammaticità delle scene che negli ingenui fumetti d'oggi sembra quasi scomparsa. Un fumetto di destra come Kinowa non poteva uscire di scena nel panorama attuale. E alla fine siamo stati premiati! L'aumento del prezzo a 6,90 e il raddoppio delle pagine non ha scoraggiato i fan, che hanno tenuto duro.
 

E di poche ore fa la notizia, che la riedizione di Kinowa prosegue e non si fermerà con la conclusione delle storie italiane del 1963. Kinowa ebbe molto successo in Turchia, dove venne proposto in sessanta numeri composti di 32 pagine cadauno. Si tratta di materiale inedito, mai visto in Italia, che apparirà a partire dal numero in uscita il 20 agosto 2018: È al lavoro per noi in Turchia un’equipe di esperti traduttori per dar voce italiana al nostro personaggio. Per la prima volta verranno pubblicate in Italia le storie turche dello spietato giustiziere! Porteremo nel nostro paese le avventure di uno dei personaggi italiani più amati in Turchia, tanto da essere protagonista non solo di fumetti ma anche di fotoromanzi e film! La vostra attesa verrà presto ripagata con bellissime storie inedite di Kinowa. Da queste parole sembra che Edizioni If abbia profuso importanti mezzi per assicurare la proposizione in Italia di queste storie per ora disponibili solo nella edizione ottomana. Si parla di un gruppo di traduttori operante in Turchia, di cui però non è dato sapere se nel corso degli ultimi anni queste storie sono state ristampate. Si sa che da quelle parti sono molto famosi anche altri personaggi italiani come Tex, Dylan Dog e Zagor. Oltre che in Turchia, Kinowa è uscito anche in Grecia, Francia e Svezia, ma per quello che si conosce, solo in Turchia sono state realizzate storie autonome di scrittori e disegnatori locali. Al Plano.

venerdì 18 maggio 2018

L'UOMO RAGNO N. 694! MEGA-RECENSIONE! OTTIMA PROVA DI BENDIS AI TESTI IN MILES MORALES SPIDER-MAN!

La nuova serie di The Spectacular Spider-Man continua a riservare sorprese. Nel secondo numero apprendiamo che Teresa non è la sorella di Peter Parker ma una ragazza alla quale, a seguito di condizionamento mentale orchestrato da Kingpin, è stato fatto credere di esserlo. Tali avvenimenti sono stati narrati in una graphic novel che non conoscevamo. Eppure il fatto che Zdarsky/Murray abbia voluto pescare questo elemento narrativo fa pensare che voglia lavorare su, come dimostra il ritorno in scena dell'ex-zar del crimine newyorchese, che sarebbe dietro l'organizzazione che sta hackerando i cellulari delle Industrie Stark. Il misterioso nuovo Iron Man visto nelle pagine dello scorso episodio è Riri Williams, la ragazza di colore che ha preso il posto di Tony Stark come nuovo Uomo di Ferro! Idea in se ridicola che ha alienato alla collana le simpatie di molti lettori (e ora con l'arrivo di Slott la situazione non può che peggiorare). Peter e Riri alleati contro Kingpin? Al di là della trama molto blanda e alla portata dei bambini, i disegni di Adam Kubert continuano a peggiorare, nonostante Max Brighel continui a magnificarlo negli editoriali. L'artista ebreo, infatti, è noto per il suo stile poco rispettoso delle anatomie. Il fatto di vederlo in una serie che ha fatto del rispetto del canone uno dei suoi punti di forza lascia perplessi. Perché non puntare sul classico Alex Saviuk, che i lettori più antichi ricordato per il suo ciclo sulla serie Web of Spider-Man? Il motivo è perché il buon Saviuk non compare in questa lista? E passiamo alla seconda storia dell'albo, quella nuova serie del Ragno Rosso che si sta rivelando un gioiellino. Anche qui trama semplice, ma i grandi disegni di Mark Bagley fanno tornare alla memoria storici cicli degli anni novanta. In questo terzo numero vediamo Kaine arrivare a Las Vegas e fare conoscenza con la Mercury e il suo invulnerabile e irascibile tirapiedi, Slate. Il tipo promette di essere la trave portate delle nuove avventure della collana quando si chiuderà la trama attuale. David punterà sulle sue misteriose origini?
 

Grazie alla fortissima somiglianza con il clone di Ben Reilly, Kaine riesce ad infiltrarsi in seno all'organizzazione della Mercury ed arrivare alla camera del suo bersaglio. Lo scontro è inevitabile. Kaine ritiene che Ben Reilly sia pazzo e pericoloso e per questo deve essere ucciso al più presto. Ben persegue delle finalità per ora non ancora del tutto rivelate. Si sa soltanto che sta sfruttando la credulità di Cassandra Mercury per i suoi fini e fino a quando quest'ultima farà fede sul fatto che l'ex Sciacallo aiuterà sua figlia, continuerà il suo gioco in cui vedremo che ruolo reciterà Kaine. I due continueranno ad essere nemici o diventeranno alleati? Lo scrittore Peter David nonostante una trama povera e piatta riesce ad infilare elementi che destano molta curiosità. Uno di questi è proprio Slate. Non sappiamo chi sia o che origine abbiano i suoi poteri. Né quale sia il suo rapporto con Cassandra. La terza storia dell'albo vede il ritorno della collana dello Spider-Man Miles Morales, l'Uomo Ragno di colore sceneggiato dall'autore ebreo di Cleveland, Brian Michael Bendis. I numeri 13-15 sono stati pubblicati sulla testata di Spider-Gwen. Ora Max Brighel ci informa che quest'ultima proseguirà la sua corsa in fumetteria! Non riferisce il motivo, ma è semplice immaginare che lo spostamento sia dovuto ad un crollo delle vendite (diversamente, la collana non avrebbe lasciato il circuito delle edicole). La storia è interessante. Miles e suo padre confessano alla madre i loro segreti. Il primo come nigger Spider-Man e il secondo come agente dello Shield. Sullo sfondo la minaccia di un signore della droga che vuole toglierli di mezzo. Apprendiamo anche che Maria Hill non è più al vertice dello Shield. Una buona notizia. Ottimi i disegni del polacco Szymon Kudranski. Finalmente un tratto maturo, pulito, di grande qualità (tutta un'altra cosa rispetto al non eccezionale tratto di Sara Pichelli). Si chiude con la prima parte dell'ultimo episodio di Silk. Disegni orrendi come al solito e una storia che svela chi c'è dietro i guai di Cindy, una donna chiamata Fang. Al Plano.

giovedì 17 maggio 2018

L'UOMO RAGNO N. 693! MEGA-RECENSIONE! ESORDIO PER THE SPECTACULAR SPIDER-MAN (VOL. 3) DI ZDARSKY!!

C'era molta curiosità intorno alla nuova collana The Spectacular Spider-Man (vol. 3) e su che cosa potesse contenere. Quando la scelta è caduta su uno scrittore di basso calibro, Chip Zdarsky alias Steven Murray, l'unica conclusione da trarre è che le aspettative non potevano essere molto alte se il metro di paragone era la serie principale di Amazing scritta da Slott. Cosa poteva offrire uno sceneggiatore che fino a quel momento aveva scritto una collana come Howard The Duck e che da molti anni usa uno pseudonimo che fa credere ad una origine sionista o dell'Europa orientale come altri autori di quella origine che in Marvel fanno fortuna? La prima storia è molto frizzante nei dialoghi (evidente il tentativo di emulare Peter David) e piena di colpi di scena (altra caratteristica di David). Nelle prime pagini e nell'ultima pagina apprendiamo che esiste un fratello del Riparatore e una sorella di Peter Parker e nel mezzo una trama molto semplice basata su un hacker che si rivela essere una specie di Iron Man dei poveri. Non ci sono molti collegamenti con la continuity principale dove Peter ha diversi problemi con la sua azienda dopo la conclusione dell'evento Secret Empire. Una lettura tutto sommato piacevole, ma nulla di più nonostante i disegni di un Adam Kubert con poca voglia di cimentarsi sul personaggio. La storia ha già detto molto in questo primo episodio e fatto capire su quali temi punterà nei prossimi numeri con molti spunti di interesse. Se la trama e i dialoghi non fossero così scadenti, questa nuova serie di Spectacular avrebbe potuto essere straordinaria. Il target, ancora una volta, è quello dei più giovani. Ma anche i più giovani americani hanno un cervello e sono in grado di elaborare pensieri complicati. Giusto?
 

La seconda storia dell'albo presenta il n. 3 della nuova testata del Ragno Rosso. Ben Reilly è pazzo. Ha bisogno di parecchi soldi per ricostruire un laboratorio scientifico e convince Cassandra Mercury, che dirige un casinò a Las Vegas, di poter guarire sua figlia mentre in realtà non ha la minima idea di come poterlo fare. Kaine è sulle sue tracce e vuole ucciderlo. Anche qui la trama è poca cosa. I dialoghi brillanti di Peter David costituiscono l'unico motivo di interesse nella lettura insieme ai misteri costituiti dalla vecchia June (una folle intenta continuamente a giocare alla slot machine) e Slate, braccio destro di Cassandra, dotato di un corpo invulnerabile e di una forza che può rivaleggiare con quella del Ragno. Dopo avere convinto la Mercury che può davvero fare ciò che ha promesso per la figlia, il casinò viene attaccato da un gruppo di vigilantes, i Tessiragnatele, che si ispirano all'Uomo Ragno. Il loro obiettivo è fermare Cassandra in quanto criminale. Molta carne al fuoco ma anche tanta confusione che hanno il pregio di non fare annoiare il lettore. I disegni di Mark Bagley impreziosiscono con un tocco anni novanta una serie di buon livello per i tempi. Nella terza storia dell'albo si conclude la collana di Spider-Man 2099. Miguel è morto, anzi no. Tutti lo credono morto perché in questo modo la continuity temporale della sua era non sarà sconvolta dall'arrivo del nuovo anno: il 2100! Nelle ultime pagine si accenna ad una possibile collana dei Difensori del 2099, anzi del 2100. A Peter David piacerebbe scriverla e a noi piacerebbe leggerla purché la Marvel decida di affidarla ad un disegnatore di livello (che tuttavia non sia Will Sliney). Peter David trasforma in oro tutto ciò che tocca. Lo sanno tutti. Jack Santorum.

mercoledì 16 maggio 2018

L'UOMO RAGNO N. 692! MEGA-RECENSIONE! PERCHE' NON AFFIDANO A PETER DAVID I DIALOGHI DI SPIDER-MAN?!

Vedere l'Uomo Ragno calato in storie che 15-20 anni fa al più avrebbero arricchito i contenuti di una testata per lettori bambini è diventata una consuetudine da quando, nel 2008, Quesada decise di trasformare il personaggio più famoso della Marvel in una macchietta. La storia tratta da The Amazing Spider-Man (vol. 3) n. 31 costituisce il suggello di questa descrizione. Tanta azione spalmata in una trama inesistente che fa da sfondo ad una storia che si legge al massimo in circa 5 minuti. Vedere il nuovo Dottor Octopus mettere a ferro e a fuoco l'Uomo Ragno è un vero spettacolo. Peter si ritiene molto intelligente, ma Octopus è riuscito a metterlo nel sacco nel più semplice dei modi: infiltrando programmi per controllare tutta la tecnologia che la sua azienda, le Industrie Parker, ha generato in questi anni. E cosa fa Peter per risolvere la situazione? Da perfetto coglione, anziché ammettere la sconfitta, comportandosi come un bambino, distrugge tutto. Povero Octopus: non ha pensato che Peter è un bambinone e da bambinone ha risolto il problema. Pazienza se i milioni di utenti di tutto il mondo che usavano i suoi aggeggi telematici sono rimasti con un palmo di naso. Octopus non è contento di questo esito. I suoi capi, l'Hydra guidata da Steve Rogers, volevano che le Industrie Parker fossero annientate. Octopus non è contento perché adesso è un soldato agli ordini del vero commander-in-chief. Buona la prova di Immonen ai disegni, nonostante sia lontano anni luce dal suo abituale livello. La serie del Ragno Rosso Ben Reilly è l'unica cosa degna che si può leggere nel quindicinale.
 

Peter David sarà anche di sinistra, non perde occasione di attaccare i cristiani, ma sa scrivere dannatamente bene, molto di più dei suoi più acclamati colleghi (tipo Bendis o Slott). Il perché non gli affidino i testi della serie del Ragno è un mistero. Ben Reilly sembra una copia geniale di Deadpool. Con i suoi dialoghi introversi diverte il pubblico. Si bea della stronzaggine dei suoi interlocutori, ma cazzo se è divertente! I dialoghi frizzanti e intelligenti di David arricchiscono un quadro stellare. Non la migliore serie Marvel di sempre, ma forse la migliore del devastato panorama attuale. In questa storia, tratta dal numero 2 della serie regolare, vediamo Kaine sulle sue tracce, mentre l'ex-Sciacallo è riuscito a ingannare la proprietaria di una casa da gioco a Las Vegas facendosi finanziare da lei per le sue attività. Il tratto di Mark Bagley è ancora di alto livello. Non mancano i momenti misteriosi. Chi è la vecchietta, June? Il penultimo capitolo della serie di Spider-Man 2099 vede ancora una volta Peter David ai testi e un pessimo Will Sliney ai disegni. Dialoghi frizzati, colpi di scena e poi la botta finale: Miguel O'Hara è morto? E se si, come cazzo fa ad essere ancora in piedi? Quella dell'Uomo Ragno del futuro avrebbe potuto essere migliore se magari la Marvel avesse affidato le matite ad un artista migliore. Anche qui vediamo la sorpresona finale: eh, si. C'è un altro Spider-Man 2099 in giro e indossa il costume disegnato da Rick Leonardi nel 1992. E' il figlio di Miguel O'Hara! No comment sulla serie di Silk, che la Marvel ha portato avanti per 18 numeri! Un record! Dimitri Temnov.