mercoledì 12 novembre 2014

LA CRISI DI MARTIN MYSTERE: TRA VOCI DI CHIUSURA E PROPOSITI DI RILANCI! LA RABBIA DEI LETTORI!

Il 9 novembre abbiamo pubblicato sul nostro sito un articolo sulla situazione editoriale di Martin Mystère, che ha fatto molto discutere. Ripercorrendo la storia del personaggio fin dal suo esordio nelle edicole italiane avvenuto nell'aprile 1982, è stato tracciato un quadro completo, ponendo l'accento sul calo delle vendite, sulla conseguente crisi e sulle voci di chiusura della collana, che potrebbe già verificarsi, secondo indiscrezioni, a giugno 2015. Siamo partiti con un dato risalente al 2000 in cui Martin Mystère vendeva 65.000 copie. Una soglia più che buona considerato il fatto che all'epoca una serie Bonelli chiudeva se scendeva sotto le 35.000 copie! Poi il lento crollo determinato da vari fattori, tra cui il decadimento qualitativo delle storie, l'incedere della crisi economica, la perdita di interesse da parte di lettori che nel frattempo non erano colti come quelli del decennio precedente. Martin Mystère è una serie che tratta di misteri legati alla storia e alla archeologia e anche se talvolta i fatti vengono arricchiti con elementi fantasiosi o presi dalle teorie più strampalate, la collana è diretta principalmente verso una categoria di lettori maturi appassionati di misteri e dotati di un livello culturale elevato. I temi vengono trattati con un linguaggio semplice e lineare, permettendo anche ai lettori meno dotati intellettualmente di seguirne le vicende. Martin Mystère è sempre stato considerato un fumetto a metà strada tra il genere prettamente commerciale e quello impegnato. Non, quindi, la serie Bonelli più forte e tale da resistere nei momenti difficili. I problemi cominciano a delinearsi verso il 2002 con l'inizio di una crisi da cui il mercato nazionale non è ancora uscito e diventata sempre più feroce con chiusure ripetute di testate e di editori. A partire dal numero 279 del giugno 2005 la collana diventa bimestrale a prezzo quasi raddoppiato, passando dalle 2,50 euro tipiche di ogni albo Bonelli dell'epoca a 4,40 euro. Con il numero 291 del giugno 2007 il prezzo sale ancora a 4,70 restando stabile per cinque anni. Con il numero 321 del giugno 2012 si passa a 5,00 euro. L'ultimo aumento, in ordine di tempo, risale al giugno di quest'anno. Il prezzo dell'albo sale ancora di altri trenta centesimi per complessivi 5,30 euro con sommo dispiacere da parte dei lettori, che si aspettavano qualcosa di più da una collana che non comunicava le sensazioni di un tempo. Tanti i motivi di disappunto da parte dei lettori.
 

Prima di tutto il prezzo. Un albo Bonelli di 98 pagine ora ha un costo di copertina di 3,20 euro, ma i prezzi delle nuove serie sono leggermente superiori: 3,30 euro (come per Adam Wild). In un momento di forte crisi economica l'aumento dei prezzi delle serie è una manifestazione fisiologica delle testate periodiche. L'editore attua la mossa più semplice, ben sapendo che probabilmente non frenerà l'erosione dei lettori. E l'abbandono in massa di Martin Mystère è continuato senza posa e in misura massiccia dal 2005 con il passaggio alla bimestralità. Nel 2009 le vendite della serie erano scese ancora a circa 35.000 copie e fortuna ha voluto che nel frattempo il punto di pareggio delle serie Bonelli sia stato portato ad una soglia inferiore. Se fossero stati operativi i limiti di qualche anno prima la serie del detective dell'Impossibile avrebbe già chiuso i battenti. La situazione per la collana comincia a farsi veramente difficile e si parla sempre più insistentemente di chiusura. Nell'articolo del 9 novembre abbiamo riportato il caso del famoso scoop di un sito chiamato Pqedizioni di Ivano Garofalo, che annunciava la fine di Martin Mystère. Per fortuna non ci fu nessuna chiusura. Alfredo Castelli diffuse un comunicato dalla sua newsletter che la testata avrebbe continuato ad uscire. Nel 2012, grazie all'autorevole sito Fumettologica, apprendiamo un dato ancora più allarmante. Martin Mystère era sceso a 26.000 copie. Un calo costante, continuo, che non si mai fermato. Non passava mese che la collana non perdesse lettori. Sempre Fumettologica riporta un altro gravissimo dato: a febbraio 2014 Martin Mystère è sceso a 20.000 copie e forse ha raggiunto e superato il punto di pareggio, che attualmente per la Bonelli è di 25.000 copie. L'ultimo dato, ricavato sulla base delle proiezioni delle vendite nei mesi successivi, è di circa 18.000 copie a settembre 2014. Martin Mystère è in perdita come Saguaro (che chiuderà nel giro di pochi mesi) e come Brendon, che chiuderà a dicembre 2014 con un numero 100 in bianco e nero e senza fronzoli. Mister No, altra testata storica della Bonelli, aveva già chiuso nel 2006 con il numero 379 dopo 31 anni di pubblicazioni! E qui si è fermata la nostra analisi che abbiamo condotto due giorni fa. Nel frattempo, ci sono stati importanti sviluppi perché bisogna considerare anche le vendite all'estero. Martin Mystère è pubblicato in diversi Paesi, balcanici soprattutto e Turchia.
 
Con il ricavato dello sfruttamento dei diritti all'estero a volte è possibile chiudere in attivo il bilancio annuale di una serie. Non sempre il gioco riesce. Di solito, l'editore straniero compra i diritti e anticipa all'editore italiano il ricavato di un numero minimo di copie da stampare e distribuire oltre ad un tot per ogni copia in più che si riuscirà a vendere. Martin Mystère ha estimatori in molti Paesi, come dimostra la sua pagina Facebook in lingua turca. I lettori che ancora seguono la serie assistono, mese dopo mese, ad un costante calo qualitativo ed è solo per amore verso il personaggio che comprano la collana, almeno quelli che possono spendere in questo momento i 5,30 euro del prezzo di copertina. E di questi tempi non è poco. Anzi. Alfredo Castelli, creatore e sceneggiatore del personaggio, interviene personalmente in un commento alla fine del nostro articolo del 9 novembre. Non esclude del tutto la cancellazione della serie. Prima o poi accadrà, citando le sue parole. Castelli dichiara di condividere molti dei punti della nostra analisi e ricorda il caso dello scoop di Garofalo. Ora non sappiamo se la mancata chiusura di Martin Mystère all'epoca fu un fatto contingente o se davvero non correva pericolo nel 2010 con le sue circa 28.000 copie. Possiamo ipotizzare che allora era prossimo a raggiungere e superare (come poi è, in effetti, avvenuto) il punto di pareggio. E questo spiega le parole di Garofalo, il quale avrà sentito della poco felice notizia dello stato in cui la collana versava ipotizzando che di lì a qualche mese avrebbe chiuso i battenti (siamo ad ottobre 2011). Come sappiamo, la testata non ha chiuso, ma il calo costante di lettori era un allarme che oggi possiamo dire che è stato sottovalutato troppo a lungo. Nel commento Castelli conferma il calo della serie. Utilizza il plurale e parla di cali, sottintendendo che anche altre serie dell'editore milanese perdono lettori. Veri i cali di vendita su cui anche stavolta non prendo posizione (anzi: la prendo: i cali di vendita sono veri). Quando un autore di punta come Castelli fa queste affermazioni c'è poco da stare allegri. Poiché risulta inserito nella macchina che produce la serie a fumetti di cui parliamo, le sue dichiarazioni sono pesantissime. Non solo confermano i dati che abbiamo riportato e la tendenza negativa, ma soprattutto chiude la bocca ai poveretti che su Facebook vanno scrivendo che i dati che forniamo noi sono inventati.
 
Ammettere che una testata è in calo e in una situazione poco felice costituisce un atto di coraggio per un autore, primo responsabile dei contenuti della collana. Ovviamente, la colpa non è solo dello scrittore o del disegnatore e nemmeno dell'editore. Il problema è più generale e ciò che si può imputare ad autori e editore in questo caso è di non essersi mossi in tempo per evitare che la situazione arrivasse fino a questo punto. Ci domandiamo, infatti: perché già ai tempi del passaggio alla bimestralità non è stato attuato un rilancio in grande stile di Martin Mystère? Quanti lettori persi in questi anni sarebbe stato possibile tenere al guinzaglio? In sostanza, in dieci anni non è stato fatto nulla di concreto per salvare la collana. Dal 2005 fino ad oggi il prezzo di copertina è salito di ben 2,80 euro fino agli attuali 5,30 euro. Perfino la ristampa costa più di sei euro! Prezzi che allontanano il lettore medio, che in momenti di crisi deve attuare scelte dolorose. Un lume di speranza è arrivato da Castelli nella seconda parte del suo commento. Sono in atto operazioni di rilancio le quali costituiranno (spero) una piacevole sorpresa; anzi, due piacevoli sorprese. Ancora una volta, l'autore usa il plurale. Parla di operazioni e non di operazione di rilancio, come se la collana avesse bisogno di una massiccia attività di ripresa. L'affermazione giunge strana perché il rilancio che sta vivendo Dylan Dog, al dì là dei risultati poco lusinghieri, non è mai stato descritto come operazioni. Il risultato di questi rilanci dovrebbe condurre a due sorprese. Di cosa si tratta? Morirà qualche personaggio importante della serie? Ci sarà l'ingresso di un nuovo giocatore? L'uso del plurale farebbe pensare a due distinti elementi narrativi che dovrebbero essere inseriti nei prossimi mesi. Queste operazioni di rilancio, per stessa ammissione di Castelli, sono in atto, il che fa pensare che la macchina produttiva della casa editrice le stia già trasformando in realtà fumettistica e denota che tali attività sono in corsa da tempo. In media serve almeno un anno affinché un'idea venga riportata negli albi. Così sta avvenendo, ad esempio, per Dylan Dog. L'arrivo di un nuovo nemico e il pensionamento di Bloch sono stati concepiti più di un anno fa, ma solo ora vedono la luce!
 
Castelli chiude il suo commento sostenendo che Martin Mystère uscirà ancora dopo il 2015. Forse si tratta solo di una dichiarazione di facciata perché se le vendite continueranno a scendere sarà difficile tenere la serie nelle edicole. I cambiamenti dovrebbero vedersi nei prossimi mesi. E invece la doccia fredda arriva ieri in una discussione sul gruppo Facebook di BVZM. Lucio Filippucci, uno dei migliori disegnatori della casa editrice milanese e dal 2013 membro del team di Tex, scrive un commento nella discussione derivata dal link del nostro articolo sull'argomento che, in parte, contraddice le dichiarazioni di Castelli che abbiamo riportato sopra. Queste le sue parole: cari amici, la mia opinione sulla situazione di M.M. forse è falsata dall'amore che porto per la serie ma posso assicurare (anche dopo avere parlato con Alfredo) che il futuro della collana vedrà nuovi orizzonti. non mi sento di parlarne ora perchè è giusto che prima ci siano gli annunci ufficiali ma penso che le sorprese del prossimo futuro daranno ossigeno alle sue vendite e all'immagine di un personaggio che se curato bene ha ancora enormi possibilità. poi c'è la crisi di tutto il fumetto, ma questo è un altro discorso. Egli conferma l'esistenza di progetti di rilancio come aveva dichiarato Castelli e anche lui usa il plurale. Poi arriva la doccia fredda. Sempre Filippucci scrive: sono d'accordo sul fatto che il tempo stringa. è vero anche che certe idee per uscire dalla crisi di visibilità e vendite di MM che frullavano nella testa di Alfredo già da qualche tempo (più una novità veramente dell'ultima ora) stanno prendendo corpo a livello decisionale solo in questi giorni. Abbiate fede peccatori!! E poi che mystere sarebbe senza un po di mistero! Per il resto bene le serate di discussione ma il fumetto in generale e non solo MM per usire dall'angolo ha bisogno di prodotti di rottura, provocatorii e un po' bastardi che diano scandalo e facciano parlare di sè. che si rendano interpreti delle inquetudini della socetà di oggi e che tornino ad essere protagonisti, come negli anni '70, del mondo culturale. Imprenditori coraggiosi cercasi. Si parla di idee, che, già ronzanti nella testa di Castelli da tempo, stanno prendendo corpo a livello decisionale solo in questi giorni.
 
Siccome i tempi di produzione della Bonelli sono molto lunghi (in media un anno), queste idee saranno trasformate in pagine di fumetto tra moltissimi mesi! E noi che avevamo creduto che invece fossero già in produzione e vicine ad essere trasfuse nel fumetto. Filippucci parla di una crisi di vendite ma anche di visibilità. I due aspetti sono collegati, essendo evidente che il calo nel venduto porta un certo grado di indifferenza da parte dei lettori, che smettono di interessarsi al personaggio. La seconda parte del commento di Filippucci è un po' inquietante perché afferma che questi progetti di rilancio meriterebbero di essere di rottura, provocatorii e un po' bastardi che diano scandalo e facciano parlare di sé. In sostanza, quello che sta già avvenendo per il rilancio di Dylan Dog, per il quale in questi mesi molto si è parlato di scandali, polemiche, assenza di valori cristiani, nemici bisessuali, ecc. La strada intrapresa dalla Bonelli per uscire dal tunnel è forse quella della provocazione per spingere i lettori (soprattutto quelli che l'hanno mollata) a far parlare di se? Poi aggiunge che i personaggi dei fumetti devono tornare ad essere ciò che erano negli anni settanta del secolo scorso, cioè interpreti delle inquetudini della socetà di oggi e che tornino ad essere protagonisti, come negli anni '70, del mondo culturale. Ma la cultura oggi praticamente non esiste più. Dagli anni ottanta è cambiato tutto e nel fumetto le tracce di elementi culturali si sono fatte sempre più rarefatte. Noi pensiamo che alla Bonelli siano convinti che la testata reggerà ancora così com'è e che nonostante il calo di lettori resisterà. D'altra parte, Saguaro è sceso a 15.000 copie e sta esaurendo il materiale ancora inedito prima della sua chiusura. Martin Mystère è ancora sulle 18.000 copie circa e se si considera una erosione del 5% annuo, potrebbe andare avanti ancora per tutto il 2015. Ma poi? La scelta ideale sarebbe quella di attuare oggi e subito queste idee di cui parlava Castelli se si vuole salvare la baracca. Aspettare ancora significherebbe perdere definitivamente la fiducia dei lettori, che già oggi comprano di malavoglia un fumetto di cui farebbero volentieri a meno. In più, nei prossimi mesi la Bonelli lancerà nuove serie, che non mancheranno di succhiare lettori alle serie storiche, tra cui anche Martin Mystère, che in questo momento è, tra le serie classiche dell'editore milanese, la più debole e in cima alla lista dei tagli dei lettori. Infine, precisiamo che di progetti di rilancio del detective dell'Impossibile non si è fatta alcuna menzione a Lucca Comics 2014.

9 commenti:

  1. ((Castelli Parte 1)

    Contrariamente alle mie abitudini, entro per la seconda volta in una discussione, intervenendo – visto che sono stati ripetuti – anche su punti che nell’altra risposta ho tralasciato. Dopo di che, per me l’argomento sarà chiuso, poiché non mi interessa avere l’ultima parola.

    > Tra voci di chiusura

    Visto che più avanti ci sono molti riferimenti all’uso del singolare e del plurale, diciamo “Voce” di chiusura.

    > La rabbia dei lettori

    Bel titolo. Comincio a vedere sotto casa la folla con i forconi e le torce.

    > Siamo partiti con un dato risalente al 2000 in cui Martin Mystère vendeva 65.000 copie

    No. Purtroppo no, vendeva molto di meno, non ricordio quanto, ma sicuramente ben sotto le 50.000. Da dove arriva questo ottimistico dato?

    > L'abbandono in massa di Martin Mystère è continuato senza posa e in misura massiccia dal 2005 con il passaggio alla bimestralità

    Il passaggio alla bimestralità ha avuto effetti positivi, cioè un aumento delle vendite e degli introiti. Da quale fonte siano stati ricavati i dati del prima o del dopo?

    > Nel 2009 le vendite della serie erano scese ancora a circa 35.000 copie.

    No. Purtroppo erano meno. E comunque abbondantemente entro il pareggio. Di nuovo: da dove è stato ricavato il dato?

    > Fortuna ha voluto che nel frattempo il punto di pareggio delle serie Bonelli sia stato portato ad una soglia inferiore.

    Più che fortuna, direi scelte editoriali operate a causa del generale crollo delle vendite.

    > Lo scoop del 2011.

    “Scoop” significa una notizia data da un organo di informazione in anticipo sulla concorrenza. NON significa una notizia più o meno sensazionale (?) riportata magari in buona fede ma rivelatasi falsa. Se scrivo che “fonti ben informate di cui non possiamo rivelare il nome” mi hanno garantito che “Comic Archive” è finanziata dalla DC Comics la quale intende aprire una sede in Italia e sgominare la Bonelli, e poi la cosa non si rivela vera, non è uno scoop, è una bufala. Questo per dire le cose con il loro nome. Nessuna voce ufficiale ha mai sostenuto che MM avrebbe chiuso: e, difatti, dopo quattro anni, è ancora in edicola.

    > Sulla base delle proiezioni delle vendite nei mesi successivi, è di circa 18.000 copie a settembre

    Magari sarà così, magari andrà persino peggio. Fatto sta che noi non abbiamo ancora i dati delle vendite di settembre 2014. Voi si?

    > Con il ricavato dello sfruttamento dei diritti all'estero a volte è possibile chiudere in attivo il bilancio annuale di una serie.

    > “A volte”, e sarebbe bello che lo fissero anche per la Bonelli, ma purtroppo NON è ne è mai stato il caso della Bonelli, men che meno di MM. Almeno per ora, speriamo nel futuro.

    > Alfredo Castelli (…) non esclude del tutto la cancellazione della serie. “Prima o poi accadrà”, citando le sue parole.

    Toccate vostri amuleti preferiti perché non escludo, anzi, profetizzo con assoluta sicurezza che prima o poi io, chi ha scritto e chi legge questa pagina lascerà questa valle di lacrime.
    Potete star certi che prima o poi chiuderà anche Tex, e chiuderà Asterix e chiuderà il più famoso fumetto del momento, e il sole si spegnerà e l’universo si contrarrà fino a raggiungere il fomato di un albo Bonelli. Tutto dipende da quanto sarà lontano il “poi”, io spero il più in là nel tempo possibile. Ciò che violevo dire mi sembra evidente, ma adesso lo spiego di nuovo piano piano: a un certo momento Martin Mystère non ce la farà davvero più, come succede a tutte le serie a fumetti, e chiuderà. Però non vale dire: vedete? Io l’ho previsto nel 2011 e avevo ragione!
    (segue)

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  2. (Castelli parte 2)

    > Ora non sappiamo se la mancata chiusura di Martin Mystère all'epoca fu un fatto contingente o se davvero non correva pericolo nel 2010 con le sue circa 28.000 copie. Possiamo ipotizzare che allora era prossimo a raggiungere e superare (come poi è, in effetti, avvenuto) il punto di pareggio.

    Cosa significa “fatto contingente”? Che Martin Mystère non è stato chiuso per una situazione casuale o momentanea? Io non ricordo le vendite del 2010, ma se erano 28.000 copie non correva certo pericolo. Sinceramente non conosco l’esatto punto di pareggio di MM: mi potete informare tenendo ovviasmente conto di tutti i parametri (costi della collaborazione a seconda dell’ autore, rientri dalla suddivisione delle spese generali, eccetera)?

    > Castelli conferma il calo della serie. Utilizza il plurale e parla di cali, sottintendendo che anche altre serie dell'editore milanese perdono lettori. (…) le sue dichiarazioni sono pesantissime.

    …e straordinariamente ovvie e banali, visto che della crisi generale del fumetto si parla purtroppo da anni, e che i dati sui cali di vendita li avete avuti dalla casa editrice.

    > I poveretti che su Facebook vanno scrivendo che i dati che forniamo noi sono inventati.

    Quelli forniti dalla casa editrice (specifico: la casa editrice, non i singoli collaboratori) non sono inventati, anche se sono i certo modo limitati (occorrerebbe avere tutta una serie di tabelle comparative, compresi rapporti costi/prezzi); non li nego né li ho negati, così come non nego (sarei stupido a farlo) la situazione non eccezionale del BVZM, e così come leggo con attenzione le critiche, spesso rammaricandomi perché sono giuste.
    Mi irrita, però la presenza di dati orecchiati chissà dove, inconsistenti o follemente fantasiosi. Nello scorso articolo, per esempio, si parlava di “tre milioni di Euro per il lancio di una serie”. Ma vi rendete conto? E’ come se si fossero già pagati con compensi molto fuori mercato tra i cinque e i sei anni di produzione mensile. Ricordo che –ahinoi - il costo medio di un lungomettraggio italiano si è abbassato a 1.800.000 di Euro (dati dal rapporto “Io sono cultura”, Unioncamere 2014, pag. 107; ). Mi secca che su non-informazioni spacciate come verità bibliche come queste si basino deduzioni e illazioni che portano a ricostruzioni non realistiche e a volte apocalittiche.
    Credo dunque che, pur se “poveretti”, quelli di Facebook qualche ragione l’abbiano; peccato perché, come ripeto, basandosi sui dati reali e non cercando lo “scoop” (?) a ogni costo, gli articoli, critiche comprese, possono essere molto stimolanti.

    > Ammettere che (ecc.).

    Si tratta di opinioni espresse garbatamente, per cui non ho nulla da dire, il che non significa che sia d’accordo o in disaccordo. Le strategie editoriali (non solo della Bonelli) meriterebbero un lunghissimo discorso a parte che dovrebbe, ovviamente, tener conto della realtà. Chissà che un giorno non si possa fare.

    > Un lume di speranza è arrivato da Castelli nella seconda parte del suo commento. Sono in atto operazioni di rilancio le quali costituiranno (spero) una piacevole sorpresa; anzi, due piacevoli sorprese. Ancora una volta, l'autore usa il plurale.

    Una sorpresa: Singolare. Due sorprese: Plurale.

    (segue)

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  3. Castelli Parte 3

    > Il rilancio che sta vivendo Dylan Dog, al dì là dei risultati poco lusinghieri.

    Dati, per favore.

    > Di cosa si tratta?

    Sorprese!

    > Castelli chiude il suo commento sostenendo che Martin Mystère uscirà ancora dopo il 2015. Forse si tratta solo di una dichiarazione di facciata perché se le vendite continueranno a scendere sarà difficile tenere la serie nelle edicole. I cambiamenti dovrebbero vedersi nei prossimi mesi. E invece la doccia fredda arriva ieri in una discussione sul gruppo Facebook di BVZM.

    E va bene, chiuderà, prometto a tutti che prima o poi Martin Mystère chiuderà!

    > Infine, precisiamo che di progetti di rilancio del detective dell'Impossibile non si è fatta alcuna menzione a Lucca Comics 2014.

    Grazie al cielo non abbiamo l’obbligo di trasmettere in streaming le riunioni redazionali, e possiamo ancora decidere ciò che è opportuno dire e ciò che non è ancora opportuno dire (e qui do un magnifico spunto per una prossima discussione sui complotti orditi alle spalle dei lettori)
    (Mi rendo anche conto di non aver parlato neppure delle dichiarazioni di Lucio! Quali tenebrosi segreti sottintende questo silenzio?)

    Grazie dell’attenzione e, malgrado tutto, dell’affetto per il BVZM che si percepisce qua e là. Ora mi taccio (una volta si diceva “Ora taccio”. Ma, del resto, oggi i fiumi esondano e non straripano più).

    Alfredo Castelli

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  4. Ringraziamo ancora Alfredo Castelli per essere intervenuto nella discussione.

    Il riferimento alla rabbia dei lettori indica l'insoddisfazione che si respira per il calo qualitativo di Martin Mystère. Si tratta di pareri soggettivi, ovviamente. Forse i nostri articoli sono un lunghi e qualche passaggio sfugge. Il dato del 2000, secondo cui Martin Mystère vendeva 65.000 copie, è stato preso dal forum di Tex Willer (link: http://texwiller.forumfree.org/index.php?&showtopic=1450&st=15) solitamente sempre bene informato.

    Forse il nostro articolo non è stato letto con attenzione ma al suo interno vi è il riferimento ad un altro articolo in cui è stato fatto il quadro completo della situazione delle vendite della Bonelli e per ogni notizia è stato riportato il relativo link. Se ora il sig. Castelli afferma che, invece, questo dato era fin troppo ottimistico e che invece di 65.000 copie nel 2000 Martin Mystère vendeva addirittura meno di 50.000 copie, non possiamo che essere tristi al riguardo.

    Sempre facendo riferimento al nostro articolo generale sull'argomento (http://comixarchive.blogspot.it/2014/08/calo-delle-vendite-bonelli-il-punto.html), abbiamo dedotto che anche dopo il 2005, cioè in seguito al passaggio alla bimestralità, le vendite siano calate. Il sig. Castelli afferma il contrario, ma è lui stesso che nel primo commento prima dichiara che: "Il passaggio alla bimestralità ha avuto effetti positivi, cioè un aumento delle vendite e degli introiti" e poi dichiara, con riferimento al 2009 (cioè dopo il 2005!) che: "Nel 2009 le vendite della serie erano scese ancora a circa 35.000 copie. No. Purtroppo erano meno". La fonte che abbiamo consultato è il forum di Zagor (Aayak) ed ecco il link: http://www.spiritoconlascure.it/forum/viewtopic.php?t=7008&postdays=0&postorder=asc&start=0&sid=5856cc11eedb34866caae15095fb20fd Naturalmente, se il sig. Castelli afferma che, invece, di 35.000 copie le vendite di MM erano inferiori non ci resta che esserne poco felici.

    Poi abbiamo sostenuto che la collana era stata salvata dal provvidenziale abbassamento del punto di pareggio. Il sig. Castelli dice invece che si è trattato di scelte editoriali causate dall'abbassamento delle vendite! Diciamo che si tratta di una specificazione. Se si abbassa il punto di pareggio generale è normale che la scelta editoriale sia stata dettata dalla presa d'atto che le vendite generali sono calate. Altro fattore che non ci rende felici.

    Il dato delle 18.000 copie costituisce una deduzione basata sull'andamento che la collana ha avuto fino ad oggi. Il sig. Castelli afferma che non hanno ancora i dati di settembre. E' naturale, nemmeno noi e in questo momento proprio nessuno. Appunto, si tratta di una proiezione e nell'articolo è precisato bene. Però, ci sono anche noti autori i quali vanno scrivendo sulla rete che le vendite di un certo fumetto sono andate bene quando lo stesso fumetto è ancora nelle edicole! Non ci riferiamo a Martin Mystère né al sig. Castelli, ma ad altro autore. Quindi, delle due l'una: per avere i dati di vendita precisi devono trascorrere diversi mesi come tutti sanno oppure, ci domandiamo, è possibile saperli quando il fumetto è ancora in edicola?

    Abbiamo scritto che nel 2010 MM vendeva circa 28.000 copie. Il sig. Castelli dice: "non ricordo le vendite del 2010, ma se erano 28.000 copie non correva certo pericolo". Non lo abbiamo detto nemmeno noi, si trattava solo di una ipotesi. Ancora, riguardo ai cali di vendite a cui abbiamo fatto cenno con relative dichiarazioni, il sig. Castelli dice che "sono straordinariamente ovvie e banali". Non proprio. Qualche autore sostiene che invece c'è stato un aumento delle vendite del 30% (il link: http://itipidibao.wordpress.com/2014/11/07/bao-per-molti-ma-non-per-tutti/).

    Continua sotto...

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  5. E ancora, dichiara: "Mi irrita, però la presenza di dati orecchiati chissà dove, inconsistenti o follemente fantasiosi". Abbiamo fornito i link sopra. Ribadiamo, se i dati di MM erano ancora peggiori, ce ne dispiace sinceramente.

    Riguardo alla somma di 3 milioni di euro che sarebbero stati spesi per la promozione e il lancio di una serie a fumetti, ci riferiamo a Orfani. La fonte della notizia è questa: http://spettacoli.tiscali.it/articoli/news/2013/09/orfani-fumetto-bonelli-esclusiva.html C'è una intervista all'autore e il titolo dell'articolo è: "Orfani, per Bonelli una scommessa da 3 milioni di euro". Invece, il sig. Castelli sostiene: "Mi secca che su non-informazioni spacciate come verità bibliche come queste si basino deduzioni e illazioni che portano a ricostruzioni non realistiche e a volte apocalittiche". Si tratta, invece, di informazioni tratte da una intervista rilasciata dall'autore della suddetta collana. Nessuna deduzione e nessuna illazione, ma presa d'atto del contenuto della suddetta intervista.

    Riguardo al rilancio di Dylan Dog rispetto al quale abbiamo affermato che i risultati non sarebbero lusinghieri, il sig. Castelli chiede i dati. Ecco, ci siamo riferiti ad un articolo del sito Fumettologica pubblicato il giorno prima della recente conferenza Bonelli, dove si afferma che Dylan Dog vende 100.000 copie. Il rilancio della collana è iniziato con il numero 325 del settembre 2013 e quindi è un anno che il progetto va avanti e non è stata fermata l'erosione dei lettori visto che nel 2012 Dylan Dog vendeva 140.000 copie (la fonte è un articolo del noto sito Fumettologicamente. Ecco il link: http://fumettologicamente.wordpress.com/2012/04/02/quanto-vendono-i-fumetti-bonelli-oggi/

    In conclusione: nessun dato fantasioso. Ogni dato riportato è stato accompagnato dai relativi link e quando abbiamo fatto delle deduzioni, proiezioni o ipotesi nell'articolo lo abbiamo detto espressamente. Ci ha stupito, però, la sorpresa mostrata riguardo ai 3 milioni di euro investiti in Orfani! Citiamo le prime righe dell'intervista all'autore sopra linkata della rubrica degli spettacoli di Tiscali: "Due serie da dodici albi, un budget che sfiora i tre milioni di euro e l'ambizione di conquistare nuove fette di pubblico di lettori senza tradire i tradizionalisti bonelliani".

    Riguardo al fatto che alla recente Lucca Comics non sono state fatte dichiarazioni di rilanci su Martin Mystère non possiamo che prendere atto della decisione della Bonelli di non averle rese, ma ciò non ci impedisce di formulare deduzioni o ipotesi sui motivi per i quali ciò non è avvenuto.

    I nostri articoli possono essere lunghi, ma questo avviene perché ci piace essere precisi, indicare sempre la fonte da dove le notizie vengono assunte, precisando i relativi link e quando sulla base dei dati si fanno ipotesi, deduzioni o proiezioni, viene detto chiaramente. In conclusione, non desideriamo che Martin Mystère chiuda! Anzi, vogliamo che vada avanti per tanto tempo ancora e possibilmente per sempre.

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  6. Mi sto avvicinando solo da qualche anno a MM leggendo un po delle prime storie. Fin' ora secondo me la più bella è "Un vampiro a New york" che se fosse uscita su Dylan Dog sarebbe stato un cult!
    Da ragazzino pensavo che MM fosse un fumetto stile DD: tante stramberie, sesso e nudità! XD Presi la prima parte de "La regina di Saba", ma non mi affascinò tanto e non continuai la serie. Solo ora sto scoprendo che Martin seppur moderno è un personaggio classico con spalla e fidanzata al seguito. La differenza con le altre serie è che si parla e divaga su vari argomenti archeologici, cuturali e scientifici ancor più di quanto facesse Mister no che si soffermava sul paesaggio e sui luoghi. Le storie più o meno mi sono piaciute tutte a parte magari "Il mostro d' acciaio". Più che altro per l' ultima parte con Gundam e co.! XD Troppo esagerata! Così come la poco verosimile spiegazione del ritorno del simpatico Von Axel o come si chiama (non me lo ricordo mai XD), di più di come si era accomiatato ne "La fonte della giovinezza". Mi colpisce che all' epoca Gundam fosse così citato! °_O Vedi anche in film come "Ho fatto splash" e "Ragioner Arturo De Fanti..." visto che da noi la serie è stata una mezza meteora! °_O
    Fin' ora come fumetto non mi sta affatto deludendo! ^^

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    1. Siamo lieti che MM continui ad affascinarti, Francesco. Pare che nei prossimi mesi il personaggio sarà rilanciato dalla Bonelli, anche se al momento non ci sono stati annunci ufficiali. Per ora, Martin Mysterè costituisce la collana meno venduta della Bonelli con circa 19.000 copie.

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  7. accidenti i dati sono veri al quanto pare! Complimenti per il sito bene fatto e per le risposte precise. Posso fare anche io una domanda: come si stabilisce il punto di pareggio? E in particolare vorrei sapere quello di Martin Mystere. Ora che siamo a quota 19.000...

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    1. Caro Aldo, il dato delle 19.000 copie è riferito al periodo di novembre-dicembre 2013. Quindi, è vecchio di un anno. Presumendo che il calo del 6-7% sia stato mantenuto, riteniamo che al momento le vendite della collana siano ancora più basse, diciamo tra le 17-18.000 copie o forse anche meno. Il punto di pareggio è diverso da collana a collana. Di solito, le collane che presentano costi di produzione più elevati hanno punti più alti, quelle minori punti più bassi. Attualmente, MM è la serie meno venduta della Bonelli. Possiamo solo ipotizzare che negli ultimi dieci anni il suo punto di pareggio sia stato abbassato per evitarne la chiusura. Qualche settimana fa Alfredo Castelli, intervenendo anche nei commenti del nostro sito, aveva parlato di progetti di rilancio, ma non si è avuta alcuna conferma né sono seguiti dichiarazioni ufficiali della casa editrice. A conferma della nostra ipotesi che, probabilmente, non esistono progetti di rilancio e se esistono si potrebbero vedere solo nel 2016 o 2017, ma non sappiamo se la collana, atteso il ritmo di calo annuo, riuscirà a resistere fino a quel momento.

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