mercoledì 6 maggio 2015

NAPOLI COMICON 2015: I TROMBATI DEI PREMI MICHELUZZI! MOLTE SORPRESE! ZEROCALCARE FINISCE A ZERO!!!

Nell'articolo del 3 maggio ci siamo occupati dei vincitori dei premi Micheluzzi al Napoli Comicon 2015, oggi parliamo invece dei trombati famosi, cioè di coloro che erano candidati a vincerne almeno uno e se ne sono tornati a casa con le mani vuote con tutto il loro carico di inutili like sui profili Facebook. Molti sono dichiaratamente appartenenti all'area politica della sinistra, il che, per noi, rappresenta già un disvalore, esprimendo il socialismo un modello in antitesi con le libertà e i diritti fondamentali degli individui. Gli editori proprio non lo vogliono capire, eppure i fallimenti arrivano puntuali, le testate chiudono e alla fine per loro la colpa è sempre dei lettori che non hanno capito! La crisi sta facendo emergere tutte le debolezze del mercato e le scelte sbagliate delle case editrici, che vanno dietro le stelline rosse del web, mentre la realtà porta in tutt'altre direzioni. Sovente se ne accorgono troppo tardi, quando gli investimenti sono bruciati e non possono tornare più indietro. Iniziamo con il premio Miglior Fumetto! In lizza c'erano Dimentica il mio nome di Zerocalcare edito da Bao, Topolino 3070-3071 di Bruno Enna, Le ragazzine stanno perdendo il controllo di un certo Ratigher, Fun di Bacilieri per Coconino e Gli Amari Consigli di Pellizzon edito ancora da Bao. Ha vinto Ratigher, il cui volume è stato autoprodotto e Saldapress (screenshot) ha acquistato tutte le 1100 copie. Per rivenderle? Mah! Il problema non è questo, ma il ricco parterre di trombati. Zerocalcare doveva sbaragliare tutti con il suo Dimentica il mio nome, ma la stessa rossa si sta spegnendo. L'autore che non ha mai nascosto la sua vicinanza ai centri sociali non ha vinto alcun premio e siccome siamo di destra e non condividiamo gli ideali del socialismo, meno che mai quello che avviene nei centri sociali, l'esito non ci appare negativo. Meno opere con messaggi socialisti in giro rappresenta un fatto tutt'altro che negativo secondo il nostro punto di vista. Zerocalcare è finito a zero, nel senso che non ha vinto nulla. Un brutto colpo per Bao presente con due titoli.
 

Il premio come miglior serie dal tratto realistico è finito a Tex. Nessuna sorpresa. La collana della Bonelli, oltre che essere la più venduta, è anche quella che fa del realismo il suo marchio di fabbrica. Gli orrori grafici, secondo il nostro punto di vista, nel vero senso del termine fatti passare per sperimentalismo con cui stanno finendo Dylan Dog da queste parti non vengono nemmeno avvistate da lontano. Se il numero di Tex di questo mese fosse stato disegnato, ad esempio, come fatto da Piero Dall'Agnol con il numero 342 di Dylan Dog ci sarebbe stata una rivolta popolare. L'elenco dei trombati è ricco di nomi illustri. Si va da Dragonero, di cui non si parla più da nessuna parte in rete e questo è un fatto sorprendente perché il numero in edicola di questo mese disegnato da Walter Trono era una gioia per gli occhi a Long Wei della E. Aurea. E qui è opportuno precisare che questa serie è stata presentata come rivoluzionaria quando fece la sua apparizione nel 2013. All'Aurea ci credettero davvero, ma come si può pensare che abbia successo una serie in cui il protagonista è un cinese che vive a Milano e combatte contro i criminali? Ci hanno creduto ed è stato un flop. In un articolo di Fumetto d'Autore del 12 agosto 2013 si precisa che il primo numero ha venduto la miseria di 4000 copie su una tiratura di 35.000 copie. I motivi per i quali questa testata è stata candidata al Micheluzzi restano inspiegabili. Come si possono definire realistiche le tavole di questa testata? E se il numero 1 ha venduto questa miseria, quanto avranno venduto i successivi? Riteniamo che dalle parti di Roma abbiano capito che le stelline rosse del web con tanti like non sono garanzia di vendite forti. Un altro trombato doc è stato Highway to Hell di Victor Gischler e Francesco Mattina per Panini Comics. Non che i disegni di questa serie siano malaccio, ma francamente non riteniamo che presentassero gli estremi per essere tra i candidati. Trombato è stata anche Orfani e anche qui qualche parola di chiarimenti. La Bonelli ci ha creduto sinceramente. Davvero.
 
Dalle dichiarazioni degli autori si evince che sono stati stanziati per la sua produzione circa 3 milioni di euro. L'unica serie dell'editore milanese a colori, la serie che avrebbe dovuto rivoluzionare il mercato, quella che avrebbe aperto una strada da seguire, quella che avrebbe fatto capire agli americani che in Italia, patria del bianco e nero, si possono produrre cose egregie a colori e tanto altro ancora. In interviste pubbliche gli autori sognavano vendite medie di 50.000 copie con velleità di riempire lo stadio San Paolo di Napoli a prezzo di gesti estremi e invece alla fine la realtà ha evidenziato uno sviluppo molto più modesto. Il numero 1, secondo Fumetto d'Autore, ha venduto circa 48.000 copie. Ed è noto che dopo il primo numero le vendite calano significativamente. Gli autori cercarono disperatamente di smentire, ma dopo qualche settimana furono loro, sempre in pubbliche interviste, a riconoscere che il dato fornito da Fumetto d'Autore era vero. Nei mesi successivi ancora risultati negativi per questa collana. Un articolo di Fumettologica del 16 giugno 2014 riporta il dato di 29.000 copie e secondo alcuni la prima stagione avrebbe chiuso a circa 24.000 copie. Oggi è ancora in pubblicazione, ma non è difficile ipotizzare che le vendite siano ancora calate. Un flop gigantesco e allora per quale motivo questa serie è stata candidata al Micheluzzi quale miglior serie dal tratto realistico? Il premio di miglior disegnatore è finito a Paolo Bacilieri per Fun edito da Coconino, che era candidato anche quale miglior fumetto. E i trombati? Anche qui i nomi sono illustri. Luigi Cavenago per Orfani, che perde insieme a Fabio Celoni per il citato Topolino 3070 edito da Panini. Nella sezione miglior sceneggiatore il premio è finito a Bruno Enna e qui verrebbe da chiedersi quale sia il senso di premiare i testi di una serie cha ha chiuso il mese prima. Chi sono i trombati? Il nome più noto è quello di Zerocalcare, che dopo il flop della miglior serie, perde anche qui. Testi di opere socialiste non meriterebbero, secondo noi, alcun riconoscimento.

Il premio di miglior fumetto estero è finito a un fumetto francese di Chloé Cruchaudet, Poco Raccomandabile, edito dalla Coconino. Trombati illustri sono Bao Publishing con due volumi e Rw, nonostante i tanti problemi distributivi e le centinaia di commenti negativi dei lettori sulla sua pagina per una trasposizione sul mercato italiano dei fumetti DC Comics che non ha mai convinto. Trombati famosi sono presenti anche nella sezione della miglior serie straniera. La Panini Comics vince facile con Occhio di Falco, ma per gli altri sono dolori. Rw Edizioni ci sperava con un volume di Sandman, ma niente da fare. E ci sperava anche la Star Comics con un manga di Adachi. L'elenco comprende un piccolissimo microeditore, Italycomics e la più nota Rizzoli Lizard, divisione fumettistica della Rizzoli in procinto di essere acquistata dalla Mondadori di Silvio Berlusconi. E già immaginiamo il dramma umano dei collaboratori e autori Lizard, quasi tutti appartenenti all'area politica della sinistra. E terminiamo la carrellata con il premio quale miglior ristampa di un classico (ma che premio è poi?) e qui la Bao Publishing, dopo avere incassato colpi da k.o. di continuo, si rialza prendendosi il riconoscimento grazie a un classico del fumetto giapponese, Tormenta Nera, di Tatsumi. Trombati d'eccellenza sono la Panini Comics, che sperava di vincere con la ristampa di Miracleman di Alan Moore, i coraggiosi cosmonauti con quella di Flash Gordon, la BD con un'opera di Gaiman e Rw Edizioni con Spirou e Fantasio di Franquin. C'è da chiedersi se le premiazioni rispecchino il reale valore delle opere. Il mercato italiano è strano. La concorrenza praticamente non esiste. La Panini agisce da monopolista di fatto, controllando indirettamente sia la Bonelli che la Astorina (gestisce i loro diritti nei mercati esteri) e quindi perché farsi la guerra in casa? Alla Cosmo c'è Meo, antico collaboratore di Lupoi. Il vero sconfitto è Zerocalcare. Alla Bao non saranno stati contenti. Stavolta hanno puntato sul cavallo perdente, come la Bonelli. Kristoffer Barmen.

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