sabato 9 aprile 2016

COMICON 2016: PREMI MICHELUZZI TRA SOGNATORI COMUNISTI E RANTOLI DI UN MERCATO GIUNTO ALLA FINE!!!

E i premi Micheluzzi? Lo scorso anno, in occasione del Comicon 2015, dedicammo due articoli all'argomento. Il primo ai vincitori, il secondo ai trombati ed è inutile sottolineare che il divertimento maggiore fu nella realizzazione del secondo. Non per animosità verso gli sfortunati protagonisti delle trombature, ma per la sottolineatura della grande distanza tra la realtà e la fantasia nella mente umana. Ce ne siamo occupati qui. Tra i gran trombati c'erano Zerocalcare che fini a Zero Premi, Long Wei dell'Editoriale Aurea (che dalle 35.000 copie di tiratura finì a vendere in media 4.000 copie a numero) e la delusione più grande per i militanti del Regno della Fantasia: parliamo di Orfani, passato alla storia come il flop più grande del fumetto italiano. Cifre imponenti (circa 3 milioni di euro preventivati per le prime due stagioni, progetti televisivi concretizzatisi in un cartone che scatenò le ire del Moige, che tutela i diritti dei bambini che guardano la TV) per ottenere una vendita media attuale di 20.000 copie secondo quanto riferito da A. Bottero in un recente post sul suo profilo Facebook. Quelle 20.000 copie che, secondo alcune dichiarazioni di autori della stessa Bonelli, costituiscono la soglia di pericolo di una collana. E quest'anno com'è andata? Scopriamolo subito. Tra i giurati c'era il fido Mauro Marcheselli, che fino a novembre 2015 è stato il direttore editoriale della Bonelli! Oggi al suo posto c'è Michele Masiero, l'ex-numero 3 della casa milanese e antico collaboratore di Marco Lupoi alla Star. E come c'era da aspettarsi la Bonelli, insieme alle sue consociate Panini e Bao, si porta a casa quasi tutto. Quasi, perché per il fumetto antisistema restano solo le briciole. Il premio quale miglior fumetto va a Quaderni Giapponesi di Igort, editore Coconino Press. Ma chi è Igort? Una veloce ricerca in rete rivela quello che pensavamo. Igor Tuveri, questo il suo vero nome, è il fondatore di Coconino Press e non ha mai nascosto le sue simpatie per la sinistra. Nel 2011 aveva pubblicato con la sua Coconino un'opera chiamata Quaderni Russi, in cui si poneva lungo la scia di coloro che credono che ad avere ordinato l'omicidio di una giornalista russa siano le autorità di Mosca! E poi dicono che la politica non c'entra nulla con il fumetto! Ci consola il fatto che in Europa, in questo periodo, vola la Destra e comprendiamo allora questi sforzi della sinistra volti a far primeggiare certe idee come espressioni di cultura condivisa, quando in realtà con la libertà il socialismo che loro tanto predicano non c'entra nulla. Questi premi sono come le Olimpiadi! Per un breve momento vengono esaltati nomi di perfetti sconosciuti al grande mondo del fumetto. Al secondo posto c'è un volume chiamato Biliardino, di Alessio Spataro. Anche in questo caso si rende necessaria una ricerca in rete. Non abbiamo mai sentito parlare di questo autore. E come c'era da aspettarsi anche lui si è segnalato con opere che non hanno mai nascosto simpatie per il socialismo. In Wikipedia figurano addirittura collaborazioni con il Manifesto, vecchio organo del Partito Comunista Italiano e con la rivista il Male di Vauro, vignettista satirico che si è sempre dichiarato di sinistra. Vauro è noto al pubblico per essere, insieme a Santoro e Marco Travaglio, il team di persone che in TV sono note per essere acerrimi nemici, tra il serio e il faceto, di Silvio Berlusconi. Nel 2015 Spataro ha realizzato un volume satirico sul M5S dal titolo Heil Beppe! A sinistra sono fatti così. Se non ti schieri insieme a loro, sei un nemico del popolo. Il popolo a cui la sinistra vuole togliere la libertà e schiacciarlo in una dittatura comunista nella quale i diritti dell'Uomo non esistono. La differenza tra socialismo e comunismo è solo nei mezzi, non nel fine. I socialista cerca di realizzare i suoi fini, la dittatura del proletariato, con i mezzi della democrazia. Il comunista cerca di realizzare gli stessi fini con la violenza e la lotta armata. E passiamo al premio quale migliore serie dal tratto realistico, che come si pensava è finito a Dragonero, che fa della perfezione anatomica il suo punto forte. La collana non se la passa bene. Due anni fa vendeva 28.000 copie. Secondo i dati forniti da Bottero qualche settimana fa oggi vende 23.000 copie. Quello che ci stupisce è che la serie dal tratto realistico per eccellenza, cioè Tex Willer, sia finita ultima al quinto posto! Più incredibile è il secondo posto di Coney Island, la mini di Manfredi proposta nella collana Romanzo a Fumetti che è andata malissimo con vendite medie di 12.000 copie. Questo fatto suggerisce che tutto questo sia stato realizzato per porre fine attenzione su fumetti che sono in difficoltà. Tex, anche se perde 10.000 lettori all'anno, non ha bisogno di essere sostenuto in questo momento. Gli altri titoli nella sezione Miglior fumetto dal tratto realistico erano Lilith di Enoch, cioè lo stesso autore di Dragonero (!) e un fumetto della Panini Comics realizzato, tra gli altri, da Barbara Baraldi, autrice di una contestata e recente storia di Dylan Dog con protagoniste due lesbiche. Oltre alla Baraldi, anche Paola Barbato, che da quando è iniziato il rilancio di Dylan Dog è passata da un contrastato rapporto con l'attuale curatore di Dylan Dog a una delle scrittrici più utilizzate dalla casa editrice. Quando c'era Gualdoni a dirigere il mondo dylaniato era stata messa all'angolo. L'ex-curatore respingeva molto le sue storie. Tutti autori che lavorano con editori che hanno rapporti molto stretti lontani dalle logiche della concorrenza. La sezione dei fumetti dal tratto non realistico fa ridere, ma induce in alcune considerazioni.


Che significa Fumetto dal tratto non realistico? A Noi ci suggerisce l'idea di chi i fumetti non li sa disegnare. Un tratto realistico implica fatica, tempo. Il tratto non realistico può essere realizzato in poco tempo. Non implica grossi sforzi. L'artista non deve sforzarsi più di tanto. Un prodotto molto commerciale e dal valore minimo. Il premio Micheluzzi è andato a Rat-Man della Panini Comics! E di cosa ci stupiamo? Gli altri titoli in gara erano tutti della Panini, tranne uno di Linus. Vince Rat-Man! Che noia, verrebbe da dire. Lupoi spinge il suo amico Ortolani dal 1989! Ora però il gioco è arrivato alla fine. Rat-Man chiuderà nel 2017. Il sipario cala. Le vendite sono crollate e non è più possibile sostenere un fumetto che è stato proposto in così tante salse che forse lo stesso autore si è stufato di lavorarci. Tutti gli autori sono socialisti, come Tuono Pettinato, che non ha mai nascosto simpatie per i movimenti politici di sinistra. Andrea Paggiaro, questo il suo vero nome, ha collaborato con autori quali Ratigher, LRNZ e Maicol e Mirco, noti per essere amici e collaboratori dell'attuale curatore di Dylan Dog. Spesso e volentieri sono citati sul suo profilo social e in molti interventi. Paggiaro collabora con Linus e XL di Repubblica, tutte testate di sinistra. Passiamo al premio quale miglior disegnatore! E qui ci saremmo aspettati che fosse premiato qualcuno che con la matita ci sa fare. Il premio va invece a uno di Topolino! Secondo noi avrebbe dovuto vincere il secondo classificato, Andrea Bruno, con Cinema Zenith dell'editore Canicola. Al terzo posto due artisti Coconino, il fondatore Tuveri e Manuele Fior. Ultimo è poi arrivato Corrado Mastantuono per le matite di Tex Willer nn. 651-653! Come è possibile che un artista di Tex sia arrivato ultimo davanti ad artisti non noti a chi frequenta le edicole, cioè il principale centro di diffusione del fumetto o a uno di Topolino, con il solito stile stereotipato per cui la Disney è nota. Ci siamo fatti l'idea che il vecchio regime, cioè Tex, debba essere estromesso. Mentre il nuovo, rappresentato da molti autori e artisti di sinistra vicini al mondo dylaniato, debbano essere sostenuti. Questo è il messaggio che abbiamo recepito da premiazioni molto discutibili. Passiamo alla sezione del premio quale miglior autore. Come per le precedenti sezioni, gli editori a contendersi il trofeo sono i soliti: Bonelli, Bao, Coconino e Becco Giallo. Se dietro lo stand avessero messo una immagine di grande formato di Stalin avrebbero fatto prima e consentito di capire quale era il messaggio politico preciso. Migliore autore è Alessandro Bilotta per una storia apparsa su un volume speciale di Dylan Dog. Naturale, nell'anno del flop dylaniato per eccellenza, qualcosa Dylan si doveva portare a casa. Ci stupisce che a vincere non siano state storie dell'attuale curatore, come le contestate avventure dei numeri 341 e 342. Al secondo posto è arrivata Teresa Radice. Mai sentita nominare. Una ricerca in rete rivela forti collegamenti con Disney. Non proprio la lettura che rientra nei nostri gusti. Leggere fumetti pieni di precise simbologie sataniche, occulte e massoniche non è il massimo. Se prima avevamo solo dei sospetti che questi premi in realtà fossero sintomatici della necessità di sostenere certi autori, certi artisti e certi editori, la certezza è arrivata con il premio quale miglior fumetto estero! Avrebbero potuto vincere fumetti Marvel, DC, francesi o giapponesi. Vince un fumetto edito da Bao scritto da Dylan Horrocks! Mah! A seguire opere edito da Lizard, Tunuè, J-Pop! Qui non era possibile premiare serie o autori Bonelli, un po' come anche nella sezione quale migliore serie straniera. Bao continua a vincere, ma come puoi non vincere se in giuria ci sono componenti vicini alle case editrici a loro volta amiche e consociate della Bao? Vince Sex Criminals, un fumetto edito negli Usa dalla Image. L'idea bizzarra da cui parte la collana è quella di due amanti che quando hanno rapporti sessuali fermano il tempo. Il fine, nemmeno tanto celato, è quello di attirare i giovani con immagini che richiamano scene erotiche. Ma negli Usa questa serie è andata malissimo. In Italia viene premiata. In lizza c'era la serie di Batgirl e qui una domanda sorge spontanea: con tanta roba di qualità prodotta dalla DC Comics i giurati vanno a pescare questa? Se l'obiettivo era di non mettere in difficoltà la vittoria di Bao, lo hanno centrato. Ultimo è arrivato il fumetto della Wilson, quella Ms. Marvel che tanto clamore ha suscitato. La sua autrice, infatti, si è convertita all'Islam e ha criticato il ceo della Marvel per avere questi donato un milione di dollari alla campagna elettorale di Donald Trump! Nella sezione migliore storia breve ad essere premiato è stato Zerocalcare con una storia che contesta la guerra civile in Siria in palese contrasto con il regime del presidente Assad appoggiato dalla Russia di Putin. Visto l'andazzo rosso, ci saremmo aspettati che tale storia fosse premiata quale miglior fumetto in assoluto! Nel complesso, dei premi organizzati per premiare fumetti di sinistra, anti-clericali con forti richiami a elementi che sono collegati ad una nuova ideologia di fumetto che i comunisti vorrebbero imporre nel mercato. Finora non è andata bene. Questi fumetti non saranno mai campioni di vendite. Poi gli editori si lamentano che non vendono. Un editore dovrebbe proporre qualcosa che il pubblico vuole, ma il pubblico non è e non sarà mai di sinistra. Il crollo delle vendite delle serie Bonelli lo dimostra. La gente è stufa di fumetti così. Loro fingono di non averlo capito. Sven Blomqvist.

2 commenti:

  1. Credo facciate riferimento al Porto Proibito di Teresa Radice e Massimo Turconi: potreste spiegarmi quali sono le "simbologie sataniche, occulte e massoniche" presenti nella storia? O vi riferite alla Disney? E anche in questo caso, dove sarebbero?

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  2. Ci riferivamo alla Disney in generale. Ci siamo occupati dell'argomento in alcuni articoli. Fai una ricerca. Se metti in Google il nome del nostro sito accanto alla tematica che cerchi avrai subito i risultati! Il nostro sito fumettistico è quello più visto e diffuso in rete.

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