giovedì 29 settembre 2016

DYLAN DOG: CROLLO DELLE VENDITE A 90.000 COPIE! CONTINUA IL GRANDE DECLINO NONOSTANTE IL RILANCIO!

Pochi giorni fa un gruppo di persone vestite da zombie hanno imperversato per le vie di Milano suscitando sconcerto e preoccupazione nei passanti, tra coloro che pensavano che fossero portatori di una qualche malattia misteriosa e chi pensava che Carnevale fosse venuto in anticipo. Quando qualcuno ha spiegato che si trattava dei fan di una rivista per ragazzi, Dylan Dog, il primo pensiero è stato quello di starsene alla larga. Un tizio sano di mente si maschererebbe come un cadavere che cammina, spaventando i bambini? Certo che no. Parliamo di fan di un fumetto horror che hanno difficoltà a stabilire una linea di distinzione tra la finzione e la realtà, denotando, tra le altre cose, i segni evidenti di una patologia mentale. E' molto strano che la Bonelli Editore abbia avallato quella triste mascherata. Se l'obiettivo era calamitare l'attenzione dei passanti, forse era meglio mettere in mostra belle cosplay vestite in modo sexy e la gente non sarebbe scappata. A noi, ma pensiamo a molti altri, quella stramba messinscena ha suggerito l'immagine di un personaggio, Dylan Dog, di natura negativa. Anche gli autori si sono dati molto da fare. Roberto Recchioni, dando prova di un attivismo mai visto prima, ha (pensiamo con il permesso della casa editrice) distribuito in anticipo il numero 361 di Dylan Dog, Mater Dolorosa, ad una ventina di amici addetti ai lavori ed autori, nessuno dei quali, tranne uno, era della Bonelli. Il risultato è stato che Mater Dolorosa si è rivelato l'albo più spoilerato degli ultimi anni dopo che gli stessi endorsers ne hanno parlato in rete! Quando i fan lo hanno comprato sapevano in pratica già tutto quello che conteneva. Recchioni ha fatto la sua parte rilasciando intervista a destra e a sinistra. Poi alla cruciale domanda del bilancio della sua gestione della collana dell'Indagatore dell'Incubo, Recchioni ha risposto che va tutto bene, che sono tutti contenti e soddisfatti e che lo stesso Sclavi è felice! Non ha però parlato delle vendite e se queste sono tornate a salire nella sua gestione perché nel 2013 era stato chiamato per questo: rialzare la colllana! Dall'insieme dei dati ufficiali e ufficiosi in nostro possesso, sappiamo che le vendite hanno continuato a calare e dalle 120.000 copie del 2013 oggi Dylan Dog è crollato a 90.000 copie! Dunque, il rilancio è andato male. La collana mensile inedita perde una media di circa 10.000 lettori all'anno. A rivelare gli ultimi dati di vendita è stato Alessandro Bottero in un post sul suo profilo Facebook. A questo punto è chiaro che in casa Bonelli devono decidere.
 

Continuare con l'attuale gestione di Roberto Recchioni o imprimere una svolta alla collana affidandola ad un altro autore che riesca a far tornare i tanti lettori storici che, soprattutto negli ultimi tre anni, in polemica continua con il curatore, non hanno più comprato la testata? Ci siamo occupati spesso dell'argomento delle vendite di Dylan Dog, che sugli altri siti è vietato attesi i profondi collegamenti tra i loro gestori e il mondo editoriale. In questo articolo risalente al 2015 abbiamo messo in evidenza come le vendite erano scese a 100.000 copie (link). Nel 2013 Dylan Dog vendeva 120.000 copie. Poi nel 2014 le vendite sono scese a 114.000 copie. Nel 2015 sono scese ancora a 100.000 copie e oggi, a fine 2016, sono crollate a 90.000 copie. Una parabola inarrestabile, come sostiene Bottero nel suo post. Si può ipotizzare, ma senza l'eccessiva sicurezza, che il numero del trentennale e il successivo che segna il ritorno di Sclavi dopo molti anni il calo diminuisca, ma poi a partire dal numero 363 tutto tornerà nella norma e la serie si avvierà verso quota 80.000 copie, che a questo ritmo raggiungerà entro i prossimi mesi. Un declino inevitabile quello di Dylan Dog, serie di sinistra in un momento in cui la Destra vola in tutto il mondo e i giovani non si fanno più abbagliare dalle diaboliche seduzioni del socialismo. La nostra ipotesi è che la Bonelli abbia affidato le storie ad autori che non riescono a comunicare con i giovani d'oggi, intercettandone interessi ed inquietudini. La storia del ritorno di Sclavi, che si vedrà nel numero 362, parla di un Dylan preda dell'alcolismo con i rimandi ai problemi personali avuti da Sclavi negli anni. Non è questo il messaggio che deve passare. Il lettore d'oggi guarda al futuro con un atteggiamento positivo e non ha interesse in storie in cui si parla di problemi dai quali è meglio stare alla larga. Perfino la Marvel non tratta più dei problemi di alcolismo di Iron Man. Il ritorno di Sclavi è un errore. Si punta ai fan storici, che hanno smesso di comprare Dylan Dog, ma i nuovi? Alla Bonelli sembrano prigionieri di una gabbia sclaviana di cui non riescono a liberarsi. Se Dylan Dog doveva essere rilanciato, bisognava farlo con idee moderne e autori freschi, liberandosi del citazionismo ossessivo e delle meta-letture, che paiono più che altro asservite agli sfoghi personali degli autori contro i lettori che non li hanno accettati. E' possibile salvare Dylan Dog? Si, ma serve una svolta. Grandi autori e una strategia di comunicazione social diversa dall'attacco continuo ai fan critici. Al Plano.

22 commenti:

  1. articolo scitto con i piedi da pseudogiornalisti ...dylan dog personaggio negativo??? sei un bimbominghia cresciuto con i pokemon vero???

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  2. Sei fuori strada, amico. Nessuno qui è giornalista e questa non è una testata di giornale. Tutti qui sono cresciuti studiando i massimi esponenti della letteratura mondiale. I Pokemon non rientrano nei nostri campi di interesse (o pensavi che ciò che interessa a te può interessare anche gli altri?). Riguardo Dylan Dog, siamo convinti che esprima profonde negatività. Le storie cozzano contro quelli che noi riteniamo valori fondamentali di una società. Lo hanno dimostrato i matti che l'altro giorno, per le vie di Milano, hanno passeggiato vestiti da zombie insieme ad altri matti che gli andavano dietro.

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  3. Ho smesso di leggere Dylan Dog dopo quell'aberrazione pseudo-narrativa del numero 100 (acme del declino qualitativo che era già iniziato da più di una dozzina di numeri)e mi è capitato di ricomprarlo per un puro atto di nostalgica curisoità in occasione del tanto strombazzato rilancio della serie avvenuto con quel ridicolo e sconclusionato pastiche parodistico di "Dead space", "Event horizon" e "Aliens" che si è rivelato essere "Spazio profondo".
    Il meglio che mi sento di dire riguardo a "Mater Dolorosa" è che sembra essere a tutti gli effetti un caleidoscopico portfolio del virtuoso Cavenago (al quale affiderei anche le copertine) mentre la storia e la profondità emotiva sono del tutto latitanti, sintomo evidente di una pretenziosa e narcistica smania autocelebrativa propria di questo Recchioni, del quale tempo fa ho recuperato l'altrettanto vacuo e retoricamente metatestuale "Mater morbi". Zavorrato dalla solennità e le fanfare della ricorrenza del trentennale, l'albo si presenta come il gemello postumo e imbellettato del numero 100 che non può fare a meno di sprofondare in un "maelstrom" di pacchianissimi citazionismi onanistici privi di una qualsivolgia necessità drammaturgica. Che poi la serie continui a subire un salasso di lettori non è certo per una supposta virata "sinistrorsa" e "nichilista" mentre tutto il "mondo" va verso "destra" (a mio parere non sta andando più in nessuna direzione) o per assenza di messaggi e figure positive (che oltreutto stonerebbero con l'essenza stessa del fumettoche almeno all'inizio non intendeva avere nessuna finalità moralistica o ideologica).
    Azzeccatissima la copertina bianca del prossimo numero firmato da Sclavi, simbolica degli ultimi 20 anni di vuoto pneumatico in cui ha continuato a vegetare il triste inquilino di Craven Road.

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  4. Non abbiamo altro da aggiungere, REMINISCENCE. Hai detto praticamente tutto quello che avremmo detto noi ed hai usato termini ed espressioni di alto rilievo. Tra pochi giorni pubblicheremo la nostra mega-recensione di Dylan Dog n. 361. E ovviamente, non vediamo l'ora di pubblicare la mega-recensione del numero 362... Edmund, recensore designato, sta già scalpitando.

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  5. Buongiorno a tutti. Daccordissimo con l'andazzo di Dylan dog.peGio di così. Ma bottero come fa a dire che Bonelli e Airoldi sanno cose che non so.non può essere così? Ma lui lavora per loro? Recchioni non è simpatico per niente e penso che pagherà giustamente il suo mediocre lavoro alla Bonelli. Ma non per questo credo che prenderanno mai Bottero come supervisore. Orma tutte le testate Bonelli perdono lettori. Lo stesso Tex curato da un professionista come Boselli andrà sempre avanti a perdere lettori e faranno come Diabolik il loro fatturato dipenderà da atri media, magliette tazze spille trasmissioni televisive ecc.Siamo rimasti in pochi a comprare .sigh

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    1. Per quel che riguarda Tex, si è (per l'ennesima volta) sopravvalutato Faraci che come abbiamo già scritto in questo blog (peraltro concordando più o meno tutti) è un ottimo professionista, ma non è il genio che il web vorrebbe farci credere. La realtà virtuale della rete ha evidentemente illuso Sergio Bonelli (che per primo lo volle) che quest'autore avrebbe prodotto meraviglie per quel che riguarda il mitico ranger, mentre, secondo il mio modesto parere, si sarebbero dovuti sperimentare, sia pure con cautela e senso critico, più autori in modo da trovane uno o più che andassero incontro alle esigenze dei lettori.

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    2. Come più volte da noi affermato, Faraci è un ottimo sceneggiatore, ma come soggettista non ci ha mai convinto. Però, è pur vero che, tolto Faraci cosa resta? Oggi, gli unici scrittori in grado di realizzare storie di Tex si contano sulle dita di una mano. Ciò è dovuto al fatto di una effettiva carenza di alternative o perché ulteriori e meritevoli autori si sono proposti e non sono stati ritenuti adeguati? E se si, siffatti giudizi hanno avuto riguardo solo al merito o altri fattori? Che le serie della Bonelli perdano lettori ogni anno è un dato di fatto che nessuno più mette in discussione. E' scritto nei bilanci. Rispetto al 2014, nel 2015 sono state vendute 330.000 copie in meno, cioè una perdita secca mensile generale di 28.000 copie! Mica poco!

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    3. Non è poco...è uno tsunami, un crollo stile 1929 a Wall Street!! E sul prossimo Le Storie (la serie ideale per il lancio di nuovi talenti) ci ritroviamo Artibani (ennesimo genio...sul web)! Mah...non posso certo esprimere giudizi su un qualcosa che deve ancora uscire e che poi si rivelerà un capolavoro, ma sono un po'scettico, magari, anzi, sicuramente a torto.

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    4. Anche la collana Le Storie è stato uno flop clamoroso. L'ultimo dato "ufficioso" a nostra disposizione la dava a circa 16.500 copie e pare che chiuderà con il numero 60, poiché sembra che la produzione del nuovo materiale sia stata stoppata da tempo.

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    5. Quando Marcheselli lasciò, i suoi apologeti (ovviamente sul web) scrissero che aveva ideato la "serie di successo" (sic) Le Storie. Cito semplicemente.

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    6. La collana Le Storie è stato un flop. Il successo arriva dalle vendite, non da altro.

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    7. Infatti, io ironizzavo...come quei siti che definiscono quello della De Poli "il Topolino della rinascita"...ma che...ci prendono per il culo?! (scusate, ma, in certi casi, una parola un po' colorita ci vuole).

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    8. Ma infatti anche Topolino è in caduta libera. Peccato perché da quando abbiamo iniziato a pubblicare i dati di vendita ufficiali della Disney in Italia, nuovi dati dalla Panini non sono più arrivati. Solo una coincidenza?

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  6. Bottero parla e può permettersi di farlo in un certo modo alla luce della sua esperienza pluridecennale come addetto ai lavori, supervisore, traduttore, scrittore, editore, ecc. Tutto ciò premesso, la tua affermazione secondo la quale "non prenderanno mai Bottero come supervisore" è del tutto fuori luogo e non ha alcuna attinenza con il contesto. Se Bottero ha parlato ed espresso la sua opinione, non è certo per sostenere la sua candidatura come editor di Dylan Dog o di altra serie Bonelli. Correttamente, riconosci che tutte le serie Bonelli perdono lettori, Tex compreso. Ma in quest'ultimo caso, le ragioni sono molteplici. La Bonelli non è riuscita, negli anni 80-90-00 ad ottenere quel ricambio generazionale che oggi la sta lentamente consumando. Servono autori nuovi, idee nuove e soprattutto maggiore rispetto per i lettori, sia da parte degli editori che degli autori perché, gli uni e gli altri dipendono dai lettori!

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  7. Dylan Dog 361 è solo un lungo monologo e non una storia. Si salva solo per l'ottimo lavoro di Cavenago.

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  8. Più o meno come il numero 77 di John Doe. Un continuo attacco ai vertici dell'allora Eura che decisero di chiudere la collana causando le ire di Recchioni.

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  9. Francamente non capisco questo accanimento nei confronti di dylan dog. Possibile che ogni articolo che pubblicate ha per oggetto il calo di vendite di dyd ? Volete essere un po intelligenti e capire che il mondo attorno a voi è cambiato ? Che i fumetti nn tirano più come 30 / 40 anni fa ? Questo perché altri media a più alto impatto visivo hanno invaso le nuove generazioni. I ragazzi di 12 / 15 anni nn leggono...giocano con lo smartphone o con la playstation, ma è raro che passino il tenpo a leggete fumetti.
    Questo per ribadire che dyd nn ha ha avuto un crollo di vendite per la qualità delle storie ma semplicemente xke è passato di moda. Da piccoli tutti noi leggevano topolino. Oggi siamo cresciuti e nn lo leggiamo più. .. in qst modo le testate si riducono... ma oltre a dyd è così per tutta la carta stampata. Cosa c'entra dyd ?? È impossibile, anche se venisse a sceneggiare stan lee che l'emorragia di dylan si possa fermare... se nessuno più legge mi spiegate come si potrebbe invertire la tendenza ? È come voler impedire ai bockbuster di chiudere attraverso una campagna di marketing. .. sarebbe cmq impossibile... cambiano i tempi e cambiano i gusti.
    Alla luce di ciò dylan è spacciato ? Fortunatamente no. Dylan vivrà e lo farà per tanto eb tanto tempo. .. forse anche più di voi...cn vostro grande rammarico. Sicuramente la bonelli ( che ricordo essere una multinazionale ed avere introiti di milioni e milioni di euro ) trasferirà la sua gallina dalle uova d'oro in altribunale media. Cinema su tutto. I nostri figli seguiranno dylan in TV, su Sky, su internet o al cinema o magari ci giocheranno al PC. .. ma state certi che dylan ha ancora tantissimo da dire e da raccontare...

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  10. Nessun accanimento, sig. Ormenese. Dylan Dog è la seconda collana più venduta in Italia. Di cosa dovremmo parlare, quindi? Di una serie come Martin Mysteré che vende circa 15.000 copie? No, parliamo di Dylan Dog che di copie ne vende 90.000 e quindi intercetta un pubblico maggiore. Inoltre, Roberto Recchioni, il curatore della collana, spesso assume posizioni pubbliche che generano polemiche e dunque discussione. Dovremmo forse parlare di personaggi che non fanno notizia e di cui nessuno si interessa? La nostra intelligenza è più che salda, sig. Ormenese. Lei è davvero convinto che Dylan Dog non abbia avuto un crollo delle vendite determinato dalle storie? Noi invece siamo fermamente convinti che il calo sia determinato soprattutto dalla qualità non eccelsa delle storie, un fatto riconosciuto dalla quasi unanimità di opinioni in rete. Topolino non c'entra niente. Dylan Dog è spacciato, chiede? Noi riteniamo di si. Facciamo due conti. Dylan Dog perde 10.000 lettori all'anno. Oggi vende 90.000 copie. Se continua a perdere lettori con questa media, tra cinque anni venderà meno della metà di oggi. La Bonelli non è una multinazionale. Una multinazionale è una azienda che opera in almeno due nazioni diverse. La Bonelli invece opera solo in Italia. All'estero i suoi fumetti sono pubblicati da altre aziende, che non hanno alcun rapporto di dipendenza dalla Bonelli. Lei parla di milioni e milioni, ma lo sa che secondo l'ultimo bilancio (2015) gli utili sono stati appena 1,8 milioni di euro e l'anno prima erano stati di 3,4 milioni di euro? Lei dice che Dylan Dog uscirà al cinema, su Sky o al PC? E quando dovrebbe avvenire una cosa del genere, sig. Ormenese? Lei lo sa che i diritti cinematografici di Dylan Dog sono stati venduti agli americani che, dopo il flop del film con Brandon Routh, si guardano bene dal mettere mano alla tasca e produrre altre pellicole su Dylan Dog?

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  11. Per fortuna seguo poco il web e mi dedico solo a cio'che mi interessa aprendo una finestra su questo mondo di tanto in tanto.Da comix archive non ricordo di aver mai letto una riga positiva su Bonelli Editore.Chissa'perche'.Probabile che ci siano rancori personali oppure insoddisfazioni professionali alla base(la favoletta della volpe e dell'auva la ricordate?la volpe non riesce ad arrivare all'uva e va via criticando che e'acerba...).Sinceramente non credo che attraversare Milano vestiti da zombie sia negativo.Come non credo neppure lo sia parlare di alcolismo(sappiamo bene che e'una piaga che sta coinvolgendo sempre piu'giovani).Oramai chi ancora cerca delle lineee politiche nei fumetti e'fuori di testa.Io leggo dylan(ed altri fumetti )dal 1987.L'ho abbandonato per una decina di anni per poi ritrovarmi a leggerlo e ricomprarlo recuperando la serie.Da italiano credo che molti di noi devono essere grati alla Bonelli.dal 1948 ha attraversato i sogni di generazioni ed oggi continua a farlo.Alla Bonelli lavorano artisti di qualita',i prezzi sono competitivi e gli albi ben curati.E'un made in italy di cui andare orgogliosi ma come vedo c'e'qualcuno che continua a non comprendere.Le vendite...oggi non e'bello cio'che e'bello ma cio'che ti fanno piacere.la musica d'autore e'in crisi soppiantata dai talk show e si vende solo cio'che va bene in tv.Chi decide per la massa?Io posso solo dire che dylan dog e'un grande fumetto.Ieri come oggi.E la Bonelli sta cercando di tastare il mercato futuro.Punta su autori e disegnatori giovani e su moderni mezzi di comunicazione.Sta tastando e provando con investimenti propri il mercato del futuro.peccato che ci siano persone che sotto la scusa dell'informazione facciano male a queste aziende coraggiose parlandone male.Noi siamo quello che facciamo...

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  12. Non ha guardato con attenzione il nostro sito. Troverà decine di articoli su Tex che sono positivi. In questo Paese esiste il diritto di critica, sig. Della Porta. Lei può condividere o meno il nostro pensiero. Riguardo i dati di vendita, abbiamo attinto a fonti pubbliche, molte delle quali relative agli stessi autori e dirigenti della casa editrice.

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  13. hanno fatto di tutto per far calare le vendite , e ci sono riusciti. 90'000 copie mi sembrano comunque tante per la pessima qualita' di un fumetto che non centra proprio nulla con il progetto iniziale e che doveva aver cambiato da tempo nome.

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    1. Non dimentichiamo che Dylan vanta una folta platea di collezionisti che garantiscono vendite di alto livello.

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