sabato 1 ottobre 2016

RECCHIONI: LASCIO I GRUPPI FB SUI FUMETTI PERCHE' SONO QUELLO CHE SONO E MI ESPRIMO COME MI ESPRIMO

L'ultimo capitolo del Doloroso Endorsement, cioè il sostegno alla storia Mater Dolorosa di Roberto Recchioni, ospitata sul numero 361 di Dylan Dog, il numero del trentennale, ha avuto un esito clamoroso e per certi versi incredibile. Ha scritto Recchioni sul suo profilo FB: Ho deciso di abbandonare ogni gruppo di FB inerente ai fumetti. Da una parte perché mi rendo conto bene che tanto in positivo, quanto in negativo, rappresentano una frazione di una frazione di una frazione del pubblico reale (i gruppi su FB, non i lettori in genere su FB, sia chiaro). Dall'altra parte perché capisco di non riuscire a viverli bene perché cento commenti positivi spariscono davanti a uno negativo cattivo. Ma, soprattutto, ho deciso di mollarli perché sono quello che sono e mi esprimo come mi esprimo, e non ci posso fare nulla. Ultimo commento postato: tua madre (link). Pertanto, dovremo rassegnarci all'idea di leggere R. Recchioni soltanto in commenti sul suo profilo Facebook o sulle varie pagine. I motivi li ha spiegati lui, anche se ci sono sembrati non chiari. Il Recchioni ha indicato tre ragioni. La prima è data dal fatto che i gruppi Facebook sui fumetti, secondo lui, rappresentano una frazione di una frazione di una frazione del pubblico reale. Ok, ma cosa significa pubblico reale? Che forse quelli che frequentano i gruppi Facebook sui fumetti non leggono fumetti? Rappresentano un pubblico finto? E se fosse vera una cosa del genere, ma riteniamo che non lo sia, significa che R. Recchioni finora ha speso il suo tempo in discussioni su Facebook con un pubblico che, come dice lui, rappresenta solo una frazione di una frazione di una frazione del pubblico reale? Poi si corregge e tra parentesi aggiunge, che si riferiva solo ai lettori che sono membri di gruppi FB e non dei lettori di FB in genere! Qual è la differenza tra le due cose non ci è sembrata chiara. Gli utenti di Facebook che leggono fumetti sono membri di gruppi di discussione di Facebook! Escludere i membri dei gruppi significa escludere quelli che sono utenti in generale di FB!
 

Il secondo motivo è più insolito del primo. Recchioni lamenta il fatto di non riuscire a vivere bene i gruppi perché a fronte di cento commenti positivi ne basta uno brutto e cattivo per farli sparire! Anche in tal caso, non è chiaro cosa vuole dire. Non riusciamo a capire perché 100 commenti positivi possano cedere davanti ad uno brutto e cattivo. Nell'uno e nell'altro caso, il giudizio sulla bontà o cattiveria del commento è soggettivo ed è di Recchioni. Ora, nel contesto di una discussione, è normale che qualche commento sia negativo, che sia anche cattivo è un fatto opinabile. Ma se ne basta uno negativo per farne crollare cento postivi, la prima cosa a cui viene da pensare è che quei cento commenti positivi non fossero poi così tanto pregnanti. Recchioni ammette anche di non vivere bene i gruppi. Il gruppo è un luogo di discussione. E' quindi questo il problema? La discussione? Cioè, un momento in cui idee vengono poste a confronto in una dimensione dialettica? Recchioni è uno scrittore, è molto presente sui social. E' quindi normale che quello che scrive o disegna provoca discussione. E' anche il curatore di Dylan e non si può pensare che quello che si scrive possa piacere a tutti. Ci sarà sempre qualcuno che non sarà contento. Ma la vera ragione che ha spinto Recchioni a mollare i gruppi la espone lui stesso quando conclude il suo post dicendo che lui è quello che è e si esprime a suo modo. Un fatto che lui ammette di non riuscire a controllare. Si riferisce alle provocazioni? Ai commenti negativi? Recchioni è noto per avere assunto in rete posizioni che spesso hanno dato origine a polemiche, rese più evidenti dal gradimento negativo del pubblico alle idee del rilancio di Dylan Dog, che è andato male. Su quest'ultimo punto è sorto un dibattito: chi è l'autore delle idee del rilancio? Sclavi sostiene che gestisce e decide tutto Recchioni. Recchioni, invece, sostiene che le idee del rilancio sono di Sclavi, che appare anche come supervisore delle storie. Sclavi, a sua volta, ha ammesso di non leggere nemmeno tutte le storie che escono!
 
Al di là dei motivi personali che hanno indotto Recchioni a lasciare i gruppi FB dei fumetti, cioè di tutti i fumetti, non solo quelli di Dylan Dog, noi riteniamo che uno dei motivi sia lo scarso accoglimento del rilancio della collana dell'Indagatore dell'Incubo che lui ha curato. Ora non è importante stabilire di chi siano le idee del pensionamento di Bloch, dei poliziotti musulmani, degli accentuati riferimenti al comunismo e al satanismo. Il dato di fondo è che tali idee non sono piaciute e le vendite della collana ne hanno risentito, crollando a 90.000 copie. Tre anni fa la collana vendeva 120.000 copie. La gestione Recchioni è, dunque, costata una perdita secca di 10.000 lettori l'anno. Si tratta di dati ufficiosi, ma poiché li ha forniti Alessandro Bottero non abbiamo dubbi circa la loro veridicità (link). La decisione di Recchioni di lasciare i gruppi Facebook dei fumetti indica una certa difficoltà nella gestione delle discussioni? E lui stesso che dice, ad un certo punto, sono quello che sono e mi esprimo come mi esprimo. Il problema, dunque, è solo questo? Una certa difficoltà, a causa del proprio atteggiamento, a reggere una discussione che potrebbe con facilità tracimare in polemica? Recchioni è anche un collaboratore della Bonelli, la quale potrebbe non sempre gradire certi contrasti vivaci con i lettori, rischiando di incidere in modo negativo sulla presenza nel mercato. Tutto questo ci porta ad una questione connessa. La disponibilità degli autori a gestire le critiche che arrivano dai lettori, che, a differenza di quello che pensa Recchioni, sono la maggioranza del pubblico della rete e non una frazione di una frazione. La pagina ufficiale di Dylan Dog ha oltre 50.000 fan! Non sono pochi. Tuttavia, per 50.000 fan e 90.000 potenziali lettori, non arrivano molti commenti, positivi o negativi che siano. Qualche decina, non di più. In molti gruppi stanno arrivando commenti negativi di Mater Dolorosa. E tutti gli endorser che hanno scritto mirabilie sulla storia? La decisione di Recchioni, che noi rispettiamo, suggerisce che non è servito a molto. Al Plano.

7 commenti:

  1. Ma perche continuate a parlare di lui?? Siete i primi a dargli un'importanza che non ha.

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  2. Roberto Recchioni è un personaggio pubblico di primissimo piano nel mondo del fumetto italiano. E' come Renzi nella politica. Tutti parlano di lui, perché tutto quello che fa o dice fa notizia. Le sue opinioni in vari settori generano discussione e la discussione genera interesse. Parliamo di lui perché è famoso e lo facciamo esprimendo un pensiero critico. In questo caso, la sua decisione di non intervenire più nei gruppi Facebook è una notizia e crea discussione. Perciò ne parliamo. Di chi dovremmo parlare? Di quegli autori che non fanno notizia, che sono sconosciuti e che producono cose che non interessano a nessuno? Poi ci sono certi aspetti del mondo del fumetto italiano che producono interesse per il clamore che generano per fattori connessi. Prendiamo, ad esempio, Morgan Lost. Non lo seguiamo. Non scriviamo recensioni delle sue storie. Non ci occupiamo dei loro autori o disegnatori perché non generano attenzione allo stesso livello di Recchioni, Boselli o autori americani come Bendis, Slott, Waid, Bunn, ecc. Di Morgan Lost sono altri gli aspetti che generano attenzione, il primo dei quali è rappresentato dalle prospettive future della collana. Chiuderà con il numero 25 o andrà avanti? E ne abbiamo trattato diffusamente. Stesso discorso per i bilanci della Bonelli. Devi considerare che i bilanci in Italia sono pubblici. Possiamo disporre dei bilanci e delle comparative di tutte le case editrici italiane organizzate in società di capitali. Ma parliamo dei bilanci della Bonelli e della Panini, perché in tutti gli altri casi, parleremmo di piccoli editori, di minuscoli bilanci e di un giro d'affari del tutto trascurabile. Quando smetteremo di parlare di Recchioni o di qualsiasi altro soggetto toccato nei nostri pezzi sarà perché avranno cessato di essere soggetti-notizia.

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  3. L'utente REM INISCENCE ci ha inviato un commento che non abbiamo potuto pubblicare perché conteneva taluni termini rivolti contro un soggetto pubblico non consentiti dal nostro regolamento. Invitiamo perciò l'utente a reinviarci il commento depurandolo dai termini suddetti.

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  4. (Riporto di seguito il commento precisando per i lettori che i termini usati nell'originale non erano comunque scurrili o volgari).

    Quel "tua madre" posto in chiusura del post da Recchioni basta da solo a fornire lo spessore del personaggio. Non credo valga davvero più la pena spendere altre parole su questo tizio
    (personalmente non sapevo nemmeno chi fosse fino a quell'insulso numero di "Spazio profondo").
    Di Morgan Lost non so ancora se comprerò il numero 13, visto che nell'arco di 12 storie l'interessante premessa biografica esposta nei primi due albi è stata finora lasciata a marcire sotto una sequela di vicende francamente tediose che ruotano sempre intorno al serial killer di turno.

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    1. Grazie, Rem Iniscence. Spazio Profondo venne molto criticato perché, come già avveniva ai tempi di John Doe, c'erano troppe meta-letture. Tanti messaggi che alla massa si sono rivelati incomprensibili. Ora, però, il punto è un altro: bisogna capire chi è che comanda in casa di Dylan Dog. Sclavi o Recchioni? Ognuno dice che è l'altro che comanda. Uno scaricabarile che chiude tristemente la fase del fallimentare rilancio.

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  5. Mi piacerebbe sentire la vs opinione sulla bestemmia del 30-10. LaSbenon fa nulla? è molto irrispettoso...

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  6. Beh, cosa possiamo dire? Potremmo ipotizzare una giustificazione costituita dalla profonda provocazione a cui è stato sottoposto. Una reazione proporzionale? Non ne abbiamo idea. Pare che il tutto fosse avvenuto nel contesto di un gruppo segreto, quindi non sappiamo come sono andate le cose. La SBE non fa nulla? Il problema (se esiste un problema!) è della SBE, non dei lettori. Non sappiamo se e quali rapporti sussistono tra autore e editore. Certi comportamenti danneggiano l'editore? Dipende. Se un autore ha migliaia di fan non è che tutti sono lettori di fumetti. Un autore può andare forte sui social per motivi non legati alle sue opere, ma alle sue opinioni e al modo di esprimerle. Ma anche qualora la SBE si muovesse contro un autore, di certo non lo sapremmo noi. Sono cose riservate!

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