lunedì 28 novembre 2016

ALASTOR/PEGASUS CHIUDE L'ATTIVITA' DI DISTRIBUZIONE! ARRIVA UN NUOVO EDITORE PER LA DC IN ITALIA?!

Alastor/Pegasus, il distributore per le fumetterie di Rw Edizioni non esiste più! La notizia non ci coglie del tutto impreparati perché era nell'aria già da diversi mesi. Il momento STORICO. E ne parleremo in modo chiaro, conciso ma con i necessari trionfalismi del caso. In primis, cosa è Alastor/Pegasus? E' la società di proprietà di Pasquale Saviano, già proprietario della Rw Edizioni di Frattamaggiore e della micro-rete delle fumetterie che porta lo stesso nome, che ai tempi di Planeta DeAgostini (2006-2011) era il distributore del colosso iberico nelle fumetterie. Non ripercorreremo la scia delle polemiche che ha caratterizzato quel periodo di ritardi, errori di lettering/traduzione, serie svanite, annunciate e mai uscite, ecc. Planeta si appoggiava alla Alastor come rappresentante in Italia dei suoi prodotti, il cui adattamento in italiano è stato affidato prima alla Magic di Alessio Danesi e poi alla Double Shot di Lorenzo Corti. Gli iberici si difendevano sostenendo che erano gli italiani, cioè Alastor, a curare gli aspetti della distribuzione in Italia. Loro si limitavano solo a stampare (in co-produzione in più Paesi) i fumetti della DC Comics. Alastor sosteneva invece che erano gli spagnoli la causa dei ritardi. Planeta lasciò il mercato italiano nel dicembre 2011. A gennaio 2012 i diritti DC passarono alla Rw Edizioni, una società editrice fondata da Paolo Gattone qualche mese prima e rilevata da Pasquale Saviano. Qui trovate tutti i particolari. La nuova società si articola in tre settori: Lion per la DC Comics, Goen per i manga e Lineachiara per i fumetti franco-belgi ed esteri. Al vertice della redazione viene posto prima Lorenzo Corti (ex Double Shot) e poi Alessio Danesi (ex-Magic) con Corti in posizione subordinata. Rw beneficia dell'effetto novità e almeno nel primo anno (2012-13) le cose vanno bene con molti volumi pubblicati e tante nuove serie targate New 52, l'evento che in America rilanciò tutto il DCU nell'ottobre 2011. Nel 2014 iniziano i problemi, forse determinati da un crollo delle vendite, inevitabile a fronte dell'esaurimento dell'effetto novità e di una scarsa qualità di molte storie del New 52. Inizia la lunga scia di ritardi, costellata da defezioni eccellenti, stop nell'aggiornamento di siti e pagine social, assenza di comunicazione. In pochi mesi lasciano la Rw Alessio Danesi, Paolo Gattone e Andrea Mazzotta, cioè i tre vertici delle divisioni Lion, Goen e Lineachiara.


Con loro se ne vanno alcuni forumisti di Comicus, come Lamberto Lamarina (Rosencrantz), Massimo Rubbino (Uomo che ride) ed altri. Saviano reagisce come può. Coopta in Rw alcuni ragazzi che lavoravano in Alastor/Pegasus, la sua struttura distributiva. Al vertice di Lion ricolloca Lorenzo Corti, mentre alla Goen va Giovanni Santucci. Siamo nei primi mesi del 2016. La crisi è ormai irreversibile. Esce un comunicato che chiarisce che i ritardi nelle uscite di comics e manga derivano da un nuovo contratto che sarebbe stato offerto alle tipografie. Ne abbiamo parlato qui. Ma la situazione non migliora. Anche diversi titoli DC, tra cui le serie batmaniane, iniziano ad accumulare ritardi importanti. Mentre scriviamo queste righe, ad esempio, in edicola è da pochissimo uscito il nuovo numero di Batman, ma reca come data di copertina ottobre 2016! Lineachiara si ferma definitivamente, mentre della Goen esce una manciata di titoli e le promesse che aveva fatto Santucci alla Lucca Comics 2015 restano così disattese. Anche la produzione della Lion inizia a diminuire. Volumi annunciati si perdono nel limbo, cofanetti programmati e mai usciti con le tante domande dei fan sulla rete prive di una risposta. Quali i problemi che impediscono alla struttura editoriale di Saviano di funzionare? Oltre alla evidente crisi delle vendite, si profilano anche difficoltà di ordine economico nei rapporti con le tipografie? Da Rw non arrivano chiarimenti. Intanto, nei nostri articoli mettiamo in evidenza la crisi che attanaglia da ormai due anni l'editore napoletano. Esprimiamo dubbi sulla solidità del progetto partito nel 2012 e sul futuro dei diritti DC in Italia. Arriva un nuovo editore? Per gennaio 2017, in occasione dell'arrivo di Rebirth, il nuovo evento nazionale repubblicano della DC, che così guarda alla destra, viene annunciata una ristrutturazione di tutto il parco testate, 8 delle quali diventeranno quindicinali. E qui emergono i primi dubbi. Il mercato non è in grado di assorbire 8 quindicinali. Alla Rw sono consapevoli che così daranno il colpo di grazia al DCU in Italia, almeno secondo la nostra visione? Cosa sta succedendo alla struttura editoriale/distributiva di Saviano. Poi arrivano i segnali del crollo definitivo. Il 27 ottobre compare sul blog Comix Factory di Stefano Perullo, uno dei collaboratori di Mega, il catalogo di Alastor/Pegasus, la NOTIZIA!

La Saldapress di Andrea G. Ciccarelli, che in Italia pubblica Walking Dead, lascia Alastor! Non sarà più l'azienda di Saviano a rifornire i negozi delle collane nate dalla fantasia di Kirkman. Ecco il comunicato: Buongiorno a tutti. Vi comunichiamo che saldaPress ha ufficialmente chiuso il suo rapporto di esclusiva con il distributore Pegasus/Alastor. Da questo momento in poi, quindi, potete ordinare tutti i nostri volumi rivolgendovi indistintamente ai vari distributori presenti sul mercato. Scusandoci per i disagi del recente passato e per quelli che potrebbero verificarsi in questa fase di transizione verso un nuovo assetto distributivo, confidando di continuare a collaborare nell’interesse reciproco e in quello dei lettori, vi porgiamo i nostri migliori saluti e vi auguriamo un buon lavoro. Così commenta Perullo: Che ci fosse qualcosa che non andasse lo si percepiva da molto tempo, almeno dalla metà di settembre, o giù di lì, quando le novità targate saldaPress hanno cominciato a non arrivare più con puntualità nelle fumetterie; distribuzione a singhiozzo che si è trasformata in black-out assoluto. Legata da un contratto di esclusiva da quasi un decennio, saldaPress lascia il distributore campano creando squilibrio nel mercato della distribuzione italiana e numerosi interrogativi su quali saranno le ripercussioni e breve e lungo termine. Il segnale è chiaro e forte. Alastor si sta sgretolando. Altrimenti, Saldapress non avrebbe avuto alcun motivo di troncare ogni rapporto con Saviano. Forse Alastor non aveva più la forza e l'energia di distribuire o di sostenere la struttura necessaria a tale scopo. Passano una decina di giorni e ancora una volta il Saviano sceglie il blog di Stefano Perullo per dare l'annuncio della fine di Alastor/Pegasus. E già immaginiamo le grida di giubilo di tanti fan della DC Comics in Italia che ora possono sognare il passaggio dei diritti di Superman, Batman e soci ad altri editori e soprattutto ad altri redattori che non siano forumisti o amatori, ma solidi professionisti, intendendo con questo termine le persone pagate solo per svolgere questo lavoro. Prima però un piccolo prologo sul blog di Antani Comics, che l'11 novembre 2016 annuncia: Durante Lucca Comics, siamo venuti a conoscenza di questa clamorosa novità: Pegasus/Alastor si avviano a non avere più un servizio di distribuzione verso i singoli punti vendita, pur continuando ad occuparsi...

...della promozione e vendita - solo ad altri distributori, sia del nostro settore che della varia - del catalogo dell'editore RW. Già immaginiamo le grida di gioia di tanti fan italiani della DC. Per anni hanno contestato Pegasus/Alastor, associando alla struttura di distribuzione di Rw Edizioni ogni lato negativo possibile ed immaginabile della crisi della DC in Italia. Se ne invocava la fine da anni e questa fine è arrivata con il suo capitolo finale. Quello della chiusura. Alastor nasce da una costola di Kali Comics nel 1997 operando come distributore di Play e Magic Press. Fu il periodo di grandi cambiamenti in seno alla Play Press, che allora pubblicava la DC Comics in Italia. Fu il periodo finale di Bottero in forza all'editore romano. L'attività distributiva che faceva capo ad Alastor/Pegasus passerà a Manicomix, una azienda che già opera da qualche anno nel settore della distribuzione e che ha sede a San Zeno Naviglio in provincia di Brescia. Perché Saviano ha ceduto l'attività di distribuzione ad altri? Come accade spesso nel mondo dell'imprenditoria, quando una creatura produttiva smette di produrre va chiusa o ceduta. Se Saviano ha deciso in questo senso forse la ragione dipende da questo fattore. La distribuzione non rendeva più o magari era già in perdita e doveva liberarsene, cedendola magari ad altri. La notizia fa il giro della rete e tra le grida di giubilo di quanti sperano che dopo la chiusura di Alastor/Pegasus arrivi anche la notizia della chiusura della Rw e della cessione ad altri dei diritti della DC Comics, Saviano deve chiarire. Lo fa ancora una volta sul sito del suo amico Stefano Perullo. Il giorno dopo che Antani Comics ha dato la notizia, il 12 novembre, arriva la conferma. Questa volta Perullo, che sul catalogo Mega cura il settore delle interviste, pone le domande a lui, a P. Saviano. L'intervista è anche l'occasione per chiarire alcuni aspetti che in queste settimane hanno destato molte polemiche. In primis, la scelta di Rw di offrire il volume di ristampa di The Dark Knight Return a 100 euro in 450 copie. Saviano si giustifica: Mi dispiace che gli appassionati ci siano rimasti male, ma vorrei spiegare meglio alcune cose. Frank Miller è una star di prima grandezza, il cui impegno non è legato solo al mondo del fumetto ma anche a interessi enormemente maggiori. Uno su tutti il mondo milionario del cinema. Portarlo in Italia ha richiesto un grosso lavoro...

...di diplomazia, che ha richiesto anche l'impegno di esponenti di primo livello della DC, e di conseguenza un significativo sacrificio economico necessario per adeguarci agli standard richiesti. Per farla in breve, Frank Miller costa molto e per rientrare dei soldi spesi per farlo venire in Italia è stato necessario proporre il volume a quel prezzo, che secondo noi è stato esagerato. Ancora Saviano: La tiratura del volume, limitata a sole 500 copie, ha ovviamente fatto levitare (e di molto) i costi di produzione del tomo stesso. La quantità di copie da stampare ci è stata imposta dall'autore che, inizialmente, si era detto disposto, per vari motivi (motivi cui vi accennavo poco fa) a siglare in fiera solo 300 autografi. Solo un lungo lavoro di mediazione ci ha fatto raggiungere l'accordo che ci ha permesso di alzare la soglia fino a 500 autografi (e altrettanti volumi). Quindi, è stato Miller ha imporre alla Rw di stampare il volume in sole 500 copie per gli autografi? Anche se fosse, cosa avrebbe impedito alla Rw di stampare altre copie non destinate agli autografi e ad un prezzo minore? Il Perullo passa subito al sodo e chiede a Saviano se sono vere le voci secondo le quali Alastor/Pegasus è fallita. Risponde P. Saviano: Nessun fallimento. Il mercato Italiano è troppo abituato a mettere in circolazione questo tipo di voci appena non capisce che cosa sta succedendo. Come tutti gli altri mercati editoriali e distributivi in cui si è avuta una trasformazione in tempi recenti (ti ricordi di Messaggerie/PDE o Rizzoli/Mondadori, vero?), anche il nostro segue la stessa linea. Manicomix e Pegasus integreranno le loro strutture logistiche permettendo di costruire un sistema di distribuzione più funzionale alle nuove necessità del nostro mercato, dando vita tra l’altro, per volume di fatturato, ad uno dei più grandi distributori del settore. Saviano gira intorno alle parole, ma quando parla di trasformazione dovrebbe sapere bene che il concetto è diverso da quello di integrazione. Se la struttura di una azienda si integra nella struttura di un'altra azienda, perdendo di fatto autonomia e confondendosi con l'azienda integrante, significa, in termini molto semplici, che una azienda ha ceduto all'altra azienda i suoi strumenti di produzione e tutto quello che ne costituisce il contorno, ivi compresi marchi, contratti e diritti. E infatti lo stesso Stefano Perullo si mostra scettico e insiste.

Chiede a Saviano se Manicomix ha acquisito Alastor. Saviano precisa: Ho parlato di integrazione, non di una acquisizione. La logistica da fumetteria, nel gruppo Pegasus passerà a Manicomix per il servizio al dettaglio, mentre Pegasus Distribuzioni si occuperà di rifornire i grossisti sui diversi canali a favore degli editori che vogliano sposare questa logica. Le due strutture potranno così svolgere un servizio di massima efficienza sia verso l’Editore, che verso le Fumetterie. Al di là dei termini usati ed esaminando la questione dal punto di vista dei significati concettuali emerge che il servizio di distribuzione alle fumetterie viene ceduto (passa) a Manicomix. Pegasus continuerà a rifornire i grossisti su vari canali disposti a sposare questa logica. Chi sono questi grossisti? Non era già Pegasus un grossista? Parole non molto chiare che lasciano pensare che Pegasus cesserà di esistere come azienda di distribuzione di soggetti diversi dalle fumetterie. Quale sarà il destino di Alastor? Saviano risponde laconico: Alastor in questa ottica si separa definitivamente dal concetto distributivo assumendo in senso assoluto una sua dimensione autonoma di catena di negozi, come è per i cugini Games Academy. Alastor diventa una catena di negozi? Lo è sempre stata! Sotto l'articolo compare un update con le precisazioni di Massimo Cuter, uno dei capi di Manicomix: Sono Massimo, uno dei due titolari di Manicomix. Intervengo molto velocemente solo per chiarire il punto focale che, leggendo l'intervista di Pasquale Saviano è comunque molto chiaro: tra Manicomix e Pegasus ci sarà un'integrazione (ampliando: una forte collaborazione, un'efficace condivisione, una stretta comunione d'intenti, e via così ...). NON ci sarà un'acquisizione, NON ci sarà una fusione, NON ci sarà una nuova società compartecipata. Pegasus Distribuzioni si occuperà di rifornire i grossisti sui diversi canali a favore degli editori che vogliano sposare questa logica. Manicomix continuerà a fare ciò che ha sempre fatto, come lo ha sempre fatto, aggiungendo il servizio al dettaglio passatogli da Pegasus. Oltre a tutte le parole che si possono dire oggi ... i fatti parleranno nelle prossime settimane. Anche Cuter, secondo noi, gira intorno ai concetti cercando di trasmettere l'idea che Alastor/Pegasus non è fallita, che continuerà ad operare in qualche modo anche se diverso dal solito.

Usa termini come collaborazione, condivisione, comunione d'intenti, ecc., ma il senso resta quello di una certa azienda (Manicomix) che si è presa la struttura distributiva di un'altra azienda (Pegasus/Alastor), che ora farà altre cose. Nel caso di specie, gestirà la catena di negozi. E ammette: che il servizio al dettaglio, cioè la fornitura delle fumetterie, passerà a Manicomix. Pegasus curerà i rapporti con i grossisti. Quello che resta da capire è chi sono questi grossisti e che bisogno c'è di un ulteriore anello della catena, quando Manicomix potrebbe svolgere questo compito senza problemi. Tre giorni dopo, il 15 novembre, il blog di Antani Comics intervista Massimo Cuter. Apprendiamo così che Manicomix possiede una fumetteria a Brescia. Spiega: Abbiamo stabilito una partnership che rende Manicomix il distributore per le fumetterie al posto di Pegasus, mentre Pegasus continua a fare il suo lavoro di distribuzione per i grossisti. E ancora: Dire che la parola chiave da usare è "indipendenza". Ma per non dare adito a funzionali interpretazioni ti do una risposta più articolata: stiamo lavorando in stretta collaborazione con Paquale Saviano (e altri uomini Pegasus). Un lavoro che si sta rivelando molto proficuo e funzionale, e che continuerà anche in futuro. Pasquale Saviano stesso risponde a Perullo molto precisamente: Usa la parola "integrazione", ma la sostanza non cambia. Le premesse sono due, le finalità sono due e, soprattutto, le strutture sono due. Cuter ci tiene a precisare che la struttura distributiva di Alastor non sarà fagocitata da Manicomix, insiste sulla collaborazione, ma a tutti gli effetti a rifornire le fumetterie non sarà più Alastor ma Manicomix. E infatti precisa più avanti: Sarà un costante e quotidiano trasferimento di competenze che porterà, secondo i nostri progetti, ad avere il 100% della logistica a Brescia con l'inizio dell'anno nuovo. E sulla sorte del catalogo Mega dice: Il Mega così come è ha due numeri di fronte a sé, ma prometto che te ne parleremo nel prossimo futuro. Un catalogo continuerà ad esistere e sono convinto che si possa ambire ad un miglioramento dell'informazione di settore. Un altro elemento, secondo noi, che porta alla conclusione che Alastor come distributore non esiste più. Ci saranno riflessi su Rw Edizioni? I fan non vedono l'ora che arrivi un nuovo editore per la DC in Italia. Al Plano.

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