lunedì 30 gennaio 2017

RECCHIONI MAGISTER AL COMICON 2017: FUMETTO E WEB! MA SUL WEB E' NATA UNA PETIZIONE CONTRO DI LUI!

La notizia della nomina di Roberto Recchioni, curatore di Dylan Dog, risale allo scorso anno. Prima di ciò nessuno sapeva cosa fosse un magister nel contesto di una manifestazione dedicata ai fumetti. Nel 2015 era toccato a Milo Manara e nel 2016 a Silver. Il magister dovrebbe, in teoria, essere una figura di riferimento in seno all'organizzazione della fiera. In pratica lo ignoriamo. Quello che qui ci preme approfondire è altro e riguarda le perplessità suscitate dalla scelta caduta su Roberto Recchioni. Abbiamo appurato che il tema della mostra sarà il rapporto tra fumetto e il web e già questo fa capire che chi ha avuto questa idea non ha una corretta visione della attuale situazione del mercato. Il web è una illusione. Non ha alcuna incidenza sulle vendite né sulle possibilità di sviluppo delle case editrici, che finora non hanno fatto nulla se non secondare, soprattutto sui social network, le più estreme manifestazioni dei loro autori. Litigi e scontri verbali con lettori talvolta incattiviti da scelte non condivise. Roberto Recchioni è stato spesso al centro di queste vicende, vivendo con la folta platea degli appassionati di Dylan Dog un rapporto complicato. Siamo convinti che un autore che partecipa ai social network non dovrebbe assumere posizioni discutibili né soprattutto litigare con i lettori. Il rischio che simili fenomeni si traducano in danni per le case editrici e il lancio dei vari progetti è palese. Recchioni, come dicevamo, si è spesso trovato in posizioni antitetiche con i lettori dylaniati. E non solo sul web. Negli editoriali del numero 344, ad esempio, definì i critici del suo lavoro come nostalgici reazionari e alla fine li invitò a farsi un giro in un bel Paese con un classico nun ce rompete sclaviano (espressione ricavata da un vecchio editoriale di Sclavi del 1993). Se parliamo dei rapporti tra fumetto e web quanto meno pensiamo ad un rapporto tra autori e fan all'insegna del dialogo costruttivo e non del costante contrasto, soprattutto in un momento in cui è palese che il rilancio di Dylan Dog voluto da Sclavi e gestito da Recchioni si è risolto in un grosso flop.
 

Orfani, serie che doveva aprire le porte della rivoluzione alla Bonelli, si è rivelata una cocente delusione. La collana chiuderà tra pochi mesi con la conclusione della sesta stagione. Oggi viaggia su una media di 18.000 copie. Anche come scrittore Recchioni si è visto poco. E' stato autore dei testi dei numeri 341, 342 e 361. Sul recente attentato di Ankara, ha dichiarato che la morte dell'ambasciatore russo Karlov per mano di un terrorista islamico è stata una vittoria della squadra del bene. Ne abbiamo parlato qui. La reazione dei lettori non si è fatta attendere. Su un sito di settore è stata aperta una PETIZIONE PUBBLICA per chiedere il suo allontanamento dalla Sergio Bonelli Editore per le sue posizioni politiche. La petizione ha già raccolto in poco più di tre settimane 2413 firme e continua a crescere. Il link per firmare è questo. Qualche mese fa, in occasione di Brexit, dichiarò che Dylan Dog non avrebbe mai votato per l'uscita della Gran Bretagna dall'UE. Non sappiamo se quella dichiarazione sia stata concordata con l'editore visto che coinvolgeva il loro personaggio. Ed altre polemiche ne derivarono con conseguenti battibecchi sulla rete. Poi è venuto il momento del referendum di Renzi sulla Costituzione. Recchioni ha abbracciato la causa del SI, la posizione vista come Kasta. Alle elezioni per la Casa Bianca lo scorso novembre, Recchioni ha appoggiato la candidata di sinistra Clinton contro Trump, che poi avrebbe vinto riportando la Destra a Washington. Ne abbiamo parlato qui. Un rapporto quello di R. Recchioni con il web vissuto in modo conflittuale con i fan. Se quindi il tema della prossima Napoli Comicon sarà quello del rapporto tra fumetto e web risulta difficile comprendere il motivo di tale scelta, sia da un punto di vista relazionale con il pubblico sia come effetti benefici del web sulle vendite dei fumetti. Forse sarebbe stato meglio puntare su un tema diverso, come la necessità di idee nuove per rinvigorire un settore in grande difficoltà. Perplessità sono state espresse anche dal popolare youtuber Michele Moscatelli alias Mad Mitch.

In un video sul suo canale Youtube, Mitch mette in evidenza la contraddittorietà nella scelta degli organizzatori del Comicon di rivolgersi a Recchioni per parlare del rapporto tra fumetto e web. Recchioni è arrivato alla direzione di Dylan Dog con la speranza dei vertici della Bonelli che l'Indagatore dell'Incubo venisse rilanciato tra i giovani. Un errore di valutazione, a nostro modo di vedere perché Recchioni è noto sul web più che altro per le sue polemiche di natura politico-sociale che per i suoi lavori nel campo del fumetto. Il suo John Doe alla Eura chiuse per le basse vendite. Il suo attuale Orfani alla Bonelli chiuderà con la sesta stagione tra pochi mesi per basse vendite. Il suo Dylan Dog continua a perdere lettori. Ogni anno 10.000 fan lasciano insoddisfatti la serie creata da Sclavi nel settembre 1986. Dai 120.000 lettori del 2013, la collana è scesa a quota 90.000. Il dato risale a 5-6 mesi fa, per cui oggi potrebbe essere anche più basso. Anche come scrittore Recchioni si è visto poco, realizzando appena tre storie in tre anni. Il suo predecessore Gualdoni scriveva molto di più. Lo stesso Boselli, curatore di Tex, scrive almeno 4-5 storie del personaggio ogni anno. La reazione di Recchioni alle critiche è stata molto dura. Nessuna ammissione di fallimento, ma attacchi diretti ai fan chiamati hater, talebani, reazionari, ecc. Un fatto che ha messo ancora di più in evidenza la debolezza della sua posizione. Alle critiche si risponde con i fatti. Gli attacchi, sovente, arrivano quando non ci sono argomenti. Recchioni ci ha messo del suo affermando che le opinioni espresse sui social network non rispecchiano la realtà. Il web oggi sono i social network. Siamo curiosi di scoprire cosa avrà da dire in proposito al Comicon. Ma se fosse come dice lui, perché lo troviamo sempre collegato a Facebook con una media di 3-4 post al giorno la maggior parte dei quali sono di attacco ai grillini e a Virginia Raggi? Recchioni ha 28.000 fan accreditati, perché non pubblicizza solo prodotti del suo editore su Facebook e sul web? Kristoffer Barmen.

2 commenti:

  1. Ormai l'attivita di Recchioni si sta spostando solo nella direzione del web. Non mi sembra infatti che a livello di sceneggiatore puro la sua attivita sia cosi abbondante. Anzi. Persino in orfani la sua attivita' si e' ridotta di molto. Mauro Boselli ha una mole di fumetto scritto annualmente di ben altra quantita (e qualita'). Ma anche Manfredi o altri. Contenti alla Bonelli di avere uno coai sul libro paga...

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    1. Abbiamo già precisato in molti pezzi che Recchioni come "scrittore" si è visto molto, molto poco in questi tre anni. D'altra parte, la scrittura richiede tempo. Recchioni è costantemente collegato a Facebook. Sarebbe difficile far coesistere questa attività con quella di scrittore effettivo e a tempo pieno.

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