venerdì 9 giugno 2017

STALKER CONTRO DI NOI PER AVERE DATO RISALTO ALLE OPINIONI DI S. PENNACCHIOLI SU MARTIN MYSTERE!!!

In questo articolo abbiamo riportato una recente affermazione dello scrittore e giornalista Sauro Pennacchioli, secondo la quale la serie di Martin Mysteré, una volta smaltite le storie già pronte, chiuderebbe i battenti. Il Pennacchioli ha indicato come fonte una non meglio precisata Gola Profonda, che gli avrebbe confidato questo sviluppo. La reazione dei fan sui social network e su Facebook in particolare è stata rabbiosa. Una decina di persone, fomentata da un nostro abituale stalker (una persona profondamente disturbata) hanno alimentato un paio di discussioni caratterizzate, in massima parte, da insulti e offese rivolte contro il nostro sito. Siamo alle solite. Riportiamo notizie, dati o voci? Questi delinquenti (si, tali sono e vanno etichettati per ciò che sono) vanno scrivendo che le notizie, i dati e le voci ce le siamo inventate, nonostante sia palese il fatto che nei nostri pezzi siano presenti i link con le fonti. Fanno della diffamazione il modo abituale di esprimersi sui social e credono, utilizzando queste forme, di danneggiare il nostro sito. Non perché ci odiano, quanto perché quello che noi scriviamo disturba certi salottini. Se, ad esempio, noi scriviamo che nel pezzo X è stato detto che la serie Y è calata nelle vendite e indichiamo la fonte, questi delinquenti scrivono che la notizia ce la siamo inventata e non riportiamo le fonti. Il loro sporco fine è intimidirci. E lo fanno anche capire: la smetteremo di perseguitarvi solo se la finite di scrivere certe cose che non devono essere scritte. Uno ce lo ha pure scritto in un messaggio privato! Da parte nostra, non vi è alcuna disponibilità a smettere di scrivere. Sia perché certe intimidazioni fanno ridere. Sia perché più ci attaccano più dimostrano che abbiamo ragione.


Una favola che circola in questi giorni in rete è che i responsabili del nostro sito, in quanto anonimi (dicono proprio così), desiderosi di non svelare le identità, non denunceranno né quereleranno. Chi sostiene questa assurdità istiga gli altri a diffamarci. Ritiene di essere al riparo da azioni legali e assicura gli altri che non ci saranno conseguenze. Copriteli di merda. Nessuno di loro si rivelerà mai. Perché credano una cosa del genere, è un mistero. Se lunedì sarà presentata una querela al più vicino comando di polizia o dei carabinieri, con assistenza di un Avvocato, è piuttosto naturale che sugli atti di querela compariranno i nomi dei nostri responsabili. I destinatari delle querele, quando queste saranno notificate, sapranno di quali fatti sono accusati e chi li ha querelati. Avranno nomi e cognomi, che nel frattempo penseranno di usare sui social nel contesto di altri commenti diffamatori. In questo caso, si vedranno destinare altre querele e il carico pendente aumenterà e dovranno sostenere le spese gravose di un legale per potersi difendere nell'ambito di un processo penale quando, finita la fase delle indagini, potrebbe esserci il rinvio a giudizio. La loro curiosità sarà stata soddisfatta, ma il prezzo pagato sarà alto. In caso di condanna (diffamazione su internet e lo stalking sono reati gravi), ci saranno altre conseguenze non meno gravi se, in seguito e per le querele accumulatesi in precedenza, arriveranno altre condanne con quello che ne deriverà sul piano del lavoro o delle famiglie che dipendono dal loro lavoro. Chiusa parentesi. Torniamo a parlare di fumetti, che è meglio. E delle parole contenute nel post di Sauro Pennacchioli. Martin Mysteré chiuderà non appena saranno finite le scorte di storie disponibili?
 
Nelle discussioni in rete sono state riportate dichiarazioni attribuite ad Alfredo Castelli, il quale ha confermato in parte quanto affermato da Pennacchioli. La produzione di nuove storie è stata ridotta. Dice Castelli (sempre che quelle parole siano riferibili a lui): ci sarà uno stop quasi totale. Poi prosegue, precisando che questo stop interesserà anche le altre serie della Bonelli, confermando quanto disse Serra nel 2015. Qui iniziano le nostre opinioni. Possiamo pensare che, dopo queste parole di Castelli, che parla di stop alla produzione delle serie Bonelli, la situazione sia critica o quanto meno difficile? Noi pensiamo di si. Non è un mistero per nessuno che la situazione di mercato è quella che è. Che la Bonelli ha aumentato di 0,60 euro il prezzo delle sue serie negli ultimi quattro anni e che, in base ai dati ufficiosi rivelati da alcuni addetti ai lavori, sia percepibile un calo costante delle vendite. Nel 2014 Tex costava 2,90 euro. Oggi, dopo tre anni, costa 3,50 euro. Però questa è una cosa che sugli altri siti non viene detta. Non bisogna dire che le cose vanno male. Non perché non è vero, ma perché se voi di Comix Archive lo dite ogni giorno accrescete nella percezione dei lettori una dimensione più grande di quella che è in realtà. Sicuri? Pensate che se noi smettiamo di dire che il fumetto è in crisi, la crisi passa? Non passerà. Lo sappiamo noi e lo sapete anche voi (almeno ce lo auguriamo). Quindi, continueremo a fare quello che abbiamo fatto (con successo) finora. Perché con successo? Suvvia, se è bastato un articolo con affermazioni non nostre (ma di Pennacchioli) per scomodare l'intervento di un gigante della storia come Alfredo Castelli, la conclusione è che il nostro sito è diventato straordinariamente importante.

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