domenica 4 giugno 2017

VENDITE DI DYLAN DOG: ECCOVI SVELATE LE FONTI E I RELATIVI LINK DOVE ABBIAMO RACCOLTO LE NOTIZIE!!!

Le polemiche che in questi giorni hanno investito Roberto Recchioni, hanno avuto un curioso effetto collaterale. Su un gruppo di Facebook, quattro supporter del rilancio di Dylan Dog concepito da Tiziano Sclavi ed attuato dallo stesso Recchioni hanno organizzato un attacco contro il nostro sito, condividendovi i link di alcuni articoli sui dati delle vendite ed in particolare di quelli dell'Indagatore dell'Incubo, scrivendo dei commenti diffamatori ai nostri danni con lo scopo di mettere in dubbio la nostra attendibilità. Tra i destinatari degli attacchi Alex Bottero, che abbiamo citato in alcuni casi nelle fonti delle notizie. Da controlli effettuati nel nostro archivio, ci siamo resi conto che questi quattro individui già in passato si sono resi protagonisti di analoghe condotte scellerate ai nostri danni. Come si conviene agli stalker seriali, questi delinquenti tendono ad invadere i post dove si parla del nostro sito o sono citati i relativi articoli postandovi reiterati commenti pieni di insulti, offese e diffamazioni ai nostri danni e contro chi sostiene le nostre posizioni. Come avvenuto nel recente passato, abbiamo realizzato lo screenshot dei commenti trasmettendo il tutto ai nostri legali con la richiesta di aggiungere tale materiale a quello in loro possesso ed oggetto di azioni legali intraprese. Ciò premesso oggi vogliamo indicare in ordine cronologico le fonti alle quali abitualmente facciamo riferimento per i dati di vendita. I dati sono contenuti nei link dei nostri pezzi, ma qualcuno in malafede ha fatto finta di non vederli, scrivendo commenti diffamatori su FB ed altri social.
 

Contrariamente a quello che sostengono questi delinquenti, che amano consumare tali condotte sui social senza timore di manifestarsi con nomi e cognomi (facilitando la loro identificazione da parte delle Autorità), i dati che pubblichiamo sono pubblici e reperibilissimi in rete. Limitando il discorso a Dylan Dog, i dati di vendita che abbiamo reperito sono i seguenti: per quelli del 2012 ci siamo riferiti ad un articolo sul sito Fumettologicamente di Matteo Stefanelli. Ecco il link. Si dice che Dylan Dog vendeva 140.000 copie. L'autore del pezzo asserisce di avere ottenuto questi dati dai vertici Bonelli, quindi si possono considerare ufficiali. Per i dati del 2013 abbiamo fatto riferimento ad alcune dichiarazioni di Roberto Recchioni raccolte dal sito Comicsblog. Ecco il link. Si afferma che Dylan Dog vendeva 120.000 copie. Tre mesi dopo quelle dichiarazioni Recchioni sarebbe stato nominato curatore della collana dylaniata. Per i dati del 2014 ci siamo riferiti ad un articolo di Fumettologica, il cui autore affermò di avere ottenuto tali notizie da Mauro Marcheselli e Davide Bonelli. Si afferma che Dylan Dog vendeva 112.000 copie. Ecco il link. Per i dati del 2015, ci siamo riferiti ad una intervista di Giancarlo Soldi, regista di un documentario su Tiziano Sclavi. Si afferma che Dylan Dog vendeva 100.000 copie. Ecco il link. Per i dati del 2016 e 2017 ci siamo riferiti a dichiarazioni rese su Facebook da Alessandro Bottero, secondo cui nel 2016 vendeva 90.000 copie (ecco il link) mentre nel 2017 le vendite sono scese a 86.000 copie (ecco il link). Un calo, dunque, continuo. Al Plano.

3 commenti:

  1. Dunque, qui si parla di cifre, nude e crude, quindi l'unica risposta logica sarebbe contestarle con altre cifre e non con atteggiamenti ingiuriosi. Ora io non so se le cifre citate da Bottero corrispondono al vero, però se si leggono con un po' di attenzione dimostrano un trend che, più o meno, coinvolge tutte le testate. Forse l'unica che tiene, se non addirittura ha leggermente aumentato le vendite, è Dragonero. La realtà, al di là di considerazioni sulla Bonelli, è che i fumetti annaspano, almeno nelle edicole, che nel frattempo hanno fatto una cura dimagrante che in 10 anni ha registrato la chiusura di circa 25.000 punti vendita. Continuo a essere convinto che questa situazione è una concausa del calo delle vendite, che non coinvolge solo Bonelli, prodotti come Topolino sono lì a dimostrarlo, un numero del topo vende meno di Tex. Sono segnali che l'editoria dovrebbe prendere in considerazione.

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  2. Finalmente qualcun altro che si e' accorto di quante edicole abbiano chiuso negli ultimi anni. Chiudono perche vendono sempre meno e perche i guadagni sul venduto sono sempre piu bassi. Purtroppo andando avanti di questo passo semplicemente verranno a mancare i veicoli di vendita del fumetto popolare.

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  3. Tex ha uno zoccolo duro di lettori che hanno iniziato a leggerlo negli anni 60.
    Attualmente hanno tutti dai 60 ai 75 anni.
    Visto che i ragazzi non si approcciato al western, prevedo che sia naturale che entro 10 anni Tex dimezzata i suoi lettori. Destino differente per Dylan Dog che forse non incrementerà ma avendo uno zoccolo duro di giovani manterrà un trend di 80.000/90.000 copie.
    Per Tex si sta abbassando lentamente il sipario.

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